giovedì 21 agosto 2014

bisanzio

Giornate luminose a Istanbul, da viaggiatore allenato e libero da impegni pressanti da turista, tipo vedere i monumenti base, di corsa.
Ora potevo vedere la citta per la seconda volta, ci sono gia venuto con Barbara 10 anni fa e ho ritrovato tanti luoghi e tanti ricordi.
Vivere la citta la mattina presto. quando ancora e' quasi tutto chiuso, e i turisti non sciamano.
Vivere la metro, i tram. i quartieri non proprio centrali, salire e risalire verso Galata e Taksim, e poi ridiscendere verso il Bosforeion. la' dove si perde...
Potersi bagnare e poter bene sempre, alla cinta delle moschee.
Oggi ho visto per la prima volta quella di Solimano il Magnifico, che sovrasta la citta', magnifica, forse la piu' bella tra tutte.
E poi i traghetti, le sponde a est e ovest e ovunque, i venditori di panini allo sgombro, di pagnotelle al formaggio e alle patate, di the caldo e profumato in bicchierini che attraversano la strada, i poveri quartieri con la loro vita quotidiana fatta di aggiustaggi e tubi che perdono. come quella di tutti, in qualunque citta' bella o brutta, piccola o grande, famosa o no...
E la Sublime Porta, e gli obelischi, e i serpenti con la testa mozzata, e le colonne bruciate.
E la gente, veramente di tutto il mondo, un crocevia incredibile di facce e di razze.
Ed io tra loro, sperduto e curioso, stanchissimo, dolorante, sveglio.

Ho visto il bel Museo d'Arte moderna, bellamente affacciato sull'acqua.
Oggi anche il Museo archeologico, e mi preparo a quello di Ankara.
Stasera vado li', da solo.
Il sodalizio di viaggio con Cristiano si e' rotto ieri.
Il mio itinerario allora va verso est, verso l'Asia.
Improvvisazione quasi totale, vedremo quel che accadra', non so.
Anno di morti, di separazioni, di fratture, di stretti passaggi che assomigliano al Corno d'oro.
Anche questo viaggio non si smentisce...

Anche questa sera la luna è sorta
affogata in un colore troppo rosso e vago,
Vespero non si vede, si è offuscata,
la punta dello stilo si è spezzata.
Che oroscopo puoi trarre questa sera, Mago?

Io Filemazio, protomedico, matematico, astronomo, forse saggio,
ridotto come un cieco a brancicare attorno,
non ho la conoscenza od il coraggio
per fare quest' oroscopo, per divinar responso,
e resto qui a aspettare che ritorni giorno

e devo dire, devo dire, che sono forse troppo vecchio per capire,
che ho perso la mia mente in chissà quale abuso, od ozio,
ma stan mutando gli astri nelle notti d' equinozio.
O forse io, forse io, ho sottovalutato questo nuovo dio.
Lo leggo in me e nei segni che qualcosa sta cambiando,
ma è un debole presagio che non dice come e quando...

Me ne andavo l' altra sera, quasi inconsciamente,
giù al porto a Bosphoreion là dove si perde
la terra dentro al mare fino quasi al niente
e poi ritorna terra e non è più occidente:
che importa a questo mare essere azzurro o verde?

Sentivo i canti osceni degli avvinazzati,
di gente dallo sguardo pitturato e vuoto...
ippodromo, bordello e nordici soldati,
Romani e Greci urlate dove siete andati...
Sentivo bestemmiare in Alamanno e in Goto...

Città assurda, città strana di questo imperatore sposo di puttana,
di plebi smisurate, labirinti ed empietà,
di barbari che forse sanno già la verità,
di filosofi e di eteree, sospesa tra due mondi, e tra due ere...
Fortuna e età han deciso per un giorno non lontano,
o il fato chiederebbe che scegliesse la mia mano, ma...

Bisanzio è forse solo un simbolo insondabile,
segreto e ambiguo come questa vita,
Bisanzio è un mito che non mi è consueto,
Bisanzio è un sogno che si fa incompleto,
Bisanzio forse non è mai esistita
e ancora ignoro e un' altra notte è andata,
Lucifero è già sorto, e si alza un po' di vento,
c'è freddo sulla torre o è l' età mia malata,
confondo vita e morte e non so chi è passata...
mi copro col mantello il capo e più non sento,
e mi addormento, mi addormento, mi addormento...


F.Guccini, Bisanzio

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