venerdì 28 gennaio 2022

aria di Casini

 La prima parola che mi viene è balcanizzazione.

Così appaiono sempre più oggi i partiti e le coalizioni (se escludiamo Fratelli d'Italia e Italia viva): totalmente ingovernabili, senza fiducia interna, con bande disobbedienti ai leader presunti, super diffidenti verso l'esterno.

I leaders si parlano, provano a proporre candidati o meno, ma non sono mai sicuri che il gruppo li seguirà. Per tentare di non fare figuracce impongono astensioni di massa, in modo tale da non trovarsi di fronte a preferenze non previste ed incoerenti rispetto a quel che hanno appena dichiarato e solo apparentemente sancito.


La seconda parola è feudalizzazione.

I leader si ergono a grandi feudatari ma i loro vassalli sono sempre più bizzosi.

Non si fidano, ed hanno paura che i loro capi li sacrifichino per mantenersi al potere.

Nel frattempo, l'unico potere che i partiti continuano ad esercitare è quello su noi cittadini, divenuti sempre più solo spettatori del teatro inscenato sugli schermi.

Il sistema dei partiti occupa lo spazio politico, uccide la rappresentanza, neutralizza qualunque spazio democratico, diretto o mediato che sia.

La struttura feudale continua a funzionare, ed anzi si rafforza.

Su di essa è forte la collusione tra tutte le parti, al di là dei loro apparenti conflitti.

I dividendi da spartire restano più significativi delle loro divisioni.


La terza parola è democristianità permanente.

Al momento, il massimo che tutti potranno ottenere sarà rivolgersi a Casini.

A meno che non vogliano rischiare il ridicolo implorando Mattarella o rischiare il governo spostando Draghi. (il cui governo, comunque, non uscirà indenne da questi giorni, se non fossero già state sufficienti per minarlo le dinamiche pre-elettorali dell'anno che verrà).

Tutto è possibile in questo paese.

Ma mi pare evidente che il PD, dopo aver ucciso la sinistra, ora stia riuscendo a far fuori anche il centro-sinistra.

E mi pare che, sull'altro versante. Salvini si sia rivelato ancora una volta -nei momenti decisivi- solo come un grande arruffone, Berlusconi (e Forza Italia) vegetino all'ospedale (e, tra non molto, necessariamente, all'obitorio), la Meloni si candidI a vincere le prossime elezioni e divenire primo ministro.

Ed anche lei, quando si troverà al governo, diverrà democristiana, come già accaduto in altri tempi al PCI ed -in tempi più vicini- alla Lega e ai Cinque stelle.

Moriremo democristiani, con buona pace di Luigi Pintor.

Attualizzando potremmo anzi dire oggi: ci estingueremo democristiani.







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