Credo che il viaggio di Trump sia davvero emblematico del perchè il mondo va come va, e perchè non ci siano speranze di vederlo recuperare.
Primo passaggio, Arabia Saudita.
In un colpo solo, vende 110 miliardi di dollari di armi agli emiri e agli sceicch di Riad, ben sapendo che loro andranno a proseguire la guerra in Yemen (e chi se ne frega!) e che una buona parte di quelle armi saranno stornate verso gli attacchi terroristici dell'Isis (e di questo dovrebbe fregarcene qualcosa, o no ?).
In un colpo solo, unisce 50 capi di stato sunniti, li chiama all'alleanza contro il terrore, che con tutta evidenza è creato dai soli sciiti, contro cui lancia anatemi, del Bene contro il Male, proprio mentre in Iran Rohani cerca di convincere almeno la metà dei suoi concittadini (quelli che non l'hanno votato) che gli Stati Uniti non sono Satana.
Secondo passaggio: Israele-Palestina.
In un colpo solo si abbraccia e si bacia (con trasporto) Nethanyau, e si abbraccia e si bacia (con meno passione) Abu Mazen. L'odio degli arabi così sale, verso tutti e tre, esponenzialmente.
Hamas e Hezbollah gongolano.
Racconta le solite storielle sulla pace in Medio Oriente, va a mettere fogliettini sul Muro del Pianto ma fa la gita a Betlemme, si finge mediatore come avviene da decenni, e mai una parola sulle cose serie, sui fatti che accadono, tipo gli insediamenti che crescono o i palestinesi senz'acqua.
In un sol colpo,fa finta di far qualcosa, di voler bene a tutt'e due, e lascia le cose come stanno, cioè sempre peggio.
Terzo passaggio: Vaticano.
Trump non sa neanche cosa sia il cristianesimo o la Chiesa cattolica.
Per lui la religione è pura metafisica, non c'entra nulla con la vita.
Bergoglio lo sa, e l'ha anche detto ('chi costruisce i muri non può essere un cristiano').
Però il Papa fa finta che lui sia cattolico e che lo sia anche la moglie, tutta in nero (e chissà la biancheria intima...? New Bralette?); e Trump fa finta di ascoltare il Papa ('Non dimenticherò le sue parole').
E mentre il Papa gli parla di giustizia, di pace e gli regala un libro sulla bellezza della natura da salvaguardare, Trump vende armi, smonta la sanità pubblica, sbaracca gli accordi sul clima, investe sul petrolio e sul carbone, bombarda siriani ed altri subumani, espelle messicani e rafforza la Nato in Europa.
E qualcuno si lamenta ?
Possono bastare qualche perplessità del cerchiobottista Mentana o del solito Travaglio ?
C'è qualcuno che vuole ancora interpretare 'il politico' ?
No, in tanti fanno politica, dicono.
Ma la politica è morta, non c'è più.
Il politico, invece. esiste ancora, e sarebbe importante, urgente, dirimente agirlo.
Ma nessuno lo fa.
Non c'è tempo. Bisogna fare politica, dicono.
E Trump la fa, è innegabile: tre o quattro religioni, dieci guerre, mille nuovi casini in pochi giorni.
E in un colpo solo.
Un esempio per tutti.
SATURNALIA Feste popolari in Roma antica, in onore di Saturno, nelle quali si scambiavano auguri e doni e, soprattutto, era concesso agli schiavi di prendere temporaneamente il posto dei padroni
mercoledì 24 maggio 2017
eh no, sui bambini non si può...!
Molti hanno difficoltà a riconoscere che possiedono qualcosa soltanto perchè ad altri la stessa cosa è negata: che possono provare piacere solo a condizione che qualcun altro soffra.
E' matematico: se qui c'è abbondanza, vuol dire che là c'è scarsità.
Tutto quel che abbiamo lo abbiamo tolto, e in questo preciso momento lo stiamo togliendo a qualcuno.
In buona misura i divertimenti di una parte dell'umanità sono resi possibili dalla sofferenza e dalla miseria della parte restante.
In linea di massima questa miseria è sottratta alla vista di chi gode: il privilegio consiste appunto nella facoltà di allontanare da sè coloro la cui sofferenza permette il proprio godimento: ville e club esclusivi vengono costruiti apposta per separare le due categorie umane, lasciandone fuori la più numerosa e recintando quella più fortunata dietro barriere invalicabili.
L'abuso sessuale (e l'attentato terroristico ? ndr), al contrario, mette bruscamente in contatto la persona che gode con quella che soffre per assicurargli un godimento.
In un abbraccio forzoso si incastrano chi è accresciuto dal privilegio e chi da esso è scemato.
Contrariamente al caso dei bambini fabbricatori di palloni da calcio, che stanno in capo al mondo a cucire cuoio mentre noi intanto palleggiamo al circolo sul Tevere, nello stupro (e nell'attentato terroristico, ndr) non vi è alcuno schermo o distanza. Tra tutti gli esercizio di potere, è il più diretto.
(Edoardo Albinati, La scuola cattolica, 2016, p.873)
Non è probabile che quelli dell'Isis abbiamo letto 'La società dello spettacolo', ma -dal loro agire- parrebbe di sì.
Quel che è accaduto a Manchester ieri ci ricorda infatti ancora una volta (ma ancora una volta faremo finta di non vedere e di non sapere e di non capire, utilizzando tutti gli strumenti di copertura a nostra disposizione: indignazione, rabbia, amore universale, preghiere e guerre...) che il nostro distrarci e divertirci e rintontirci (di suoni, parole, gesta, eroismi sportivi e non, contatti virtuali,droghe, sentiment e lavoro...) è soltanto il nostro modo di coprire la violenza e il dolore che viviamo in profondo, quasi di nascosto, e che facciamo vivere -apertamente- a tre quarti del mondo.
Che tutto questo vociare ed esaltarsi nello spettacolo serve a mandare al macello intere generazioni di bambini, adolescenti e giovani, sperando che esse non se ne accorgano sino all'ultimo, ritenendo che proteggerle dal dolore e dalla consapevolezza sia il modo migliore di proteggerle dal male e dalla morte.
Situazioni come quelle di ieri svolgono quindi una funzione, purtroppo, rivelativa.
Non ci si può sottrarre alla violenza in un mondo come questo, e nessuno può considerarsi innocente, nemmeno un bambino. La verità è spiacevole, ma per me è questa, e va detta.
La dolce gattina Ariana Grande (molto ariana e grande stupidina) aveva intitolato il suo tour Dangerous Woman. Ed in effetti è pericoloso seguirne le gesta, i cui effetti sulla psiche infantile sono paragonabili a quelli di una bomba (seppur solo di idiozia).
Ma una cosa è lo spettacolo del pericolo, l'esibizione finta e consumata per gioco su un palco a pagamento; una cosa è trovarsi davvero nel pericolo (come i bambini di Aleppo e Mosul che non vanno a concerti e feste da una vita, e come i bambini di Manchester, per qualche secondo od ora, tra una festicciola e l'altra).
Queste giovani generazioni sono molto probabilmente destinate ad una nuova strage degli innocenti.
Ed ancora una volta non sono i nemici o i terroristi di turno a determinarla, ma i loro stessi governanti, educatori, genitori.
La nostra civiltà non ne sta uccidendo 22 o 100 in un giorno, ma a milioni ogni giorno e giorno per giorno.
E' il nostro stile di vita, sono le nostre scelte di consumo, è il nostro modo di vivere a generare morte, distruzione, inquinamento, guerra e terrore.
Ma viviamo, ed educhiamo i nostri figli, come se non fosse così.
E per questo, dentro la loro esistenza (e forse anche della nostra), saranno ancora una volta spazzati via dalla guerra.
Che male fa una come Ariana ? Che male avevano fatto quei bambini uccisi ? Che male c'è a divertirsi e ad ascoltare musica ? Che male c'è a mettersi le orecchiette da gatto e ballare ?
Il simbolo delle orecchiette nere si è già trasformato in simbolo di lutto, subito riutilizzato dai media e dai social. Ritrasformato in simbolo di unione, seppure nel lutto e nella morte.
Ed è proprio lì il problema, in una unità, una fraternità che vale solo per noi, e che esclude tutti gli altri.
E se in tanti non si divertono, e ci vedono divertirci, possono arrivare a pensare che l'unico modo che hanno per divertirsi è quello di farci smettere il divertimento -almeno per un attimo- e di ammazzarci.
E di ammazzarci i nostri bambini, così come noi -seppure per interposta persona e neppure facendoci saltare direttamente in aria- facciamo con i loro.
E' matematico: se qui c'è abbondanza, vuol dire che là c'è scarsità.
Tutto quel che abbiamo lo abbiamo tolto, e in questo preciso momento lo stiamo togliendo a qualcuno.
In buona misura i divertimenti di una parte dell'umanità sono resi possibili dalla sofferenza e dalla miseria della parte restante.
In linea di massima questa miseria è sottratta alla vista di chi gode: il privilegio consiste appunto nella facoltà di allontanare da sè coloro la cui sofferenza permette il proprio godimento: ville e club esclusivi vengono costruiti apposta per separare le due categorie umane, lasciandone fuori la più numerosa e recintando quella più fortunata dietro barriere invalicabili.
L'abuso sessuale (e l'attentato terroristico ? ndr), al contrario, mette bruscamente in contatto la persona che gode con quella che soffre per assicurargli un godimento.
In un abbraccio forzoso si incastrano chi è accresciuto dal privilegio e chi da esso è scemato.
Contrariamente al caso dei bambini fabbricatori di palloni da calcio, che stanno in capo al mondo a cucire cuoio mentre noi intanto palleggiamo al circolo sul Tevere, nello stupro (e nell'attentato terroristico, ndr) non vi è alcuno schermo o distanza. Tra tutti gli esercizio di potere, è il più diretto.
(Edoardo Albinati, La scuola cattolica, 2016, p.873)
Non è probabile che quelli dell'Isis abbiamo letto 'La società dello spettacolo', ma -dal loro agire- parrebbe di sì.
Quel che è accaduto a Manchester ieri ci ricorda infatti ancora una volta (ma ancora una volta faremo finta di non vedere e di non sapere e di non capire, utilizzando tutti gli strumenti di copertura a nostra disposizione: indignazione, rabbia, amore universale, preghiere e guerre...) che il nostro distrarci e divertirci e rintontirci (di suoni, parole, gesta, eroismi sportivi e non, contatti virtuali,droghe, sentiment e lavoro...) è soltanto il nostro modo di coprire la violenza e il dolore che viviamo in profondo, quasi di nascosto, e che facciamo vivere -apertamente- a tre quarti del mondo.
Che tutto questo vociare ed esaltarsi nello spettacolo serve a mandare al macello intere generazioni di bambini, adolescenti e giovani, sperando che esse non se ne accorgano sino all'ultimo, ritenendo che proteggerle dal dolore e dalla consapevolezza sia il modo migliore di proteggerle dal male e dalla morte.
Situazioni come quelle di ieri svolgono quindi una funzione, purtroppo, rivelativa.
Non ci si può sottrarre alla violenza in un mondo come questo, e nessuno può considerarsi innocente, nemmeno un bambino. La verità è spiacevole, ma per me è questa, e va detta.
La dolce gattina Ariana Grande (molto ariana e grande stupidina) aveva intitolato il suo tour Dangerous Woman. Ed in effetti è pericoloso seguirne le gesta, i cui effetti sulla psiche infantile sono paragonabili a quelli di una bomba (seppur solo di idiozia).
Ma una cosa è lo spettacolo del pericolo, l'esibizione finta e consumata per gioco su un palco a pagamento; una cosa è trovarsi davvero nel pericolo (come i bambini di Aleppo e Mosul che non vanno a concerti e feste da una vita, e come i bambini di Manchester, per qualche secondo od ora, tra una festicciola e l'altra).
Queste giovani generazioni sono molto probabilmente destinate ad una nuova strage degli innocenti.
Ed ancora una volta non sono i nemici o i terroristi di turno a determinarla, ma i loro stessi governanti, educatori, genitori.
La nostra civiltà non ne sta uccidendo 22 o 100 in un giorno, ma a milioni ogni giorno e giorno per giorno.
E' il nostro stile di vita, sono le nostre scelte di consumo, è il nostro modo di vivere a generare morte, distruzione, inquinamento, guerra e terrore.
Ma viviamo, ed educhiamo i nostri figli, come se non fosse così.
E per questo, dentro la loro esistenza (e forse anche della nostra), saranno ancora una volta spazzati via dalla guerra.
Che male fa una come Ariana ? Che male avevano fatto quei bambini uccisi ? Che male c'è a divertirsi e ad ascoltare musica ? Che male c'è a mettersi le orecchiette da gatto e ballare ?
Il simbolo delle orecchiette nere si è già trasformato in simbolo di lutto, subito riutilizzato dai media e dai social. Ritrasformato in simbolo di unione, seppure nel lutto e nella morte.
Ed è proprio lì il problema, in una unità, una fraternità che vale solo per noi, e che esclude tutti gli altri.
E se in tanti non si divertono, e ci vedono divertirci, possono arrivare a pensare che l'unico modo che hanno per divertirsi è quello di farci smettere il divertimento -almeno per un attimo- e di ammazzarci.
E di ammazzarci i nostri bambini, così come noi -seppure per interposta persona e neppure facendoci saltare direttamente in aria- facciamo con i loro.
martedì 23 maggio 2017
non siamo Capaci
Dedico queste pagine di Guy Debord alle ipocrite celebrazioni di oggi in cui si piangono Falcone, la moglie magistrata e la loro scorta. E infine (25 anni dopo!) si de-secretano i verbali degli incontri tra il giudice e il CSM, quegli incontri in cui si diede di fatto alla mafia il lasciapassare per la sua eliminazione.
Le pagine sono tratte dai 'Commentari sulla società dello spettacolo' del 1988, libro di un'attualità sconcertante.
Mai c'è stata una censura più perfetta. Mai l'opinione di coloro cui si fa credere di essere ancora cittadini liberi è stata meno autorizzata ad esprimersi ogni volta che si tratta di una scelta che riguarda la loro vita quotidiana. Mai è stato consentito di mentire loro con tale incoerenza. Chi guarda sempre per sapere il seguito non agirà mai, proprio così deve essere lo spettatore....
E' quindi arcaico parlare di scandalo, Si attribuisce a un importante uomo di stato italiano, che ha fatto parte contemporaneamente del governo legittimo e di quello parallelo della P2, Potere Due, una frase che riassume al meglio la fase in cui è entrato ora tutto il mondo: 'Ci sono stati degli scandali, ma adesso non ce ne sono più'.
Insomma, la disinformazione sarebbe il cattivo uso della verità. Chi la lancia è colpevole, chi ci crede un imbecille. Ma chi sarebbe allora l'abile nemico ? ...Ancora oggi il capitalismo dello spettacolare integrato fa finta di credere che il capitalismo della burocrazia totalitaria -talora presentato come la retrovia o l'ispiratore dei terroristi- sia ancora il suo nemico principale....Ma tutti i poteri costituiti pensano sempre a ciò che uno dei rari internazionalisti tedeschi aveva voluto ricordare un giorno:
'Il nemico principale è nel nostro paese'.
La nostra società è basata sul segreto...
Quando per esempio le nuove condizioni della società dello spettacolo integrato hanno costretto la sua critica a restare veramente clandestina, non perchè si nasconda, ma perchè è nascosta dall'imponente messinscena del pensiero del divertimento, coloro che tuttavia sono incaricati di sorvegliarla e, se necessario, smentirla, possono finalmente usare contro di lei i metodi tradizionali negli ambienti della clandestinità: provocazione, infiltrazione e diverse forme di eliminazione della critica autentica a vantaggio di una critica falsa, creata a tale scopo.
Nel momento in cui tutti gli aspetti della vita politica internazionale e un numero crescente di coloro che contano nella politica interna sono diretti e mostrati secondo lo stile dei servizi segreti, con inganni, disinformazione, spiegazione doppia -quella che può nasconderne un'altra o semplicemente averne l'aria- lo spettacolo si limita a far conoscere il mondo estenuante dell'incomprensibile d'obbligo, una tediosa serie di romanzi polizieschi senza vita dove manca sempre la conclusione.
Quanto agli assassinii, sempre più frequenti negli ultimi anni, che sono rimasti del tutto inspiegati, talvolta è stata sacrificata qualche comparsa, mai si è arrivati ai mandanti, la loro caratteristica di produzione in serie ha il suo marchio: le menzogne sfacciate e mutevoli delle dichiarazioni ufficiali.
Questa sindrome di una malattia sociale acquisita di recente, si è rapidamente diffusa un pò dovunque, come se essa discendesse dai vertici degli Stati, la sfera tradizionale di questo genere di attentati e nello stesso tempo risalisse dai bassifondi, altro luogo tradizionale dei traffici illegali e delle protezioni, dove questo genere di guerra tra professionisti si è sempre svolto. Tali pratiche tendono a incontrarsi in mezzo a tutti gli affari della società, come se in effetti lo Stato non disdegnasse di mischiarvisi, e la Mafia riuscisse ad assurgervi realizzando in tal modo una sorta di congiunzione.
Nel gennaio 1988 la Mafia Colombiana della droga pubblicava un comunicato per correggere l'opinione pubblica sulla sua presunta esistenza.
Irritata per essere la sola sotto accusa, essa dichiara: 'Noi non apparteniamo alla mafia burocratica e politica, nè a quella dei banchieri e dei finanzieri, nè a quella dei milionari, nè alla mafia dei grandi contratti fraudolenti, a quella dei monopoli o a quella del petrolio, nè a quella dei grandi mezzi di comunicazione'.
Bisogna ammettere che queste persone sanno meglio di altre di che cosa parlano.
La Mafia trova nella società moderna il terreno migliore per affermarsi, il suo sviluppo è rapido come quello degli altri prodotti del lavoro con cui la società dello spettacolo integrato modella il suo mondo. La Mafia cresce con il gigantesco dell'informatica e dell'industria alimentare, della ricostruzione urbana e delle bidonville, dei servizi speciali e dell'analfabetismo.
Si sbaglia tutte le volte che si vuole spiegare qualcosa opponendo la Mafia allo Stato, perchè non sono mai tra loro rivali. La Mafia non è estranea a questo mondo, ma vi si trova perfettamente a suo agio: infatti nell'epoca dello spettacolo integrato essa si afferma come il modello di tutte le imprese commerciali avanzate.
Le pagine sono tratte dai 'Commentari sulla società dello spettacolo' del 1988, libro di un'attualità sconcertante.
Mai c'è stata una censura più perfetta. Mai l'opinione di coloro cui si fa credere di essere ancora cittadini liberi è stata meno autorizzata ad esprimersi ogni volta che si tratta di una scelta che riguarda la loro vita quotidiana. Mai è stato consentito di mentire loro con tale incoerenza. Chi guarda sempre per sapere il seguito non agirà mai, proprio così deve essere lo spettatore....
E' quindi arcaico parlare di scandalo, Si attribuisce a un importante uomo di stato italiano, che ha fatto parte contemporaneamente del governo legittimo e di quello parallelo della P2, Potere Due, una frase che riassume al meglio la fase in cui è entrato ora tutto il mondo: 'Ci sono stati degli scandali, ma adesso non ce ne sono più'.
Insomma, la disinformazione sarebbe il cattivo uso della verità. Chi la lancia è colpevole, chi ci crede un imbecille. Ma chi sarebbe allora l'abile nemico ? ...Ancora oggi il capitalismo dello spettacolare integrato fa finta di credere che il capitalismo della burocrazia totalitaria -talora presentato come la retrovia o l'ispiratore dei terroristi- sia ancora il suo nemico principale....Ma tutti i poteri costituiti pensano sempre a ciò che uno dei rari internazionalisti tedeschi aveva voluto ricordare un giorno:
'Il nemico principale è nel nostro paese'.
La nostra società è basata sul segreto...
Quando per esempio le nuove condizioni della società dello spettacolo integrato hanno costretto la sua critica a restare veramente clandestina, non perchè si nasconda, ma perchè è nascosta dall'imponente messinscena del pensiero del divertimento, coloro che tuttavia sono incaricati di sorvegliarla e, se necessario, smentirla, possono finalmente usare contro di lei i metodi tradizionali negli ambienti della clandestinità: provocazione, infiltrazione e diverse forme di eliminazione della critica autentica a vantaggio di una critica falsa, creata a tale scopo.
Nel momento in cui tutti gli aspetti della vita politica internazionale e un numero crescente di coloro che contano nella politica interna sono diretti e mostrati secondo lo stile dei servizi segreti, con inganni, disinformazione, spiegazione doppia -quella che può nasconderne un'altra o semplicemente averne l'aria- lo spettacolo si limita a far conoscere il mondo estenuante dell'incomprensibile d'obbligo, una tediosa serie di romanzi polizieschi senza vita dove manca sempre la conclusione.
Quanto agli assassinii, sempre più frequenti negli ultimi anni, che sono rimasti del tutto inspiegati, talvolta è stata sacrificata qualche comparsa, mai si è arrivati ai mandanti, la loro caratteristica di produzione in serie ha il suo marchio: le menzogne sfacciate e mutevoli delle dichiarazioni ufficiali.
Questa sindrome di una malattia sociale acquisita di recente, si è rapidamente diffusa un pò dovunque, come se essa discendesse dai vertici degli Stati, la sfera tradizionale di questo genere di attentati e nello stesso tempo risalisse dai bassifondi, altro luogo tradizionale dei traffici illegali e delle protezioni, dove questo genere di guerra tra professionisti si è sempre svolto. Tali pratiche tendono a incontrarsi in mezzo a tutti gli affari della società, come se in effetti lo Stato non disdegnasse di mischiarvisi, e la Mafia riuscisse ad assurgervi realizzando in tal modo una sorta di congiunzione.
Nel gennaio 1988 la Mafia Colombiana della droga pubblicava un comunicato per correggere l'opinione pubblica sulla sua presunta esistenza.
Irritata per essere la sola sotto accusa, essa dichiara: 'Noi non apparteniamo alla mafia burocratica e politica, nè a quella dei banchieri e dei finanzieri, nè a quella dei milionari, nè alla mafia dei grandi contratti fraudolenti, a quella dei monopoli o a quella del petrolio, nè a quella dei grandi mezzi di comunicazione'.
Bisogna ammettere che queste persone sanno meglio di altre di che cosa parlano.
La Mafia trova nella società moderna il terreno migliore per affermarsi, il suo sviluppo è rapido come quello degli altri prodotti del lavoro con cui la società dello spettacolo integrato modella il suo mondo. La Mafia cresce con il gigantesco dell'informatica e dell'industria alimentare, della ricostruzione urbana e delle bidonville, dei servizi speciali e dell'analfabetismo.
Si sbaglia tutte le volte che si vuole spiegare qualcosa opponendo la Mafia allo Stato, perchè non sono mai tra loro rivali. La Mafia non è estranea a questo mondo, ma vi si trova perfettamente a suo agio: infatti nell'epoca dello spettacolo integrato essa si afferma come il modello di tutte le imprese commerciali avanzate.
sabato 20 maggio 2017
destablishment
La divaricazione del mondo si accentua.
In ogni società occidentale metà della popolazione elegge come leader chi non sta con l'establishment (Grillo) contro l'altra metà che continua a sostenerlo.
E chi sta con i poteri forti deve, per farsi votare, far finta di non starci, almeno sino a quando non lo eleggono e può ammettere finalmente di starci (vedi Renzi o Macron).
Oppure non può fare a meno di obbedir loro anche non volendo o avendo fatto una campagna elettorale contro di loro e per questo era stato eletto (ad es.Tsipras).
I poteri forti dicono: è' meglio che tu non sia eletto, ma sia eletto un altro; ma se proprio verrai eletto, visto che la democrazia elettorale ha i suoi limiti, allora sappi che non potrai governare, non te lo permetteremo mai, perlomeno per come vuoi tu, ti faremo impazzire (vedi Trump e, si parva licet, Raggi).
In passato, lo stesso Berlusconi ha avuto problemi simili, ed è stato sostituito da Monti e Letta, molto più affidabili per l'establishment (ma molto meno amati dal 'popolo').
Ecco perchè anche lui ha dovuto sempre farsi accompagnare da un Gianni Letta o da un Confalonieri, ed anche perchè in futuro, se vorrà governare, dovrà e potrà farlo solo insieme a Renzi.
Se ci pensate, lo stesso Grillo -d'altronde- non potrebbe fare un passo senza la Casaleggio Associati.
Ecco perchè, al momento, per i media di regime e i poteri forti, personaggi come la Le Pen, Farage, Grillo, Salvini (ma anche Corbyn o Melenchon) non sono candidabili a governare un paese occidentale e, almeno per ora, non possono vincere le elezioni.
Sono accusati di essere inaffidabili, populisti, anti-politici.
Come se non fosse la politica oggi, tutta, ad essere anti-politica.
Ma cosa c'è di meglio, per un Renzi o un Macron, di trovarsi di fronte un Salvini o una Le Pen ?
Hanno già vinto prima di iniziare, visto che tutti gli altri avversari potenziali si sono suicidati o sono stati eliminati. E gli astensionisti, seppur numerosi, non contano nulla.
Ma per quanto potrà durare ?
Il liberismo sta creando paura, risentimento, invidia sociale, odio razzistico, individualismo e familismo estremo, rottura dei legami sociali e fiduciari residui, ricatti lavorativi e guerre tra poveri, squilibri psichici e depressione.
Tutto questo ci sta portando già verso un nuovo totalitarismo politico: Putin, Erdogan, Nethanyau, Trump assomigliano insieme a dei prototipi e a degli sperimentatori.
E il futuro gli appartiene.
male forza tette
Da
alcune settimane siamo entrati nel New Bralette World.
Una
modella bellissima, supercarrozzata, senza un filo di grasso o una
smagliatura, si mostra in tutto il suo fulgore e ci invita da ogni
angolo ad ammirare il suo reggiseno a corpetto, nero o lilla, che si
sporge a balconcino verso desideri inconfessabili, ma piuttosto ovvi.
Un
vero e proprio bombardamento pubblicitario, come non si vedeva da
tempo.
Evidentemente
vogliono convincerci che senza il New Bralette non si può più
vivere.
Il
mirabolante reggiseno è, in qualche modo, raggiungibile. Irina
Shayik, no.
Non
credo che un maschio sia in fondo così interessato al reggiseno in
sé e per sé.
Ma
non potrà fare a meno di collegare le cose, quando si troverà
davanti ad una donna vera, che abbia o meno indossato il New
Bralette, insieme al suo grasso e alle sue rughe.
Colte
da eccesso d'invidia molte donne diranno che con un bel passaggio di
Photoshop anche loro potrebbero permetterselo.
Altre,
più competitive, emuleranno subito la bella russa, comprandoselo o
facendoselo acquistare dal malcapitato marito o dal clandestino
amante.
Immagino
cosa possano pensare i maschi islamici nel vedere i manifesti: quali
turpi desideri li attraverseranno, coperti da anatemi e pubbliche
condanne.
Nei
loro siti porno le donne che si offrono devono portare il viso
coperto, ma mostrano le tette.
Qui
da noi, invece, coprono le tette col New Bralette, ma possono
mostrare il volto.
Corto
circuito interculturale niente male.
La
vita è soprattutto culo.
Culo
di essere nati qui e non lì, da una certa famiglia e non da
un'altra, con un corpo od una faccia belli o brutti, con un certo
grado di intelligenza o meno.
Tutto
culo, in fondo, altro che meritocrazia egualitaria o impegno di vita.
Ma
la democrazia, almeno in qualcosa, ha funzionato: anche ragazze
brutte o povere possono oggi pagarsi le unghie finte, rifarsi le
sopracciglia, depilarsi a dovere, truccarsi e profumarsi, ed anche
farsi un bel lifting della bocca o del seno, risparmiando sui libri o
sui pasti.
Mentre
per l'intelligenza e l'origine si può far poco o nulla, il corpo può
ora essere trasformato e rifatto quasi a piacimento.
Non
sai più se una ragazza ha davvero le dita lunghe, o il corpo liscio,
o il viso attraente.
E'
tutto talmente finto che non capisci più nulla, almeno prima della
mattina dopo.
Forse
è per questo che una buona parte delle ragazze fanno di tutto per
non farsi vedere prima delle 11, o corrono a sistemarsi in bagno
appena sudano o hanno un pelo fuori posto.
Una
dimensione meno correggibile e manipolabile resta quella vocale:
quando iniziano a parlare, per quel che dicono, ma soprattutto per il
tono e la volgarità dei modi, le apparenti 'signore' tradiscono
molto di più i luoghi da cui vengono e dove possono andare (non ve
lo dico...).
Ma
ci sono anche quelle che ormai curano anche la dizione, ancora più
finta di una foto su Facebook.
L'azienda
del New Bralette, infine, per estrema ironia, si chiama Intimissimi.
La
biancheria intima era, per definzione, quella che non si mostrava in
pubblico.
Così
come la nostra intimità:le cose erano intime proprio in quanto non
esibite.
Oggi,
che abbiamo sostituito l'intimità con la privacy, fingendo di
credere che siano la stessa cosa, non possiamo fare a meno di rendere
pubblicissimo l'intimissimo.
Altro
paradossimoro della nostra vita: oggi chiamiamo intimo quel che si
mostra a tutti, in pubblico, ed è in vendita.
D'altra
parte, non siamo noi ad autoprofilarci continuamente su Internet,
rendendoci la pubblicità di noi stessi ?
Benvenuti
nel New Bralette World, dunque.
martedì 16 maggio 2017
fare il (m)orto botanico
Sabato 27 maggio, alle ore 10.00, ripresento in città (ma questa volta insieme alle studentesse di quest'anno) il mio ultimo librino Fare il morto. Vecchi e nuovi giochi di renitenza (Sensibili alle foglie, 2016)
L'incontro si terrà all'Orto Botanico, in viale Frà Ignazio 11.
Siete tutti/e invitati/e.
Per vedere la locandina cliccate qui sotto:
Presentazione Fare il morto- Orto botanico
ciao
L'incontro si terrà all'Orto Botanico, in viale Frà Ignazio 11.
Siete tutti/e invitati/e.
Per vedere la locandina cliccate qui sotto:
Presentazione Fare il morto- Orto botanico
ciao
viaggiare, vivere, amare, morire
E'
stato un viaggio strano questo, forse con troppe cose dentro, e sempre poco
tempo, soprattutto per noi.
Un
viaggio un po' da giapponesi, un japan tour.
Ma,
anche così, siamo stati bene, comunque.
Siamo
partiti nel veronese, alla festicciola di Kether, la scuolina
libertaria di Avesa.
Una
casa nel verde, tra le colline, circondata da un bel bosco abitato da
bambini e ragazzi.
Niente
di più distante, purtroppo, dai casamenti, dalle ambientazioni e dai
costumi delle scuole normali, luoghi sempre più controllati,
asettici e inumani.
Pioveva
leggermente, ma continuamente, e siamo dovuti restare dentro, a
gustarci la tenerella di Ferrara (una squisita torta morbida al
cioccolato) e ad ammirare le operette creative dei bambini e dei
grandi.
Poi
siamo stati a Treviso, imbandierata per la festa nazionale degli
alpini.
Una
piccola città (80.000 abitanti) che attendeva 500.000 visitatori in
tre giorni!
Incredibile
quanto nazionalismo e patriottismo ci sia ancora in queste zone
ancora ferite dai milioni di morti della Grande guerra. La guerra
costruisce di sé un mito, anziché un rifiuto.
Anche
quando la si celebra per i suoi morti, si rivitalizza e rinasce
sempre nei cuoti, come Hillman ci ha ricordato. Verso di lei perdura
un terribile amore.
E'
quella stessa guerra che oggi ci riporta ai forni crematori in Siria,
alla distruzione delle metropoli irachene, ai missili nucleari
nordcoreani.
Alla
guerra che invade le nostre vite, fosse anche solo come spettacolo
(per ora).
Tra
un posto e l'altro (visti anche i prezzi assurdi dei treni, ormai
quasi tutti TAV) ci siamo serviti per la prima volta del Bla Bla car.
La
cosa funziona, e costa decisamente meno.
Nel
primo car-pooling abbiamo incontrato un tipo che non dormiva mai, un
esperto di sicurezza civile e militare, in partenza per Tel Aviv.
Meno male che il percorso era breve, perchè oltretutto era anche
razzista.
Nel
secondo un pugliese costretto a vivere al nord per lavoro (nel
settore alberghiero).
Non
parlava altro che di professioni, denaro e stipendi.
Ma
al nord c'è qualcuno, tra le persone normali, che parli d'altro ?
Si
presenti.
Le
uniche due giornate quasi solitarie per me e Vivi sono state quelle
del viaggio della (sua) memoria a Duino, il luogo in cui lei ha
passato gli ultimi due anni del liceo, nel Collegio per il Mondo
Unito.
Un
tempo era un'istituzione nata con i migliori propositi pacifisti ed
interculturali, salmodianti e salmonisti.
Oggi
è soprattutto un vivaio per manager da Unione Europea, banche e FMI.
Una
scuola d'elite, per ragazzi di tutto il mondo, che studiano troppo e
sperano in una fulminante e redditizia carriera nelle migliori
università del globo.
Posti
molto belli, comunque. Il collegio sta proprio all'inizio della
passeggiata verso Sistiana, resa celebre da Rilke nelle sue Elegie
Duinesi: un cammino che costeggia il mare placido del golfo fi
Trieste e le colline e doline del Carso.
Ed
anche il giro a Trieste, sino a San Giusto, ci è piaciuto molto, pur
nella leggera stanchezza e nel deciso assopimento.
Poi
ci siamo tuffati al Cà Rezzonico, museo del settecento veneziano,
avvolti da una città unica, sempre magica, nonostante il turismo di
massa.
Il
sole ci ha ospitato, facendo rilucere i rii, i campielli e le calli,
con tinte e riflessi degni di un Canaletto.
Il
clou della visita, tanto attesa, sono state le piccole stanze
dedicate agli affreschi che i Tiepolo hanno dipinto per se stessi,
nella loro villa di Zianigo, dedicati a Pulcinella.
Su
di loro, divertimento per li regazzi, Agamben ha scritto un
intensissimo libro che io e Vivi abbiamo assaporato a lungo insieme
nei mesi scorsi.
I
temi del gioco, del vivere e del morire, dell'invecchiare, del senso
e non senso di essere uomini percorrono gli affreschi e lo sguardo
finalmente libero, stanco e vivace del vecchio Tiepolo.
E'
stato emozionante trovarceli dinanzi, finalmente, come se fossero dei
nostri amici da sempre.
Ultimo
passaggio a Lodi, in piena campagna elettorale per il sindaco (il
nostro amico Stefano ha pensato bene di candidarsi, senza molte
speranze, ma con leggerezza e divertimento...).
In
questi mesi ho letto un libro dedicato agli affreschi di Clusone, in
val Seriana: Danza macabra e Trionfo della morte, uno dei più belli
in Italia.
Allora
siamo andati a vederli insieme, oltrepassando valli verdissime e
fiorite, attraversate da un Serio ondoso e brillante.
L'immaginario
tardo-medievale della morte è potente, impressivo, ironico e
spietato.
La
morte è assisa sulla bara di un imperatore, assistita da due
scheletri che colpiscono all'impazzata con frecce e schioppo, mentre
sotto di lei i ricchi e i padroni, i vescovi e i mercanti chiedono
misericordia e perdono, e cercano di scamparsela offrendo doni e
inutili prebende.
Sotto
ancora gli scheletri sorridenti prendono per mano i vivi e li
conducono alla danza.
Amore
per la vita e senso della morte si compenetrano e si arricchiscono a
vicenda, senza tregua.
Ora
siamo tornati ancora una volta a casa.
Ascolto
della corruzione di preti e funzionari nel Cara di Isola Capo
Rizzuto, faccio la somma con quel che mi racconta Vivi su quel che
vede quotidianamente in quelli di Roma in cui lavora (spero non per
molto): un vero disastro, questa 'accoglienza' dei profughi.
Soltanto
uno sporco affare sulla pelle di povera gente disgraziata e
disperata, che finisce dalla padella alla brace. Una solidarietà che
assomiglia sempre di più al nazismo.
Un'Europa
senza cuore, non più cristiana, che non è mai diventata umana.
A
proposito di non umani e di futuro dell'Europa, vedo in libreria il
libro di Macron che si intitola sfacciatamente 'Rivoluzione'.
Lui
è al centro della copertina, che si rifà il nodo alla cravatta, e
procede verso l'avvenire con fare sicuro e vincente.
Ieri
ha scelto il suo Philippe (uno di destra) ed ha incontrato la Merkel,
mentre i socialisti e i laburisti si sgretolano in tutta Europa. Il
centro si fa destra e prova a proseguire a governarci.
L'alleanza
post-elettorale tra Renzi e Berlusconi si avvicina anche per noi.
Le
vacanze sono finite.
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