domenica 18 settembre 2016

In-Ciampi



Stanotte i poveracci che vivono nel tugurio sotto casa si sono resi protagonisti di una scenata-sceneggiata (urla, frizzi e lazzi) che è andata avanti per due ore buone, tenendo sveglio tutta la via e parte del quartiere.
Motivi futili, facce da forca e da sanatorio, comportamenti prevedibili e quasi scontati: aggressività, maleducazione, mancanza di rispetto per gli altri e tra loro.
Quando le cose si tengono a vicenda, è tutto più facile, comprese l'accusa, la colpa, la discriminazione: il cattivo c'è, e si vede.

Ieri notte è morto Carlo Azelio Ciampi, ex Governatore della Banca d'Italia, ex Capo di alcuni Governi, ex Presidente della Repubblica.
Moderato, elegante, perbene, risorgimentale e regimentale, inappuntabilmente retto.
Un livornese liberal, che non si confondeva mai con gli ultras extraparlamentari della città labronica.
Quel che si direbbe, da sempre, un vero signore, insomma.
Facile che piacesse alle persone normali, soprattutto dinanzi ai toni beceri della prima Lega Nord o alle paillettes del primo governo Berlusconi.
Difficile vedere in lui un delinquente, un vampiro, un disonesto, un traditore della patria, un malvagio.
Eppure...

Proprio con Ciampi inizia a realizzarsi l'unificazione completa e terribile della Festa della Repubblica con la pacchiana e retoricissima parata militare del 2 giugno.
Proprio con Ciampi si compie per la prima volta la spaventosa, esplicita endiadi tra potere politico e
potere bancario: il passaggio dalla Banca d'Italia al Governo d'Italia avviene in un lampo e realizza il primo sogno neo-liberista d'Europa.
E proprio Ciampi va a completare il percorso di costituzione dell'altro sogno neo-liberista di oggi, che è man mano giunto ad assomigliare ad un incubo: l'Unione Europea.
In forme gentili e cortesi, Ciampi ha contribuito attivamente al dominio violento e incontrollato dentro cui oggi noi ci troviamo ad affogare.
Non era facile vederlo in una faccia come la sua, ma è stato così.
Così come oggi fatichiamo a non fidarci di Padoan, coi suoi toni calmi, paterni, rassicuranti.
Ma questo non ci salverà dal disastro, anzi lo faciliterà.

I sogni-incubi di Ciampi, nel frattempo, si sgretolano ad ampi passi.
Una Repubblica difesa dalle armi si sta trasformando in un regime militare coperto che inghiotte le libertà.
La politica non è più il bene governato da economisti temporaneamente prestati ad essa, ma è divenuta l'ancella della finanza internazionale, pura governance governata dai banchieri.
L'Unione Europea si sta schiantando contro i muri inflessibili della burocrazia, del nazionalismo, del razzismo, della divaricazione sociale.
Lui dormirà il sonno dei giusti, forse.
Corroborato, come sempre capita a quelli come lui, dalla certezza di 'aver fatto la storia e il bene del paese'.
Ma noi ?
Noi assomiglieremo sempre di più ai miei vicini di sotto, che inciampano ubriachi e sfatti sul gradino di casa.



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