martedì 7 aprile 2015

la solita salsa



L'aeroporto Costa Smeralda è nuovo fiammante, ci si arriva ora da Viale degli Astronauti.
Gemma mi ha regalato un pane pasquale, un coccoetto con l'uovo sodo dentro.
Lo porterò ai compaesani in Svizzera, come se fossimo emigrati degli anni 50.
Il pane c'è.
In aereo, la hostess chiama a rapporto il signor Salsa.
E ci comunica che siamo trasportati da un equipaggio guidato dal comandante San Marzano.
Insomma, la zuppa l'è cotta...!
Altro che la flemmatica e psicotica Germanwings, qui se magna...!

Milanesi e comaschi che tornano dalla prima vacanza in costa.
Guardano già con nostalgia il mare smeraldo dal cielo e si dicono: torneremo in estate.
Un giovane manager, elegante e belloccio, viso sfatto dal non rilassarsi mai e dormire meno, si è portato dietro i figli e una moglie di rappresentanza.
Continua ininterrottamente a prendere appunti e a far di conto sull'agenda (cartacea, però).
Snocciola le centinaia di migliaia di euro per ogni affare, da ogni parte del mondo.
I suoi prossimi mesi di lavoro (fiere, soprattutto, e ovunque) entrano rapidamente e diffusamente nel calendario. E l'appuntamento per i tatuaggi e quello per farsi la tartaruga.
Un po' meno lo attraggono i richiami di suo figlio, che avrà 9 anni e legge un libro dal titolo: 'Assassin's creed unity'. Almeno legge, e guarda i panorami, e cerca di interpellare il padre.
Che gli intima soltanto di spegnere lo smartphone.
Al che il ragazzino gli si rivolge contro: 'Spegnilo anche tu, allora...!'.

L'altra sera, alla pizzeria Sa Mesa, tutti i ragazzini stavano attaccati allo smartphone, da soli o in piccoli gruppi.
I genitori, intorno a me, pure.
Mi lamentavo dei loro discorsi, nei giorni scorsi.
Ma forse era meglio che parlassero, anche delle loro solite banalità di adulti.
Ho poggiato la testa sul tavolo e mi veniva da dormire, tanta era la noia che provavo sul mondo, in attesa di una pizza così così.
Mio nipote e i suoi coetanei sanno farsi i cazzi loro alla grande.
Ed i genitori sono contenti perchè così anche loro possono farsi i cazzi loro alla grande.
Ognuno col suo tablet ed i suoi giochi più o meni per adulti, o adulteri, o adulterati.
A meno che non succeda qualcosa di grave, o qualcuno si frapponga tra loro: allora, tornano a rifugiarsi tra le amorevoli braccia dei papà e delle mamme, e loro tornano ad essere i 'loro' figli.

Sull'aereo un neonato si fa allattare, occhi pieni di piacere e di riconoscenza.
La madre sembra un po' meno appagata, ma partecipe.
Il papà, tiene fissi i Ray Ban scuri, e lo bacia il pupo con gli occhiali.
La moglie vede solo il figlioletto, il marito esiste solo quando deve cercare il ciuccio o le salviette nella borsa di lei.
Lui ha una discreta faccia da ottusangolo maschile.

Passa il carrello, un bicchiere di succo o d'acqua gratis.
Cioè inclusi nel costo del biglietto.
Se dovessimo pagarli direttamente magari non lo berremmo.
Ma così ci sembra di non pagarlo e di essere stupidi a non berlo.
Mio nipote dice che gli sms e le chiamate sono gratis.
Li hanno solo già pagati per lui, ma tra ragazzini si dicono che è tutto gratis.
Questi ragazzini sembrano fare zapping proprio con tutto.
Il torneo (vinto!) è già alle spalle, dopo qualche festa e molte foto.
'Pensiamo già alla prossima partita': parlano già come gli allenatori e i giocatori della massima serie.
Un po' mi fanno paura, sembrano dei robottini sentimentaloidi.

Scendo a Linate, e oscillo alquanto, più del solito.
Mi viene da camminare meccanicamente, come un automa, per regolarizzarmi a forza.
L'aereo non aiuta proprio i miei poveri, piccoli labirinti.
I seni nasali, poi, fanno dolore sulla fronte.
Continuo a camminare strano, in modo talvolta inquietante.
Ascolto i sintomi, e ne colgo -credo- alcuni significati profondi e sommersi.
Non posso fare molto di più, da solo.
Né -credo- i medici.

Dopo l'ennesima sfuriata di pioggia tropicale, ora è tornato il sole.
Lo attendo anche per me.
Sogno California... Ma mi pappo il San Marzano.
Ed attraverso la frontiera di Chiasso in un silenzio irreale...



2 commenti:

  1. Quando leggo ció che scrivi, dopo aver riso un quarto d'ora, mi sembra di star lí e vedere tutto!

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