sabato 23 aprile 2022

VINCERE! ...E VINCEREMO?

 



Gli Usa, anche quando perdono (vedi Cuba, Vietnam, Iraq, Siria, Afghanistan...), non perdono mai.

E, se non hanno vinto, certamente 'vinceranno'.

E, se qualcun altro vince al loro posto, la sua vittoria non va mai riconosciuta.

Devono essere, infatti, sempre gli unici a vincere.

Perchè, semplicemente, non sanno perdere.

A perdere devono, per statuto, essere sempre e comunque 'gli altri', anche quando questi vincessero.

Non la prendono mai sportivamente.

É già accaduto ripetutamente nella storia e sta riaccadendo oggi in Ucraina.

Putin sta per vincere la sua guerra.

La situazione si va facendo pericolosissima per tutti proprio perché gli Usa stanno ancora una volta perdendo, ma non possono accettarlo, nè riconoscerlo.

Continuano a pompare i poveri ucraini, consegnandogli armi e promettendogli vittoria.

Nel frattempo, sono loro a morire a decine di migliaia; ma -se obbediranno ai loro ordini, promettono i loro alleati statunitensi- vinceranno.

Il futuro di un'illusione, di una bugia che però ha già le gambe corte.


Perlomeno, comunque, gli Usa fanno il loro gioco: sempre lo stesso, ma è il loro.

L'Unione Europea, sinora, no: li segue come una marionetta, tanto che Europa e Nato paiono al momento coincidere. Borrell, Michel e Von der Leyen, anzi, fanno dichiarazioni e compiono scelte ancora più aggressive e riarmiste di quelle dello stesso Stoltenberg.

Se proseguirà in questo atteggiamento la UE si suiciderà.

Ancora una volta, tutto dipenderà dalle scelte di Francia e Germania (che iniziano -pare- a smarcarsi -almeno a parole- dal delirio statunitense e britannico).

Inutile sperare -a breve- nell'Italia: l'appiattimento politico è totale, indipendentemente dalle opinioni pubbliche interne. Da tempo, qui da noi, non esiste un'opposizione in Parlamento o un movimento pacifista (né, tanto meno, nonviolento) degno di questo nome.

Ma i militaristi non sono riusciti a sfondare sul fronte della persuasione collettiva, nonostante abbiano a disposizione quasi tutti i giornali e tutte le televisioni.

E la sconfitta degli ucraini, sempre più evidente, potrebbe ribaltare la situazione: gli italiani non vogliono guerre in casa e -soprattutto- non stanno mai con chi perde.

Sanno sfilarsi sempre con qualche anticipo: anche loro sanno vincere anche quando perdono (forse è anche questo che li rende 'filo-americani' ?).


Come sta la Russia?

Difficile saperlo e dirlo.

Putin, almeno apparentemente, procede come un treno.

Da vero autocrate, se ne frega di sanzioni, ingenti perdite militari, minacce e profezie di sventura.

Se ne frega degli oligarchi che lo mollano o si suicidano.

Non si scompone di fronte agli incendi e alle esplosioni che iniziano a succedersi nelle sue città.

Se ne frega delle (assurde) esclusioni da Wimbledon o da altre federazioni sportive.

Con quei suoi occhi da felino senza sentimenti prosegue a far strage di corpi e città.

E sta per celebrare la sua vittoria sul campo.

Vedremo se proseguirà oltre il sud-est o si fermerà, andando a trattare da posizioni di forza.

Molto dipenderà anche da noi.

Inutile illudersi: se lui proseguirà e noi proseguiremo sulla strada attuale, non ci sarà più via di scampo da un'estensione, nello spazio e nel tempo, di questa guerra maledetta.



























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