sabato 15 marzo 2014

eresia, portami via...!

Per definire l'attuale situazione sociale, economica, politica, ambientale, taluni ricorrono a termini forti, quali apocalisse, inferno, disastro, azzeramento, guadagnandosi immancabilmente la condanna per catastrofismo, per millenarismo oscurantista.
Perchè, ci consolano, nel lungo termine, torneranno lavoro, prosperità, pace. Nel lungo termine. Cioè, quando saremo morti.
E se, invece, quei taluni avessero ragione ? Se fossimo nel bel mezzo di un'altra delle apocalissi che già si sono abbattute sulle civiltà urbane ' Se i cavalieri dell'Apocalisse fossero già arrivati e i diavoli dell'inferno fossero già fra noi ? Se la maledizione dell'incessante regressione contenuta nell'incessante progresso ce l'avessimo tutta addosso, sopra e dentro le nostre teste ?
Tanti dubbi, ma anche qualche certezza.
E' certo che l'orizzonte dell'Occidente è il tramonto, la caduta nella notte, la consegna all'orrore e all'incubo. Che la cultura della modernità, dell'illuminismo, ovvero del pensiero in costante progresso, non fa più neppure promesse ma solo minacce, e che tra le sue coordinate non è possibile inventare nessuna soluzione accettabile ai nostri problemi.

Il fatto è che tutti siamo prigionieri, giovani e vecchi, conservatori e riformisti, conformisti e divergenti, di quella Bastiglia che è l'organizzazione sociale vigente, fatta di paesi in morienza, di ghetti urbani, di città congestionate e gassificate, tutti popolati da moltissima gente esclusa dalla cultura. Dall'economia, dalla politica, da molta gente che ha la paura crescente della possibile esclusione, e persino da gente che -pur inclusa-, o tale ritenendosi, è in preda alla sindrome dell'assediato e alle nevrosi del successo e del denaro. Un'organizzazione sociale, oltre tutto, sempre più attaccata dalla criminalità e sempre più sovrastata dalla militarizzazione...

La Sardegna di oggi non ha bisogno di una rivoluzione ma di un totale e profondo sconvolgimento.
Ha bisogno non di rivoluzionari, ma di eretici...
Stiamo parlando, è già chiaro, della gioventù sarda....
Ce la farà ad abbattere i luoghi comuni e i pregiudizi del selvaggio bianco, l'uomo tutto occidentalizzato, abbarbagliato dalle macchine e dalla supposta potenza preterumana di istituzioni scarsamente umane ? A sbugiardare i miti insulsi propalati da agenzie scolastiche ed educative decrepite ? A deridere e rifiutare mode e modelli imposti dall'ignoranza televisiva e giornalistica ?
A liquidare illusioni e tentazioni pericolose ?

...Perchè i cavalieri sono già arrivati e l'apocalisse divampa da un pezzo.
Il problema è quando gli uomini vorranno vedere e capire e, avendo visto e capito, si libereranno delle illusioni sull'immancabile apparizione di una buona stella.
E intanto, aspettando la buona stella, continueranno a morire...



(Eliseo Spiga, Francesco Masala, Placido Cherchi. Manifesto della gioventù eretica del comunitarismo, Zonza, 2000)

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