Di cosa è colpevole in fondo il generale Vannacci?
Di aver detto e scritto quel che in tantissimi pensano e credono (al governo, tra gli elettori di destra, ma anche tra molti di centro-sinistra).
Il che è dimostrato dal suo successo di vendite.
Quel che ci colpisce e contro cui ci si stracciano le vesti è soltanto la rottura dell'omertà sociale condivisa e coperta, per continuare a (far) pensare ed a pensarci civili, democratici, non violenti.
Ma chi è più pericoloso? il focoso generale che lo dice apertamente o il nazifascismo di chi -di fatto- continua a discriminare le donne o ad ostacolare l'immigrazione in Europa (cioè, più o meno, tutti i politici, di qualunque schieramento), mantenendo apparentemente il suo aplomb liberale ?
Vannacci è l'esponente onesto di un sistema economico-politico-militare che ci addestra all'odio, alla violenza, all'esclusione, alla difesa dei nostri privilegi.
Andrebbe premiato per la sua ingenua sincerità.
Invece, e con una logica stringente da parte di chi lo fa, viene bastonato bipartisan.
Ma, dietro il fumo, si intravedono i suoi sostenitori che soffiano sul fuoco e sapranno come valorizzarlo al momento opportuno.
Di cosa era colpevole in fondo il comandante Prigozhin?
Di aver usato la milizia per attaccare lo Stato.
É stato giustiziato non per i terribili atti compiuti in mezzo mondo e decisi dallo Stato (come accade anche per i contractors statunitensi), ma per essersi rivoltato contro chi l'ha fatto nascere e l'ha usato per decenni per i propri fini, foraggiandolo ed esaltandolo senza remore o rimorsi.
Ma chi è più pericoloso? L'ex cuoco esaltato dal potere e da un'immensa potenza di fuoco o chi governa gli Stati, votato dai cittadini, e nasconde la propria violenza pagando qualcuno per esercitarla a suo vantaggio?
Come mai continuiamo a condannare i sicari e non i mandanti, ed a chiamarla giustizia?
Prigozhin è (era) solo l'esponente più esibizionista di un sistema economico-politico-militare che ci addestra all'odio, alla violenza, alla guerra.
Meriterebbe un monumento alla memoria.
Ed invece sarà lo Stato ad ergersi -come sempre- come il giusto giustiziere di un traditore, e non per quello che è e che proseguirà ad essere, con Prigozhin o senza di lui: un'istituzione strutturalmente omicida.
Di cosa sono colpevoli in fondo i ragazzi palermitani che hanno violentato la ragazzina per strada?
Di averlo esibito sui social e di essersene vantati.
Ma cosa stanno apprendendo da quel che il mondo adulto offre loro su internet ad ogni ora del giorno e della notte?
Che cosa stiamo vendendo alle giovani generazioni come forma del piacere o al posto del piacere?
Piacere di dominio, di potere, di successo, di competizione, di possesso, di guadagno.
A questo li stiamo formando, e loro eseguono.
Non rappresentano una minoranza sballata e lo dimostra la gran quantità di persone che ha provato a comprare il video dello stupro, tanto da attivare le reazioni della polizia postale.
Questa è la cultura che stiamo diffondendo: perché la violenza ci forma e la violenza è ancora oggi la forma del nostro convivere quotidiano.
A tutti i livelli.
Questi ragazzi sono solo gli esponenti più stupidi di un sistema pornografico ed emotivamente analfabetizzante che ci fa godere in rete, ci insegna a godere della violenza, ci invita ad emulare chi la fa e vince.
Ma sono gli stessi giovani ed adolescenti che si aggirano nelle nostre scuole, apparentemente passivi e spenti, perfettamente orientati al compito ed in carriera o impauriti dalla vita, ma che (tutti) covano dentro una rabbia ed un risentimento che ogni tanto trova sfogo ed espressione nel trionfo di una notte sulla preda di turno.