lunedì 25 dicembre 2017

a quella grande anima

Ieri abbiamo fatto visita al caro Gandhi nel suo Memorial Museum a Madurai.
Un luogo piccolo e semplice, tra gli alberi, che forse gli sarebbe piaciuto.
L'India è molto lontana invece dal suo sogno e dai suoi ideali, e non da ora.
Il fanatico indu che l'ha ucciso a fine gennaio del '47 gli ha evitato delusioni cocenti e infinite frustrazioni.
Il popolo e i governi lo celebrano ancora come Bapu, padre della patria indipendente ed eroe della lotta nonviolenta, gli hanno dedicato statue sinceramente bruttine e strade principali (piene di automobili e grandi magazzini, luoghi lontanissimi da lui), insegne di negozi tessili che esaltano il khadi e il dothi (l'arcolaio e il drappo che si tiene in vita, due dei suoi simboli), e -offesa suprema per lui- il suo volto sta su tutte le banconote della Bank of India.
Ma nella vita quotidiana e nella politica Gandhi sembra nascosto, scomparso, inutilizzabile.
Come da noi, d'altronde.
Ma assistere proprio qui a questa triste verità è forse ancora più doloroso.














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