martedì 27 febbraio 2024

I fratelli Sorinas, le sorelle Campolargos e la zia Vittoria

 

I fratelli Sorinas (Soru e Solinas), animati da spirito di rivalsa, si aggiravano come spettri sulle sorti delle elezioni in Sardegna.

La vendetta di Soru non è riuscita, ma per pochissimo davvero: sarebbero bastati duemila voti in più per lui ed il fantasmagorico 'campo largo' della Todde sarebbe già in soffitta in una notte.

Quella di Solinas, invece, ha funzionato: i sardisti-leghisti sono riusciti a far fallire Truzzu, pur votando le loro liste (che hanno preso più voti di quelle della Todde).

Si sa che Solinas è uomo di peso (e che anche Salvini si sta ingrossando alquanto).

Si sapeva che il miserando Truzzu non avrebbe trovato sostegno nella mia città, che è stato capace di devastare per anni con cantieri infiniti, assedi di quartieri interi, ingorghi automobilistici, occupazioni di suolo pubblico, ritardi ed inadempienze mai visti prima.

Ma i leghisti-sardisti hanno agito nell'ombra ed hanno vinto contro di lui e contro la Meloni, pur di manifestare il loro potere interno alla coalizione di governo. Perdendo però le elezioni.


Sì, perché le elezioni le ha perse una destra suicida e non le hanno vinte i loro avversari.

I proclami notturni di Schlein e Todde, le sorelle Campolargos, sono patetici.

Dietro il vestito niente.

La Todde è stata eletta presidente con 330.000 voti su 1.450.000 potenziali elettori (di cui è andato alle urne più o meno la metà).

E parlano di democrazia maggioritaria, di potere delle maggioranze!

Ma quali?

La fiducia sta a zero, l'astensione cresce di più punti all'anno, la disaffezione è totale.

E non mi si venga a dire che gli astensionisti sono degli irresponsabili e dei disfattisti, che non vogliono fare politica.

Sono loro, i politici, ad essersi appropriati della politica e ad averne espropriati i cittadini.

Sono loro che ne hanno fatto un loro feudo, al quale chiedono -ogni cinque anni- solo un rito di conferma da parte di chi ancora li segue.

Ma chi se ne frega se metà delle persone non vota...

L'importante è essere eletti per 2000 voti in più e poterla chiamare Vittoria.


Ah sì, dimenticavo...la zia Vittoria...

Ora si dice: l'aria è cambiata, il vento è girato, si può fare.

Vincere, anche se a culo, anche se per una volta, può dare subito alla testa.

Ma ricordiamocelo: se viviamo una vita di destra, anche quando le elezioni non le vince la destra, le vince la destra.

La Todde anela a riforme della sanità, a visioni energetiche alternative, a lotte contro la povertà organizzata, alle matite contro i manganelli. Una Cinquestelle della prima ora, a sentirla.

Ricordiamoci che fine ha fatto Di Maio.

La zia Vittoria è tornata, ma -come al solito- aiuterà solo qualcuno a sperare (e votare) ancora.

La nostra vita resta -più o meno agevolmente e serenamente- sul lato destro della strada.

Sì, proprio lì, dove gli umani non respirano ed avanzano le macchine.










già un secolo fa...

 

Uno slogan? Buon Dio, è qualcosa che oscilla tra deformazione cosciente, menzogna premeditata e semplice esagerazione. Sta a mezzo tra la stupidità di un pappagallo che vuol essere camuffata e la pregnante concisione di un vecchio detto. Ha in sé qualcosa della pubblicità, che nessuno ritiene veritiera, ma da cui però tutti si lasciano influenzare. Ha qualcosa dell'infondatezza di una moda, ma anche di quella dei principi morali che inculchiamo nei nostri figli proprio come sono stati inculcati a noi, senza possedere altra prova della loro giustezza all'infuori della sensazione che ognuno è appunto tenuto a crederci...Gli slogan non sono mai del tutto veri e raramente del tutto falsi: su questo poggia la loro capacità di imporsi a tanti. E anche sul fatto che nella vita umana esistono pochissime cose che il singolo può veramente sapere; in parte perché non si possono proprio conoscere e riconoscere ma soltanto credere, in parte perché l'urgenza della vita e il poco tempo ci costringono a credere e a fare molte più cose di quante ne vorremmo conoscere nella loro essenza...


Quando un entusiasmo non è più genuino, alza la voce; è così che dal patriottismo verbale si passa al patriottismo polmonare...Allora c'erano degli onesti patrioti polmonari, i quali credevano che la Madre Austria avrebbe perso subito alcuni chili qualora non venisse quotidianamente rassicurata su quanto fosse forte in guerra...Il patriottismo della ripresa commerciale, invece, è attinente soltanto all'economia di guerra. Sua legge è: se calano le entrate, deve aumentare il patriottismo.


I peccati capitali sono sette; ma in Austria ne esiste un ottavo: il peccato capitale austriaco si chiama opportunità. Opportunità, parola affascinante e raffinata! Racchiude in sé il senso del 'non fare'. É una parola cui non serve né scienza nè coscienza, perché il suo nocciolo sta tutto in quel 'non fare'. Non dà pensieri, non induce a meditazioni, turbamenti e fatiche, perché quel 'non fare', 'non fare' è una mandragora che scaccia ogni fastidio. Se un comune deve multare un commerciante di generi alimentari che è un importante elettore, 'non farlo','non farlo' dice l'opportunità, perchè le elezioni sono alle porte... Così vanno le cose in Austria, si invocano uomini decisi e poi ci si sente offesi dai loro interventi e li si elimina. Così si prepara il terreno all'opportunità, dove hanno successo non gli uomini rispettabili, ma gli uomini manovrabili. E una volta che l'opportunità ha preso piede,è difficile distinguere se per caso non sia soltanto un opportunista anche chi spera di avere successo nel ruolo di persona decisa. Così la sfiducia è conseguenza dell'opportunità e l'opportunità conseguenza della sfiducia...


O criticone, criticone, chi mai oggi viene criticato quanto te? Vedi nero e vieni dipinto di nero. Ti fanno scontare la tua scontentezza. Ti rimbrottano i tuoi rimbrotti. Ti disfano come disfattista. E come diffusore di voci allarmistiche hanno persino minacciato di sbatterti in galera! Il nuovo austriaco ti perseguita sostenendo che lo disonori... Una cosa non ha mai tollerato: dire, secondo il vecchio adagio, pane al pane. O vino al vino. Insomma chiamare le cose con il loro nome. Chi cercava di farlo, gli diventava sospetto...Si preferiva insultare invece di disapprovare, era lecito condannare invece di giudicare. Chi ingiuriava era considerato chic; chi si sforzava, con sincerità e modestia, di elaborare un proprio giudizio, passava ben presto per un tipo insulso o presuntuoso... Era come se l'esagerazione venisse ritenuta l'unica possibilità con cui legittimare un'opinione personale. Non è forse vero che negli ultimi decenni le opinioni politiche sono state sostenute cn un trasporto senza paragoni? Che la battaglia aveva assunto talvolta toni di devastante violenza? É vero, per eccesso. Perchè, curiosamente, nessuno l'aveva presa molto sul serio.


(Robert Musil, La guerra parallela, 1916)






domenica 25 febbraio 2024

doppio sentire

 https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/02/24/quando-e-troppo-e-troppo/7457524/

Trovo questa vignetta e provo due sentimenti contrastanti.

Il primo lo collego a Genova 2001, all'esperienza di paura e terrore provata dinanzi alle violenze della polizia di Stato.

Esperienza che ha portato tantissimi giovani di allora a convincersi che era meglio 'restare a casa', a sopravvivere e tacere (almeno in pubblico).

E ha portato me a non fidarmi (mai) più delle istituzioni, a non partecipare più a cortei e manifestazioni, a non votare.

Le intimidazioni, le botte, le insinuazioni, le infiltrazioni sono da sempre gli strumenti che gli Stati usano per ostacolare, inquinare e fermare le lotte politiche non gradite.

Vale da noi come in Russia o in Iran.

E' giusto dare quindi il giusto peso a quel che è accaduto a Pisa ed accade ed accadrà sempre più spesso nel mondo. 

Non per impedirlo, quindi, perchè la crescente militarizzazione delle nostre vite è nelle cose, qualunque sia il governo presente o futuro.

Ma, almeno, per far capire che abbiamo capito.


Il secondo stato d'animo è più controverso ed inquietante.

La vignetta ci fa presente la sproporzione che sussiste tra le quattro manganellate che possiamo ricevere qui (che ci agita perchè colpisce noi o i nostri amichetti) e quel che sta accadendo a Gaza (che ci appare comunque lontano e quindi non ci colpisce, non ci muove, non ci agita come dovrebbe).

Il parallelo con quel bellissimo film che è ora nelle sale -'La zona di interesse'- risulta d'obbligo.

La nostra capacità di rimozione e negazione è molto vicina a quella che quei nazisti dimostrano rispetto alle vite ed alle morti che andavano a spegnersi nei loro lager, così vicini e così lontani allo stesso tempo.

Anche noi riusciamo a proseguire a vivacchiare serenamente ed esteticamente nei nostri giardinetti, mentre intorno -e sempre più prossimi- ci assediano distruzione, guerra, ecocidi e genocidi.

Vediamo il fumo, ma proseguiamo a fingere che non sia in corso l'incendio.

Diventare nazisti o finire inceneriti, ad un certo punto, diverrà per noi un'alternativa poco interessante, di nessuna importanza, di scarsissimo significato.

Anche perchè avverranno, probabilmente, entrambe le cose.



sabato 24 febbraio 2024

punti silenti di non ritorno

1.Ucraina

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2024/02/23/i-numeri-della-guerra-190mila-morti-ucraini-e-russi-160mld-buttati-e-zero-progressi/7455952/

Perseverare è diabolico. Ma è anche umano, si sa.

Proseguiremo ancora sino a spolparci -tacitamente- sino all'osso, in una guerra -detto tra noi, ma non potendo ammetterlo mai- già persa ancor prima di iniziare (ma non per i mercanti d'armi).

 2. Palestina

https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/02/23/gaza-post-guerra-il-piano-di-israele-che-sfida-gli-usa-rimarremo-senza-scadenze-prevista-la-chiusura-dellagenzia-onu-per-i-rifugiati/7456231/

Vedrete che Israele proseguirà -senza tante parole- a far quel che gli pare.

Starà a Gaza sino a quando gli farà comodo, deporterà tutti i palestinesi e, per quelli che resteranno da profughi in casa propria, instaurerà un bel governo fantoccio, ulteriormente controllato dal suo esercito.

In barba, come sempre, di qualunque pressione o accordo preso da altri.

 3. Clima

https://www.repubblica.it/green-and-blue/2024/02/23/news/artico_ghiaccio_marino_riduzione_record-422193100/?ref=RHVS-BG-P8-S7-T1

Ci stiamo sciogliendo come neve al sole.

La primavera silenziosa che ci avvolge condanna già oggi tanti esseri viventi del pianeta e preannuncia un futuro terribile per noi qui.

 4. Italia

https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/02/23/la-polizia-carica-gli-studenti-durante-i-cortei-pro-palestina-a-firenze-e-pisa-4-fermi-e-feriti/7456463/

Passo dopo passo, ci si inoltra in un regime apertamente post-democratico.

Gli imperi asiatici (Russia, Cina e India) prendono il posto del liberalismo euro-occidentale, lo sconfiggono sul campo (militare ed economico), lo scoperchiano silenziosamente.

Il neo-fashismo si appropria definitivamente delle nostre vite e della vita politica (resta solo il voto, cioè il nulla).

 

 

lunedì 19 febbraio 2024

serpenti sugli scudi

 

Al Tg dicono che Aspides, il nome che hanno dato alla missione militare che pattuglierà il Mar Rosso per proteggere i nostri traffici commerciali dagli assalti dei pirati Houti, venga dal greco e significhi 'scudi'.

La sicurezza, primo (unico?) valore -oggi- delle nostre esistenze perdute ed insicure come non mai.

Quella che, più ne parliamo, e meno ne sentiamo.

Quella che più ci difendiamo e più ci sentiamo indifesi nei confronti di chi ci assale, ma ancor più rispetto a chi ci dovrebbe difendere.


Ed ecco che, e forse proprio per questo, mi viene in mente che in latino la stessa parola, Aspides, può significare anche 'serpi'.

La vipera che uccise Cleopatra, classicamente, si chiama -appunto- aspide.

Lo scudo che ci protegge diviene così anche il serpente che ci uccide.

Buona metafora della nostra condizione attuale e futura, mi dico: la guerra, che presume di difenderci, simultaneamente -mentre uccide i nostri presunti nemici- uccide noi stessi.

Il patto scellerato che Ursula, la sorridente orsetta tedesca, sta realizzando con le destre in Europa, pur di essere rieletta, traccia la strada del nostro prossimo futuro: riduzione del Green Deal, aumento delle spese militari, controllo spietato dell'immigrazione. Giorgia si fa europeista, perché l'Unione europea si fa fascista.

Intanto Israele, più ammazza e più muore.

Gli Stati Uniti, più attaccano e più declinano.

L'Occidente, più opprime e più è oppresso.

Questo è quel che sentiamo, mentre ed anche se -momentaneamente ed apparentemente- vinciamo ancora ed ancora.

Ma non sarà per sempre.


Nel piccolo, anche qui in Sardegna -in vista delle elezioni- i parenti serpenti non mancano e non stanno a guardare: Solinas fa il remissivo con Truzzu, ma vedremo se -al momento del voto- i suoi elettori ci saranno davvero o si vendicheranno dell'onta subita.

Soru si vendica degli ostracismi trascorsi e si mette di traverso alla candidata Cinquestelle, rendendo ancora più impossibile la sua elezione.

In giro, in entrambi gli schieramenti, gli aspidi -con le loro linguette biforcute- emettono solo spire di risentimento e rivalsa.

Gli interessi contano e forse -alla fin fine- prevarranno.

Ma cattivi, velenosi sentimenti covano sotto il fragile velo del marketing politico e -al di là dei like e delle frasi di circostanza tra alleati- potrebbero spingere verso il tradimento e la ritorsione.

Un motivo in più (se non bastassero una vergognosa legge elettorale, dei candidati impresentabili, degli aspiranti presidenti perlomeno mediocri...) per non andare a votare.












domenica 18 febbraio 2024

poteri criminali inaffrontabili

 

Navalny è stato ucciso, così come già accaduto in Russia a coraggiosi giornalisti e intemerati oligarchi. Putin, come è nella migliore tradizione russa, non si fa scrupoli prima di avvelenare, isolare, far ammazzare o perseguitare qualcuno.

E non c'è nulla che lo possa fermare: né proteste, né pressioni né giudizi internazionali.

Lui sa che tutti farebbero (e fanno) così al suo posto.

E, in questo modo, risulta inattaccabile.

Gli Stati Uniti infatti non fanno diversamente verso i detenuti di Guantanamo o verso tipacci come Snowden o Assange.

I cosiddetti paesi democratici hanno dato più volte prova di saper torturare ed eliminare i loro oppositori politici in molti modi e forme, legali e illegali.

Lo stesso accade oggi in stati canaglia (Iran) e stati protetti dall'Occidente (Myanmar).

E lo stesso vale, ancor più smaccatamente ora, per Israele.


Gli stati sono sempre forti con i deboli e deboli con i forti.

Lo dimostra la prepotenza totale dei Big Data, che -nonostante le riserve di politici e scienziati autorevoli- hanno appena immesso la potenza della AI (Intelligenza artificiale) in un semplice smartphone, alla portata di tutti, e stanno iniziando a venderli a grandi e piccini.

Sarà come affidare la bomba atomica ad un demente.

Proprio nei giorni scorsi il Comune di New York ha aperto una causa con Facebook, Tik Tok etc..., accusandoli di aver intenzionalmente e programmaticamente alterato la vita di ragazzi, adolescenti e giovani, provocando suicidi, ansie depressive e sussultorie, autolesionismi e rincoglionimenti di massa.

Che fine farà il sindaco di quella enorme ed importantissima metropoli?, che si è assunto questo greve carico, certamente ispirato dalle innumerevoli denunce di medici, psicologi e pedagogisti?

Credo che -come minimo- non sarà rieletto.

Gli USA hanno iniziato prima di noi, come spesso è capitato nelle cose peggiori che proseguiamo ad importare da quell'assurdo continente, e ne vedono le terribili conseguenze, che invece qui da noi possiamo proseguire ad ignorare e a rimuovere.

Ma i poteri criminali, iscritti nello Stato e nelle multinazionali globalizzate, non sopportano più alcuna opposizione che voglia uscire dalla sua nicchia di minima autopreservazione.

Anche l'azione nonviolenta trova qui oggi -tragicamente- il suo muro invalicabile.






giovedì 15 febbraio 2024

per una nuova pedagogia del popolo

 

Se provi a criticare il governo israeliano sei antisemita.

Se provi a criticare l'esibizionismo omo-transessuale sei omofobo e maschilista.

Se provi a criticare il neo-fashismo sei un fanatico totalitarista.

Se provi a criticare la digitalizzazione sei solo un anacronistico boomer.

Se provi a criticare l'Occidente sei un filo-islamico.

Se provi a criticare la guerra in Ucraina sei un filo-putiniano.

Se provi a criticare il capitalismo sei un povero comunista.

Se provi a criticare l'Unione europea sei un sovranista.

Se provi a criticare le democrazie sei un populista.

Se provi a criticare il sostenibilismo sei un ecologista ideologico.


Se provi a compiere azioni nonviolente sei un terrorista.

Se ricorri alla violenza sei un terrorista.

Se non ti limiti a parlare sei un terrorista.

Se ti limiti a parlare, ma inciti all'azione (violenta o nonviolenta), sei un terrorista.

Se provi a parlare, comunque, 'non sei più affidabile'.


Se non parli e non agisci contro nulla, sei un sincero democratico.

Se censuri e ti autocensuri, sei un sincero democratico.

Se collabori a qualunque decisione presa da chi può e sa, sei un vero patriota.

Se obbedisci in silenzio, sei un cittadino modello.

Se sopporti le angherie e le prepotenze, sei un eroe del nostro tempo.

Se fai la vittima, hai già vinto.


Se sai venderti, sei un genio.

Se sai spenderti, sei un idolo.

Se sai comprare, sei un modello.

Se sai manipolare, sei un leader.

Se sai attrarre, sei un mito.

Se sai vincere, sei un campione.

Se sai barare, sei un personaggio.







martedì 13 febbraio 2024

si fa ma non si dice, si dice ma non si fa

 

A Sanremo Geolier si traveste da buon uomo antiviolenza e quasi la spunta.

Diventa eroe del sud terrone, premiato dal sindaco di Napoli, che dimentica i trascorsi del ragazzo quando -da buon trapper non proprio trappista- esaltava camorra, narcos, armi e maschilismo.

Tutto dimenticato, in un attimo.

L'importante è vincere, magari contro i nordisti razzisti che lo fischiano e lasciano la sala.

Da aggressore a vittima, e così si vince (e non solo al festival).

L'importante è saper dire qualcosa ed il suo opposto, a seconda di quel che conviene al momento e di chi vuoi attirare, per farti votare (come accade in tutte le tenzoni elettorali, d'altronde).


A Sanremo quasi tutti esibiscono vestiari alla Dolce e Gabbati.

Trionfo assoluto e nauseabondo del fashionismo: Mengoni con le shirts traforate a fiori, Mahmoud che alterna i cori ancestrali di maschi sardi con sembianze asessuate e liftate da Guerre Stellari.

Tutti e tutte col petto scoperto, a mostrare peraltro orribili tatuaggi.

Oggi si attaccano D'Agostino e Gomez per aver detto che i due cantanti sono omosessuali, visto che loro lo mostrano continuamente, ma non lo dichiarano apertamente.

Come se si comunicasse soltanto a parole!

Il fashionismo ama l'ambiguità: fa più notizia, attrae così da tutte le parti, si fanno più soldi.

Gli attacchi agli outing non voluti mi ricordano quelli che espongono tutte le loro vergogne ed intimità sui social e poi si lamentano di essere attaccati dagli haters.


A Sanremo si prova a censurare chi sussurra 'genocidio' o chi vuol parlare di 'immigrati'.

Ci si deve solo divertire, dimenticare, non pensare.

Sappiamo che cosa è oggi il mondo dentro cui lo spettacolo deve proseguire.

E proprio per questo non si deve dire, per non sciupare tutto.

Ora: non ha molto senso pensare di fare dichiarazioni politiche ad un festival.

Ma esistono oggi altri spazi per dire quel che si pensa?

Forse i partiti o il Parlamento ? Non scherziamo.

La censura e l'autocensura trionfano ormai ovunque.

Chiamare ancora questa roba  'democrazia'  fa solo sorridere.






lunedì 12 febbraio 2024

alt(r)o tradimento

 

Gli Agricoltori traditi si dirigono con i loro trattori verso la capitale, insieme ai contadini militanti di Riscatto agricolo.

Si sentono traditi, quindi, e cercano un riscatto.

Si sentono l'ultima ruota del carro, bistrattati dalle ferree leggi del mercato, che proteggono intermediari e venditori finali, e non chi produce quel che mangiamo ogni giorno.

Con l'acqua che scarseggia, il clima che brucia, alluviona e gela, i trasporti che costano sempre di più, quella che era già una vita fuori moda, antifashionista, diventa insopportabile e inaccettabile.

Ecco perché, anche loro, chiedono risarcimenti.

E se la prendono, sbagliando, con gli ecologisti.

E ricattano le città, la nostra arrogante e vincente vita metropolitana che però, senza il cibo nei supermercati, non saprebbe e potrebbe durare un solo giorno.


Solo due milioni di vaccinazioni preventive contro il Covid.

Anche i vecchietti hanno tradito la causa del richiamo alle armi sanitarie.

É l'effetto boomerang della costrizione subita nel terribile e terroristico biennio pandemico.

Ora che si può scegliere si vaccinano solo i paurosi a priori e gli obbedienti ad oltranza.

Se si educa e si convince, la cosa dura.

Se si impone, si punisce, si spaventa, alla lunga non regge.

E se è vero che -per poter tradire- è necessario prima far crescere la fiducia tra le parti, è ancora più vero che la sfiducia reciproca genera un'altissima probabilità del tradimento.

E questo è il rapporto che vi è oggi tra il cittadino e lo Stato.


Anche l'alto gradimento al governo Meloni si muove inesorabilmente verso questa stessa direzione.

L'alto tradimento è alle porte anche per loro, così come già accaduto ai Cinque Stelle negli anni scorsi. Comunque vadano le Europee, la luna di miele sta per finire.

L'astensionismo crescerà ancora, anche tra chi li ha votati un annetto fa.

E le dinamiche interne alla maggioranza si faranno sempre più conflittuali: man mano che le guerre procederanno a immiserirci (moralmente e finanziariamente), le economie proseguiranno a decrescere, il clima si farà torrido (e non solo in cielo).

I tradimenti, le scissioni, le estremizzazioni politiche saranno all'ordine del giorno.

Lo spettacolino della politica non potrà, sempre di più, farne a meno.


Gli Stati Uniti stanno per tradire la causa ucraina.

La Russia sta vincendo la guerra e Trump sta per vincere le elezioni.

Biden lo sa, ed anche l'Unione europea e la Nato.

L'exit strategy è nelle cose: dopo due anni di indecenti fanfaronate e presunte controffensive, nonostante le centinaia di miliardi sprecati in armi e distruzione, l'Ucraina dovrà accettare la dura legge del più forte e di chi vince, così come accade in ogni guerra.

E, dopo centinaia di migliaia di morti, perderà anche più territorio di quel che avrebbe perso senza opporsi militarmente all'aggressore.

É giunto il momento di riconoscere la sconfitta (in una guerra, se non -purtroppo- di un metodo), anche a costo di sentirsi (e di essere definiti) traditori.


Israele sta tradendo l'Occidente e gli Stati Uniti: procede a sterminare e deportare un popolo, fottendosene altamente di appelli e condanne, consigli e limitazioni.

Senza la guerra permanente, da sempre, Israele non reggerebbe un solo giorno.

Senza la volontà dell'Occidente, Israele non sarebbe neanche nato.

E sa che chiunque al suo posto , e soprattutto coloro che ora consigliano e condannano, hanno fatto e farebbero lo stesso, in qualunque parte del mondo, quando i loro interessi sono (stati) in gioco.

Ecco perché può proseguire a fare quel che fa: perché non sta tradendo quel che siamo realmente, ma soltanto l'immagine illusoria ed idealistica che noi proseguiamo ad insistere ad avere di noi stessi, in barba alla nostra vera storia e a come siamo giustamente percepiti dal mondo: amici, parenti, alleati, sosia di quegli israeliani che diciamo -da farisei quali siamo- di contestare.