sabato 30 aprile 2022

Pessimi risultati

 

A proposito di Mariupol, città martire.

Chi sta creando i martiri?

Chi sta facendo morire la popolazione civile?

Gli stessi che stanno mandando a morire i soldati russi ed ucraini.

I governi occidentali che armano e riarmano, governati a loro volta dalle industrie d'armi e dalle borse.

Chi sta tenendo asserragliata la gente dentro l'acciaieria, in una battaglia già persa?

I miliziani di Azov non vogliono farla uscire e la utilizzano come scudo umano, la tengono in ostaggio per evitare o almeno rimandare l'attacco dei ferocissimi ceceni di Kadirov, che non vedono l'ora di scannarli.

I corridoi umanitari non si realizzano perchè queste due forze in campo, zeppe di fanatici nazisti ed islamisti, non vogliono che questo avvenga.

Non si arriva a risultati negoziali, qui e altrove, perchè si vuole la guerra e non la pace, la vittoria e non la salvezza dei propri cittadini.

Primo pessimo risultato.


A proposito di Kiev, città inconquistabile.

La Russia ha rinunciato ad occuparla e a rifare un cambio di regime.

I loro avversari hanno difeso la capitale, a costo di far devastare le sue periferie.

I bombardamenti di qualche giorno fa fanno il paio con il Consiglio di guerra riunito contemporaneamente alla base militare di Ramstein e lanciano lo stesso segnale: ce ne freghiamo dell'Onu, non conta più nulla, ed esisterà solo sino a quando lo vorremo noi.

La proseguiamo a tenere in vita (artificiale) solo perchè potrebbe ancora servire a coprire i nostri interessi o a ratificare le nostre decisioni.

L'Onu non serve più per quel che è nata (impedire la guerra), ma per farla legalmente, sempre che le potenze mondiali abbiano bisogno di richiederlo ancora.

Credo che, rispetto ai conflitti armati precedenti, non ne sentiranno più il bisogno o la necessità.

Secondo pessimo risultato.


A proposito di Kharkiv e Odessa.

Gli attacchi a queste città appaiono eminentemente punitive.

Si tratta di città storicamente e culturalmente russofone e russofile.

Ma che , al momento, sono molto attratte dall'Europa, e non vogliono ridiventare russe.

Vanno punite doppiamente, quindi, in quanto doppiamente traditrici.

Kharkiv è già quasi rasa al suolo, Odessa inizia ora a pagare le sue colpe.

Quel che l'Ucraina non avrebbe perso se avesse avviato da subito le trattative senza iniziare la guerra, si avvia ad essere perduto o, nella migliore delle ipotesi per lei, ad essere mercanteggiato quando i negoziati ci saranno, inevitabilmente, alla fine.

Alla fine, forse, torneranno a far parte del territorio nazionale, ma con costi enormi e prospettive ancora più incerte.

Terzo pessimo risultato.


A proposito di Kherson.

Unica città dell'Ucraina che, a quanto possiamo sapere da qui, è stata conquistata ed occupata quasi senza resistenza armata e si è opposta al nuovo regime con metodi di protesta nonviolenti.

Non ha accettato il sindaco collaborazionista, continua a manifestare in piazza, a boicottare le decisioni che spingono ad una russificazione forzata.

Resta molto isolata all'interno, per nulla sostenuta dall'esterno e quindi la sua resistenza risulta vulnerabile e debole.

Ma cosa sarebbe accaduto se in tutte le città ucraine fossero avvenute delle cose simili?

La guerra ha determinato la desertificazione delle città, producendo profughi e persone affamate, totalmente dipendenti dall'assistenza degli amici (i primi) e del nemico (i secondi).

Tutto questo fa solo il gioco dell'invasore, checchè ne dicano i nostri opinionisti e strateghi da strapazzo.

Inutile, dentro la guerra, sperare in una tregua o in slanci di compassione tra le parti, ormai divenute ineluttabilmente, spietatamente e univocamente 'nemiche'.

Chi finge di stupirsene o è stupido o è in malafede (o entrambe le cose).

Se la popolazione avesse rinunciato alle armi e si fosse organizzata per una difesa civile e non armata contro l'occupazione, la massima parte di quel che sta avvenendo non ci sarebbe stato e sarebbe avvenuto probabilmente molto altro: eventi non meno dolorosi forse, ma molto meno distruttivi e, almeno in prospettiva, più 'umani'.

Solo questo sarebbe (stato) un primo buon risultato.











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