domenica 6 dicembre 2015

donne cazzute sempre piaciute



E' stata la moglie a far radicalizzare il marito, a San Bernardino.
La dolce farmacista pakistana se l'è sposato in Arabia saudita, ci ha fatto una bambina, poi l'ha portato a sparare alla festa di Natale dei disabili.
E se la sono cavata niente male...

Sono Marine e Marion Le Pen che guidano le estreme destre alla prossima vittoria in Francia.
Hanno fatto fuori i maschi e il vecchio capo, e vanno avanti come treni.
La Marianne dei sanculotti ha cambiato verso, ma è sempre pimpante.

Più modestamente, ma con qualche effetto, le nostre ministresse procedono anch'esse.
La Boschi, tra un sorrisino e l'altro, si fa ripagare i debiti della sua Banca Etruria ammazzando i correntisti, e si fa la sua bella riforma elettorale, insieme al suo amicone Verdini e in barba ai grandi vecchi del suo partito.
La Madia se ne frega di sindacati e tradizioni e prosegue a brunettizzare il settore pubblico.
Dobbiamo ringraziare la Liga veneta se la Moretti è prematuramente scomparsa dal video, ma -ne siamo certi- ritornerà più gagliarda che pria.
La Boldrini continua ad alitare buonismo d'accatto dagli alti scranni.

E tra non molto, salvi ulteriori disastri, anche la dolce Hillary andrà, prima donna della storia, a governare nientepopodimeno che gli Stati Uniti d'America.
In barba a suo marito che si consolava sotto il tavolo con l'amichetta Monica (Hillary già da allora doveva avere altre priorità), in barba ai machi repubblicani.
Lei sì che ha le palle per dichiarare la terza guerra mondiale...!

La rivoluzione femminista, insomma, va avanti.

Non possiamo lamentarci.

siamo tutti israeliani!

Eretz Israel !

Da tempo insisto nel chiamare quel che sta accadendo al mondo 'israelizzazione'.
Condividevamo già con lo stato sionista il peccato d'origine: come il loro anche i nostri stati sono nati da atti di violenza verso gli indigeni e si sono pasciuti di sfruttamento coloniale.
Ma oggi condividiamo tre nuovi elementi fondamentali:
-una democrazia finta, che copre disuguaglianze feroci ed apartheid di fatto;
-la costruzione di muri di autodifesa, di cemento o meno;
-il rischio continuo di subire attentati terroristici.
Israele, considerato sinora un'eccezione nel mondo, sta diventando la regola, l'esempio, il modello per la vita di tutti. E -inutile illudersi- lo sarà sempre di più, nei prossimi anni.

I campionati europei di nuoto in vasca corta si svolgono in questi giorni proprio a Netanya, in Israele. Ora, già trovavo strano e ingiusto che le nazionali israeliane partecipino alle competizioni sportive europee, ma che addirittura le ospitassero...!
Lasciamo perdere. I nostri sensi di colpa non finiranno mai.
Anziché boicottarli continuiamo ad accoglierli e a proteggerli: quando mai la smetteranno se noi non la smetteremo ?
Detto questo, guardando l'apparente tranquillità dei giochi e del pubblico in sala, anzi in vasca, mi è apparso ancora più chiaro che quella società vive così da più di mezzo secolo: conciliando le bombe, le stragi, la militarizzazione con la normalità e l'adattamento quotidiano più completo.
I cittadini sanno di essere isolati e odiati in tutto il mondo, non solo arabo.
Sanno che se un paese qualunque avesse commesso un decimo di quello che hanno combinato i loro governi sarebbe già stato sanzionato e bombardato da tempo.
Sanno di aver a fianco, sulla loro stessa terra (o, a dire il vero, sulla loro) milioni di palestinesi in gabbia.
Sanno , anche per questo, di essere permanentemente in ostaggio della guerra e del terrore.
Eppure, nonostante questo -o forse proprio grazie a questo- vivono.
Tra un allarme ed un'esercitazione, tra giovani soldati armati sui bus e arabi che li sgozzano con i coltelli per strada, continuano a vivere.
E' un avviso chiaro ai terroristi che si muovono ora nelle nostre città: dateci pure le vostre intifade quotidiane, noi non rimetteremo i nostri debiti.
Ci alleneremo a vivere nel rischio, ma non smetteremo di fare come se niente fosse e come se avessimo ragione.

C'è un istruttivo video dell'FBI che sta girando in questi giorni tra i cittadini statunitensi: è intitolato RUN, HIDE & FIGHT.
Se vieni attaccato da un terrorista dovresti, nell'ordine: provare a scappare; se non puoi, provare a nasconderti; se non puoi, provare a lottare con quel che hai in mano.
Insomma, i cittadini occidentali proseguiranno a fare quel che già fanno, ma ad un altro livello: scappare dopo aver rubato, nascondersi e far finta di nulla, far la guerra se qualcuno non ci sta.
E continuiamo così, a far(ci) del male...!


venerdì 4 dicembre 2015

porchi mondi

Requiem era il contrario di Lucien, che dava sui nervi a tutto il Tram col suo linguaggio fumoso, quell'ipocrita, sempre lì a scribacchiare sui suoi pezzi di carta invece di dirti la verità in faccia...Ammorbava proprio tutti, Lucien. Non si regolava! A che serve darsi aria di intellettuae a destra e a manca se poi l'equazione deve restare la stessa. Le strade che portano alla verità e all'onestà sono interrotte da inondazioni, porcherie, cacate di cane, bugie, distacchi di corrente, e allora perchè lui si incaponiva a credere in un mondo possibile ? Perchè si sforzava di ridurre l'umanità ai sogni e alle citazioni che accozzava insieme alle sue cartacce ? Questa si chiama vigliaccheria, o magari pure amnesia, o un misto delle due.
Il mondo è irrecuperabile, dixit Requiem...
Riflettiamo...Noi cosa faremo al posto del poeta maledetto ? Risposta di Requiem: la tragedia è già scritta, noi ci mettiamo la prefazione. E allora mettiamocela, questa prefazione...

Religione della pietra: il meteo non sappiamo nemmeno cosa sia. Il meteo siamo noi, per non dire che inventiamo un sistema solare tutto nostro. Il sole sorge alla Gare du Nord a tramonta al Tram fra due tette-pompelmo. Noi siamo i principi delle nubi dell'arrabattarsi, i figli della terra e della ferrovia. Questo è il Nuovo Mondo. Non vai a letto ma ti mettono a letto. Non mangi ma ti mangiano. Non accoppi ma ti accoppano. Questo è il Nuovo Mondo. Ognuno per sé e la merda per tutti. Questa è la giungla.

(Fiston Mwanza Mujila, Tram 83, 2014)


I vicini di panchina di stamane mi raccontano il mondo.

Un vecchio elegante, camicia splendente, giacca gilet e papillon giallo, fuma la pipa lentamente.
Occhi chiari, profumo di colonia, puro ottocento francese.
I suoi occhi chiari e liquidi avvolgono l'aria e mi commuovono.

Un altro, più trasandato, se ne sta al sole, col cappello che mette e toglie di continuo.
Legge una rivista, non sembra interessato, dopo poco si alza e cammina.
Ma prima fatica a piegarsi per legarsi i lacci, sembra che rinunci, poi ce la fa.

Una ragazza vestita di nero, si guarda allo specchio dello smart phone, si scioglie i capelli, si accarezza le mani, cura le unghie smaltate di rosso, si gratta la schiena e si toglie i brufoli.
Quando non si tocca o guarda, con attenzione e scrupolo profondi, esclusivi, chatta sul cellulare.
Per mezz'ora buona. Poi si mette gli occhiali scuri e se ne va.

Un tossico guarda tra le aiuole che ci proteggono in parte dal traffico, e cerca le dosi nascoste da qualcun altro, tra le fronde e i topolini che occhieggiano tra esse.
Ha uno sguardo feroce, attivissimo e spento.

Il mio venditore abituale di Diabolik ripassa a trovarmi dopo molto tempo.
Ma non vende più i suoi libri e giornaletti.
Ora si è convertito e gira la città, le chiese, gli ospedali per pregare, e convertire.
Un mese fa è caduto in casa ed ha avuto una sensazione di paresi alle gambe. Non riusciva ad alzarsi e, novello Saulo, Dio gli ha parlato. Ora crede.
La sua vita di peccatore si è conclusa, ora Gesù è con lui, ed è tutto per lui.

Il mondo è qui, intorno a me, nel suo malato fulgore.
Ed è dentro di me.
Nei miei ricordi di poco tempo fa.
Un anno fa giravo intorno alla base inglese di Akrotiri, a Cipro, in bici.
E' circondata da un grande lago salto e asciutto, su cui ho affondato più volte, e lasciato le mie scie.
Ed è prossima ad un monastero in cui miagolano cento gatti.
Sentivo i reattori sibilare a fianco al mare, e li vedo ora che decollano verso la Siria.
Gli inglesi occupano questo territorio, ultimo residuo coloniale sull'isola di Venere.
A nord dell'isola, turchi -arabi e musulmani- chissà cosa ne pensano...

Mi ritornano alla mente anche i confini permeabili tra Tunisia e Libia, le strade di sabbia sotto il diluvio, i suk sulla strada di ogni paese sulla strada. Che ne sarà ora di tutta quella vita ?
Ora da lì passano i guerriglieri, si posizionano i servizi segreti di mezzo mondo, i militari coalizzati contro il Male.
I pozzi di petrolio passano da una mano all'altra, vengono bombardati e inquinano il cielo, ci riducono a vittime sacrificali per la loro conquista.
I nostri dei d'oro (nero) ci chiedono il conto (malauguratamente, profondamente in rosso, sangue...).



giovedì 3 dicembre 2015

vive la france!

regalo di Francesca e Stefano da Parigi...

esser(i) umani

Egli.
Egli ha due avversari; il primo lo incalza alle spalle, dall'origine, il secondo gli taglia la strada davanti. Egli combatte con entrambi. Veramente il primo lo soccorre nella lotta col secondo perchè vuole spingerlo avanti, e altrettanto lo soccorre il secondo nella lotta col primo perchè lo spinge indietro. Questo però soltanto in teoria, poiché non ci sono soltanto i due avversari ma anche lui stesso; e chi può dire di conoscere le sue intenzioni ? Certo sarebbe il suo sogno uscire una volta, in un momento non osservato - è vero che per questo ci vuole una notte buia come non è stata mai – dalla linea di combattimento, e per la sua esperienza nella lotta essere nominato arbitro dei suoi avversari, che combattono tra loro.
(F. Kafka)


Infine, la Volontà -sia che voglia a ritroso, sia che voglia in avanti e senta la propria forza- trascende la semplice datità del mondo. Tale trascendenza è gratuita e corrisponde alla traboccante sovrabbondanza della Vita...
A questo trascendere, che è connaturato al volere, Nietzsche dà il nome di 'Oltrepassamento'. Esso diviene possibile in ragione dell'abbondanza: l'attività stessa è percepita come creatività, e la 'virtù' che corrisponde a tutto questo complesso di idee è la Generosità, l'oltrepassamento vittorioso della sete di vendetta. E' lo sperpero, la 'baldanza temeraria di una volontà straripante e prodiga' che dischiude un futuro al di là del passato e del presente. Il sovrappiù costituisce la conditio sine qua non di ogni cultura.
(H. Arendt)


Di fronte a ciò che 'fu', il volere non ha più nulla da dire, il 'così fu' resiste al volere della Volontà, è avverso e contrario alla Volontà. Ma con questa avversione, ciò che è contrario mette radice nel volere stesso. Il volere ne soffre. La Volontà, cioè, soffre di se stessa, dell'andato via, il passato. Ma il passato discende dal passare. Così la Volontà stessa vuole il passare. L'avversione della Volontà contro ogni 'così fu' appare come volontà di far sì che tutto perisca, dunque di volere che tutto meriti di perire. L'avversione che nasce nella volontà è così la volontà contro tutto ciò che passa -ossia contro tutto ciò che sorge a partire da un sorgere e perdura.
(M. Heidegger)


Per quanto piccoli siano l'estensione e il grado cui possano arrivare le doti naturali di un uomo, indicherà in lui un uomo dal largo modo di pensare il fatto che si elevi al di sopra delle condizioni soggettive private del proprio giudizio, tra le quali tanti altri sono confinati, e rifletta su di esso da un punto di vista generale (che può determinare soltanto mettendosi dal punto di vista degli altri).
(I. Kant)



(da H. Arendt, La vita della mente, 1971)

mercoledì 2 dicembre 2015

incensurate recensioni



Leggere 'La famiglia Radley' di Matt Haig (quello de 'Gli umani') è stato emozionante.
Una famiglia di vampiri, che vivrebbero di sangue e di forti sensazioni, hanno cercato per anni di normalizzarsi e di diventare astinenti: hanno messo su lavoro, casa, famiglia, come tutti.
Ma il richiamo della (loro) vita, a un certo punto, rifà breccia e si ritrovano a godere e soffrire come non mai.
Una buona (ed esilarante) metafora della nostra vita quotidiana, scarnificata immagine dei sogni di bambino fattosi adulto.

Vedere 'The lobster' è un'esperienza inquietante ed eccitante.
Un film fantascientifico, ma non troppo, che descrive una società in cui è vietato essere e restare single ed in cui solo la coppia e la famiglia rappresentano la meta sociale da raggiungere e il simbolo di una vita sana e felice. Vivere da soli è considerato un crimine (oltre che una palese scomodità personale): in una società super individualista è fondamentale salvare le apparenze.
Ormai solo la surrealtà satirica ci fa capire come viviamo davvero, dentro quali assurde mitologie, in mezzo a quali automatismi infalsificabili.
I single, costretti a risiedere in una struttura protetta, possono allungare il loro tempo di vita soltanto cacciando e catturando altri single, quelli che sono riusciti a nascondersi nei boschi e che vivono braccati e clandestini, reietti sociali in piena regola.
Ma mentre nell'albergo il sesso è consentito almeno dentro il matrimonio, nel bosco non sono consentiti rapporti sessuali o affettuosi: lì vige l'antiideologia dell'essere 'assolutamente single'.

Ma il film più bello e mentalmente eccitante dell'anno è stato, qualche sera fa, 'Dio esiste e vive a Bruxelles'. Un soggetto ricchissimo, pieno di personaggi, nel miglior stile Woody Allen delle origini, ma con una profondità tipicamente europea.
Un Dio tirannico verso il Figlio (che è stato ripudiato dopo la sua missione evangelica e partecipa alla vita familiare camuffato in una statuetta benedicente), la moglie (sottomessa e maltrattata ogni giorno, come molte mogli), e la figlia (protagonista e narratrice del film, che a un certo punto scappa di casa fuoriuscendo da una lavatrice e ritrovandosi nel mondo).
Le storie dei potenziali apostoli, i cambiamenti che avvengono nella loro vita, la sensibilità e la forza dei vari passaggi che si succedono man mano, danno vita ad un racconto che -di questi tempi- appare quasi miracoloso. Andate a vederlo, assolutamente...Dio lo vuole!

Per concludere in bellezza, anche il giardinetto ieri pomeriggio ha offerto un nuovo ed inusuale spettacolo. Una giovane coppia, forse straniera, si è seduta in pieno sole sulla panchina a fianco della mia. Io, come sempre, leggevo o facevo parole crociate, non ricordo.
Dopo dieci minuti, sollevo lo sguardo, e vedo che lei -reclinata in avanti- sta facendo un pompino in piena regola al suo partner, che -goffamente, ma senza manifestare alcun disagio- le copre la testa riccioluta e languidamente agitata con la giacca.
I barboni residenti (incluso lo scrivente) si godono lo spettacolo, tra lo stupefatto e l'ammirato.
Poi mi sono spostato, visto che loro proseguivano oltre modo: la mia pudicizia ha vinto, constatato che la loro non dava segno di brillare eccessivamente.
Comunque, non si sono fatti dei selfie nel frattempo, è già qualcosa.
Chi potrebbe pensare che un modesto e degradato giardinetto possa divenire teatro di tali eccitanti filmini ?  Mi sa che non andrò più neppure al cinema.

Si vive così, come vedete, tra un terrore e l'altro, tra uno spettacolo e l'altro, tra un miracolo e l'altro.
Immagino che sia la vita di tutti, anche di chi non la racconta.
E tu chiamale, se vuoi, ec-citazioni...

martedì 1 dicembre 2015

mammala i...trucchi!



L' Europa, dopo aver contribuito a re-islamizzarla -rifiutando il suo accesso nell'Unione- ora corteggia la Turchia, in funzione anti Isis (che peraltro la Turchia sostiene sottobanco) ed anti russa (con cui peraltro la Turchia   ha un traffico economico non da poco).
Proprio nel momento in cui Erdogan il sultano fa fuori opposizione e curdi come non mai, arresta giornalisti e chiude giornali, si erge a dittatore unico della patria in armi, proprio ora la Turchia ci serve: a fare la nuova Libia, a fare da muro e protezione per noi, contro le invasioni di terroristi e immigrati.
A fare da barriera di respingimento per i profughi.
E paghiamo profumatamente questi carcerieri d'oriente.
E la Turchia farà la fine della Libia e, quando Erdogan non ci servirà più, farà la fine di Gheddafi.
Non impariamo niente, non vogliamo imparare niente; la ragion di stato, i soldi e la convenienza a breve termine restano gli unici parametri contemplati e sicuri.
Ma se ne vedranno gli effetti collaterali, come sempre, nel medio periodo.

L'economia, checchè ne dicano le solite ochette starnazzanti, non riparte.
Il terrorismo ha gelato i timidissimi segnali di fiducia dei mesi scorsi.
Produzione e acquisti, se non di lusso, in coma.
Inflazione che non sale, cattivo segno per la finanza, buon per noi.
Ed allora si spera che Draghi prosegua e insista con il megatrucco del quantitative easing: 60 miliardi di euro al mese (nostri) vengono attualmente già sperperati per ricreare liquidità e far ripartire il mercato. In realtà foraggiano ancora una volta solo banche e finanza.
Ma la BCE si impegnerà ancora, farà ancora di più.
Metodi eterodossi, li chiama Padoan. Ci si attacca proprio a tutto, ma non funzionerà.

A Parigi-Bourget è iniziato il COP (che peraltro, in inglese, vuol dire poliziotto).
L'ennesima festa truccata in maschera per mitigare i cambiamenti climatici.
Funziona così: arrivano centocinquanta capi di stato, fanno mirabolanti e suggestivi discorsetti su quanto amano il pianeta che si concludono con la speranza che questa sia la buona volta; poi continuano a far parlare in pubblico scienziati ed ecologisti, mentre i loro tecnici si incontrano nelle segrete stanze a litigare, a raggiungere faticosissimi accordi con mille clausole scritte in piccolissimo, a fare un'interminabile melina su quel che gli interessa e che li tocca.
Poi, i governi realizzeranno infine solo una parte di quel poco che si è deciso lì.
Ma, di volta in volta, il trucco funziona: per le nostre pigre opinioni pubbliche, ovviamente.
Non certo per il pianeta, che continua a degradare e a lessarsi.
E ri-lessiamoci tutti, allora !