domenica 3 maggio 2015

stato di crisi

Carlo Bordoni:

La parola 'crisi' ha sostituito altri termini come 'congiuntura'...
Attraversare un periodo di congiuntura era considerato un passaggio doloroso ma necessario per giungere a una nuova fase di prosperità.
La congiuntura era di durata breve, rispetto a tutto il resto. In quel termine esisteva già implicitamente un atteggiamento positivo e fiducioso nel futuro immediato...
Dopo il crollo del '29 iniziò la 'grande depressione'.
Ancora oggi questo termine, in confronto a congiuntura, evoca scenari apocalittici, fa pensare a una grave recessione su lungo periodo, unita a un profondo disagio esistenziale...
Una caratteristica particolare di questa crisi odierna è la sua durata.
Finito il tempo delle congiunture sfavorevoli, destinate a risolversi nell'arco di un breve periodo, adesso le crisi si muovono su tempi biblici. Procedono lentamente, a onta della velocità impressa a tutte le attività umane della realtà contemporanea. Ogni previsione di soluzione è continuamente rinviata e aggiornata a data da destinarsi, Sembra non finire mai...
Si fa regola di vita, piuttosto che eccezione. Costume quotidiano con cui fare i conti, piuttosto che disturbo occasionale e fastidioso di cui liberarsi al più presto e con impazienza...
Ci dovremo abituare a convivere con la crisi. Perchè la crisi non è temporanea. E' per sempre.

Zygmunt Bauman:

Ho l'impressione che oggi l'idea di crisi tenda a tornare alle sue origini mediche.
Venne coniata infatti per indicare il momento in cui il futuro del paziente era in bilico e il medico doveva decidere come procedere e quale tipo di trattamento applicare per indirizzare il malato verso la guarigione.
Parlando di crisi...trasmettiamo in primo luogo il senso di incertezza derivante dalla nostra ignoranza rispetto alla direzione in cui le cose stanno andando e in secondo luogo l'urgenza di intervenire, per selezionare le giuste misure e decidere di applicarle prontamente.
Diagnosticare come 'critica' una situazione significa proprio questo: associare a una diagnosi un richiamo ad agire.
E lasciami aggiungere che qui c'è una contraddizione endemica: dopo tutto, ammettere di trovarsi in stato di incertezza/ignoranza fa presagire il peggio riguardo alla possibilità di selezionare le 'giuste misure' e di spingere così le cose nella direzione desiderata...


(da Bauman-Bordoni, Stato di crisi, 2015, un testo assolutamente da leggere...)



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