lunedì 17 febbraio 2014

piccole scoperte

per la prima volta nella mia vita vedo una mia mano con le unghie lunghe.
essendo quasi immobilizzata nel tutore non può raggiungere la bocca e le unghie non possono essere mangiucchiate dai miei voraci e coattivi dentini.
è strano guardarla così, intera, bella, elegante quasi, con le sue punte che crescono, chissà sino a dove, sino a quando...

il giorno dell'urto devo ringraziare il casco, ho rischiato il trauma cranico e forse qualcosa di più.
sono svenuto per qualche minuto, e ho fatto un bel sogno, dolce, come in trance.
quando mi sono svegliato sull'asfalto, c'era ad assistermi un medico neurologo, cosa volere di più?, che mi ha protetto, chiamato l'ambulanza, piegato la bici e messa nel suo cofano...un vero angelo!

l'altra mattina, dopo una notte insonne, mi sono assopito verso le 5.
alle 8 ho sentito le campane.
mi sono risvegliato con le campane delle 9, ma la cosa strana è stata che -tra una campana e l'altra- mi è sembrato trascorso un minuto, non certo un'ora...
il tempo si è come contratto, annullato quasi.

cammino per le strade, sulle scale, mi muovo sui bus, e mi sento fragile, pauroso.
ho paura del minimo contatto o squilibrio.
provo una nuova sensibilità per i gesti banali, piccoli, ora così lenti e difficili.
mi faccio tenerezza, e qualche volta mi vien da piangere...

ma, lentamente, le cellule lavorano, il dolore si attenua, gli ematomi ingialliscono, il braccio si muove...
riscopro il mio corpo, pur colpito e ferito.





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