Giornata dedicata a riflessioni su Individuale e Comune, parte importante di Illudetica, il nuovo libro che inizia a muoversi anche fuori di me, dopo essersi mosso a lungo dentro.
Comunità che viene, comunità inoperosa, comunità inconfessabile, communitas: mi aggiro tra i testi, già letti e riletti o nuovi, e cerco di muovermi in questo labirinto.
Alcune cose mi sono chiare di quel che penso e di quel che pensano gli altri che leggo.
Altre, sia mie che loro, restano molto oscure (forse anche per loro, non solo per me).
Insisterò.
Intanto, i pastori sardi si aggirano tra i bar, dopo aver tentato un'altra manifestazione sotto la Regione.
Sono alla fame, il latte non viene pagato il giusto, c'è siccità, la produzione scende ed anche le vendite sono in calo. Un mondo intero, centrale per l'isola, è in ginocchio, dopo decenni di assistenzialismo e industrializzazione forzata (e fallita).
Ora i pastori vengono a urlare in città, sono ricevuti dagli assessori di turno, e torneranno ai loro ovili, dopo essersi bevuti una birra.
Al giardinetto, decine di neri sostano all'ombra, come se fossero al loro villaggio.
Parlano, in eterna attesa di qualcosa. Dormono, gesticolano, si sdraiano, si tolgono le ciabatte e si sventolano.
Stiamo predisponendo sul mare l'insano progetto che tenta di fermarne l'afflusso.
Non funzionerà, milioni di persone si stanno muovendo verso di noi.
Intanto, la comunità dei migranti, quelli che sono già qui, sta sotto i miei stessi grandi, enormi alberi.
Non sappiamo cosa fare gli uni degli altri, che dirci. O, almeno, io non lo so.
Ma sappiamo di esistere, qui e ora, io, noi e loro.
SATURNALIA Feste popolari in Roma antica, in onore di Saturno, nelle quali si scambiavano auguri e doni e, soprattutto, era concesso agli schiavi di prendere temporaneamente il posto dei padroni
mercoledì 2 agosto 2017
martedì 1 agosto 2017
prendendo la luna a san sperate
Ma di una cosa sono certo: qualcuno
cercherà di impedirvi di portare a termine la Missione, perchè chi
odia il mondo non tollera che qualcuno tenti di aiutarlo o salvarlo.
Vogliono solo che sopravviva, per ucciderlo loro al momento giusto.
Ho analizzato altri tipi di sogni.
Dopo il Trisogno ho studiato il Quadrisogno e il Polisogno. E'stata
una ricerca deludente. Se più di tre persone fanno lo stesso sogno,
nasce un partito politico, o una setta satanica, o un'associazione di
Psichiatri Canoisti, ma non ne deriva nulla di profetico.
Ho trovato molto più interessanti
altri tipi di sogni, ad esempio il sogno erotico Pink e quello Blue.
In quello Pink si hanno polluzioni
notturne, respirazione affannosa, e rimpianto quando ci si sveglia,
oppure sollievo se sogniamo di accoppiarci con una nutria gigante.
Invece nel sogno erotico Blue si
resta per tutta la vita innamorati della persona sognata. La persona
può anche essere un volto sconosciuto e che non incontreremo mai, ma
spesso è una persona che non c'è più, che rivediamo e ribaciamo et
cetera. Il risveglio è assai doloroso.
Ma ultimamente le mie ricerche sono
rivolte al sogno Matrioska, in cui si incastrano una dentro l'altra
diverse fasi oniriche. Cioè si sogna il risveglio poi ci si accorge
che siamo dentro al sogno poi ci si risveglia credendo di tornare
alla realtà invece siamo ancora nel sogno et cetera.
Se questo meccanismo si ripete più
di centouno volte, allora vuol dire che siamo morti.
Il capo Chiomadoro, al suono del
Requiem in do minore di Cherubini, fece il suo ingresso e si sedette.
E così parlò:
'Guardate questa sala: E' la stessa
in cui si riunivano i nostri predecessori, cinquecento anni fa.
Sembra che il tempo si sia fermato. E magari fosse così. Il nostro
potere è sempre grande. Ma oggi più che mai dobbiamo difenderlo.
Siamo riuniti, ognuno di noi rappresenta una teocrazia, una
tecnocrazia, una bancocrazia, una ludocrazia, una mediocrazia o una
di quelle amicali associazioni per il profitto che i mediocri
chiamano mafie.
Ognuno di voi ha l'onore e la
responsabilità di guardare il mondo dall'alto. So che qualcuno ha
nuove idee da proporre, ma anche io ne ho una: udite udite, la mia
nuova idea è di tornare alle vecchie idee. Alle regole, ai riti,
agli arbitrii che creano ciò di cui abbiamo bisogno: IL RANCORE.
C'è un meraviglioso giacimento di
odio e rancore nel cuore degli uomini. Noi, restando invisibili,
dobbiamo indirizzare questo rancore verso i visibili, soprattutto i
più deboli.
Il virus dell'odio è sempre stata
la paura, e oggi siamo troppo timidi nell'usarla. Abbiamo inventato
nuovi, seducenti, spettacolari , educati modi per costringere la
gente a obbedirci.
Ma dobbiamo ogni volta giustificare
le nostre azioni, fingere legalità, render conto a moralisti e
politicanti. Basta!
Io voglio che i riti degli
Annibaliani ritornino. Voglio che il passato riapra il suo libro di
terrore. Voglio che il nostro potere non sia limitato, ma invocato.
Che i nostri sudditi chiedano di sponatena volontà roghi, muri,
crimini. Che dormano col fucile sotto il cuscino. Ci sono ancora
Giusti sulla terra che possano contrastarci ? Io credo di no, ma se
esistessero dobbiamo sterminarli, e cancellare chi crede in loro. Il
nostro Dio Tremendo ci guida. Non ci importa se esistono altre copie
di Dio, dobbiamo tornare a un solo Dio per tutti. Noi siamo Dio.
(Applausi).
Centro commerciale Butterman.
O gioia dell'acquisto o vicinanza
umana o comune anelito, incolonnati all'altare della Merce come
fedeli davanti alla Comunione, verbum seitan factum est e dacci oggi
il nostro pane quotidiano, ma anche grissini e cracker e pandori e
fette biscottate.
E acquistando più del necessario
e spendendo più del risparmiato
e accettando l'offerta e l'occasione
verremo mondati dal peccato originale, l'antica trasgressione
nell'Eden ove tutto era immeritatamente gratis, e i nostri cuori
pulsano pieni di riconoscenza perchè il paradiso ora è veramente
terrestre, è qui davanti a noi, giardino di Delizie perenni, di
infinità varietà e inesauribile assortimento, adeste fideles, con
l'oro del contante, l'incenso del bancomat e la mirra dei bollini
sconto, noi ci inchiniamo davanti alle molteplici Casse, ove ci
giudicheranno i Sacri codici a barre.
Avanti! Spingiamo il pesante
carrello che testimonia la nostra buona volontà, il desiderio che
l'Umanità continui sulla strada della redenzione, della nutrizione,
della produzione, mente in fila rassegnata o irosa aspettiamo di
pagare il Dovuto attendendo la parola che ci assolverà:
'Vuole una busta ?'.
(Qualche sera fa,
in una grande lolla di una splendida casa campidanese a San Sperate,
abbiamo assistito alla presentazione di 'Prendiluna', di Stefano
Benni).
triadiche tragedie
Si
delinea in questa torrida estate con chiarezza una prima connessione
tragica e rapidissima della catastrofe climatica: la triade
siccità-crisi della produzione agricola-incendi si manifesta, in
Italia e soprattutto in Sardegna, in tutta la sua potenza
devastatrice, seppur iniziale.
Quel
che avverrà nei prossimi anni renderà tutto questo cronico e ben
peggiore di oggi.
Quel
che (non) stupisce è che ancora una volta non si valutino le
questioni di fondo, ma si rincorrano soltanto (o meglio, si venga
rincorsi dalle) cosiddette 'emergenze'.
E
si riesca solo a fronteggiare queste, e nient'altro, e per ora, e a
malapena.
Corsi
e rin-corsi storici, dentro una palla di fuoco.
Si
delinea in questa violenta estate con chiarezza una prima connessione
tragica e rapidissima della catastrofe sociale: la triade
Stato-repressione politica-guerra civile si manifesta, nel mondo ma
soprattutto in Venezuela, Siria e Libia, in tutta la sua potenza
devastatrice, seppur iniziale.
Quel
che avverrà nei prossimi anni, anche nei paesi occidentali, renderà
tutto questo cronico e ben peggiore di oggi.
La
fine delle democrazie parlamentari si riverbera nel ritorno a regimi
dittatoriali oppressivi ed accentrati, a veri e propri stati di
polizia e di guerra permanenti; la catastrofe del diritto e dei
diritti, foglie di fico della violenza strutturale sempre in campo e
ben salda, ne rivela la verità e la portanza per qualunque politica
a venire.
Corsi
e ricorsi storici, dentro una sfera di morte.
Si
delinea in questa allucinante estate con chiarezza una prima
connessione tragica e rapidissima della catastrofe economica: la
triade lavoro-precarietà-disoccupazione si manifesta in tutta la sua
potenza devastatrice, seppur iniziale.
Quel
che avverrà nei prossimi anni renderà tutto questo cronico e ben
peggiore di oggi.
La
fine del lavoro stabile e retribuito si accentua nel boom dei
part-time estivi, propagandati come vero lavoro; la mera difesa dei
già garantiti si scuda sempre più contro le possibilità dei
giovani, e mette a repentaglio la stessa sicurezza sociale di chi
comunque lavora.
Stiamo
vivendo soltanto sui soldi di chi sta per andarsene.
E
quando a generazioni senza pensione succederanno generazioni senza
lavoro sapremo che, dopo esserci ammazzati di lavoro per secoli,
moriremo per averlo ammazzato.
Nuovi
corsi, che sanno di preistorico e post-umano insieme, ci aspettano.
giovedì 20 luglio 2017
agenti inquinanti
La commissione parlamentare sull'uranio impoverito dichiara che lo Stato non ha tutelato i suoi soldati e ha permesso la devastazione del suo stesso territorio, permettendo esercitazioni ad alto rischio radioattivo e contaminante.
Inquietante.
L'azienda di soggiorno di Rimini regala 15 giorni di vacanza a chi si riprende durante le vacanze e manda continuativamente i selfie e i filmati sui social.
Divertente.
Il processo su Mafia capitale ha deciso che gli imputati sono corrotti, ma non mafiosi.
Anche il Comune di Roma è corrotto (65 funzionari indagati su 170), ma non mafioso.
Rassicurante.
E' un'estate caldissima, non piove da mesi, si inizia a razionare l'acqua nelle case, tutto si secca.
Ma ce la faremo anche questa volta, dicono.
Niente di allarmante.
Il ministro Costa si dimette, gli alternativi popolari cercano già un'alternativa...ad Alfano!
Vogliono tornare a casa, dopo aver gironzolato un po' col PD.
Zuzzurelloni.
Trump viene scoperto a parlare con Putin di nascosto.
'Stavamo parlando di adozioni internazionali', si difende.
Fantastico.
Un quasi hikikomori di Busto Arsizio pare sia sceso sino al Vesuvio per incendiarlo.
'E' un ragazzo chiuso e soffre di sinusite', dice il padre per giustificarlo: aveva le tasche piene di fazzolettini di carta uniti ad un accendino.
Turismo insostenibile.
Un ragazzo si è suicidato, pensando di aver ucciso a colpi la sua fidanzata.
'Un grande amore...', scrivono alcuni sui social.
Disorientante.
Inquietante.
L'azienda di soggiorno di Rimini regala 15 giorni di vacanza a chi si riprende durante le vacanze e manda continuativamente i selfie e i filmati sui social.
Divertente.
Il processo su Mafia capitale ha deciso che gli imputati sono corrotti, ma non mafiosi.
Anche il Comune di Roma è corrotto (65 funzionari indagati su 170), ma non mafioso.
Rassicurante.
E' un'estate caldissima, non piove da mesi, si inizia a razionare l'acqua nelle case, tutto si secca.
Ma ce la faremo anche questa volta, dicono.
Niente di allarmante.
Il ministro Costa si dimette, gli alternativi popolari cercano già un'alternativa...ad Alfano!
Vogliono tornare a casa, dopo aver gironzolato un po' col PD.
Zuzzurelloni.
Trump viene scoperto a parlare con Putin di nascosto.
'Stavamo parlando di adozioni internazionali', si difende.
Fantastico.
Un quasi hikikomori di Busto Arsizio pare sia sceso sino al Vesuvio per incendiarlo.
'E' un ragazzo chiuso e soffre di sinusite', dice il padre per giustificarlo: aveva le tasche piene di fazzolettini di carta uniti ad un accendino.
Turismo insostenibile.
Un ragazzo si è suicidato, pensando di aver ucciso a colpi la sua fidanzata.
'Un grande amore...', scrivono alcuni sui social.
Disorientante.
lunedì 17 luglio 2017
trafitti da un raggio di sole
Scopare è la sola cosa che
desiderano quelli che stanno per morire. (R. Bolano)
Alla fine dell'anno mia madre ci
lasciò per andare in una città del Nord con l'amante. Crebbi con lo
stigma dell'abbandono. Qualcuno mi prendeva in giro ed altri mi
proteggevano in modo eccessivo. Per difendermi dai giudizi e dalla
commiserazione della gente, mi rifugiai nei libri della scuola e nel
cinema di quartiere. Con il passare degli anni mi guadagnai l'accesso
al cortile vietato e al ciliegio sotto il quale mi trattenevo per
ore, a guardare il monticello d'erba. Decisi in segreto che l'avrei
considerato la tomba di mia madre...Mi sedevo lì a leggere o a
scrivere il mio diario. Altre tombe, nel cimitero o intorno alle
chiese, cominciarono ad attirare la mia attenzione...E' facile
appassionarsi alla morte quando non se n'è ancora subita nessuna.
Non è un caso che le tombe siano
così diverse tra loro. Neppure i loculi si somigliano. Si sporcano
in modo differente. Uno avrà qualche macchia di unto accanto
all'epitaffio, su un altro crescerà il muschio, il marmo di un altro
apparirà lindo, intatto.
Anche la morte ha qualcosa di
ironico: rimane ciò che vorresti eliminare e ciò che vorresti
conservare viene dimenticato in fretta.
Una delle prime cose che attirarono
la mia attenzione in quel luogo invernale, fu la grande quantità di
persone che sembravano appartenere a una realtà liminare,
indipendente, individui che intavolavano conversazione accalorate con
se stessi o con interlocutori ipotetici che, nella metropolitana,
apostrofano i passeggeri e li insultano, per il piacere di insultare
o per qualche ragione sconosciuta. Queste persone perturbanti -che
non oserei definire psicopatici- mi parevano tutte stranamente
simili, vittime di un'epidemia psicologica.
I sintomi si manifestavano
soprattutto in individui poveri che, dopo aver aggredito due o tre
passanti, salivano sugli autobus o sui vagoni della metropolitana
chiedendo un aiuto economico ai passeggeri, ma potevano comparire
anche nei camerieri, nei commessi delle tabaccherie, o nelle
operatrici telefoniche. Fin troppo spesso la metropolitana si fermava
per via di quello che gli altoparlanti definivano un accident de
passager, eufemismo usato pudicamente per non annunciare la morte di
qualcuno che si era buttato nei binari.
Io guardavo tutto senza capirne le
ragioni, con l'atteggiamento sorpreso e distante che si riserva
all'analisi dei costumi stranieri. Quelle persone mi facevano paura.
Da dove erano uscite ? E, soprattutto, com'era possibile che fossero
così tante ?
Ma mi facevano paura anche gli
altri, quelli che ostentavano un'aria di superiorità e il disprezzo
verso quanti sembravano impazziti o, come dicevano loro, usciti dai
binari.
Tuttavia, invece di vedere
l'esaltazione che rafforzava la tempra della mia anima, notavo in me
una pusillanimità orrenda riguardo a Ruth. Adesso mi dico, forse per
giustificarmi, che l'esperienza dell'amore, quando è incontestabile,
porta con sé una minaccia di rivoluzione, di cambiamento radicale,
di renversement. E per quanto evitiamo -o posticipiamo, come nel mio
caso- di prendere decisioni repentine o avventate, tutto pare
sull'orlo del collasso, del terremoto.
E' grandissima la fragilità nel
caso di un amore del genere, che si impone in questo modo.
Ed è naturale o inevitabile cercare
appigli, per quanto siano assurdi o sbagliati, in modo da non
sentirsi inghiottiti dall'abisso: il lavoro, la quotidianità, ma
anche i rapporti con le persone che costituivano il nostro universo
prima dell'incontro che ci ha scossi.
Claudio,
ci sono periodi in cui ho solo
voglia di dimenticare il mondo e sono ossessionata da cose prive di
senso. E' ciò che è accaduto nei giorni in cui non ti ho scritto.
Sono nel pieno di una lotta con me stessa. Alcuni lati del mio
carattere mi fanno soffrire e fatico a sradicarli. Da quando ti ho
conosciuto ho tentato di aprirmi alla possibilità dell'amore per
combattere la frustrazione, lo sperdimento. Ma a volte si
impossessano della mia vita. Perchè vuoi che ti scriva da un luogo
simile ? Se dovessi decidere in quale mare suicidarmi, andrei in
Sicilia.
Non smettere di scrivere. Ricevere
le tue parole mi farà bene.
Dopo aver letto quel messaggio,
spensi il computer e uscii a camminare senza smettere di pensare a
lei e al suo sconforto...Che cosa si ama in un altro ? Credo il suo
stile -sotteso a quello che chiamano 'chimica', un modo più o meno
costante di stare al mondo, una maniera indefinibile di aiutare gli
altri a conoscersi e ad accettarsi.
Mi dissi che in fin dei conti
ciascuno di noi è un campo di battaglia permanente. Cecilia Rangel,
come chiunque – e più che mai a ventisette anni-, è un'essenza
instabile, una serie infinita di tentativi, di errori e di successi.
Quanto affetto sentivo per tutti i suoi movimenti e le sue
oscillazioni. Quando rientrai le scrissi:
Cecilia,
niente di ciò che potresti
rivelarmi sui tuoi lati 'invisibili' potrà sorprendermi o
spaventarmi. Magari alcune cose mi appariranno più utili o
produttive o positive di altre. Ma non si può amare né rispettare
una persona a pezzi, in modo selettivo. Eccoti una poesia di
Salvatore Quasimodo che ho scoperto anni fa, un giorno in cui mi
sentivo come ti senti tu adesso:
Ognuno sta solo sul cuor della terra
Trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.
Che possiamo, presto, ovunque siamo,
sentire lo stesso raggio di sole che ci attraversa.
Prima di arrivare al giardino della
Tour, abbiamo fatto diversi giri con il passeggino in Place
Joachim-du-Bellay, dove un branco di ragazzini correva a perdifiato
proprio nel punto in cui un tempo sorgeva l'antico Cimetière des
Saints-Innocents.
Ho pensato che, come la primavera
segue all'inverno portandoci a scordarne la crudezza da un anno
all'altro, ci saranno sempre bambini che giocano e corrono sopra i
nostri morti.
(Guadalupe Nettel, Quando finisce
l'inverno, 2014)
VAXX...anculo!
Ieri,
parlando con la mia medica di fiducia a colazione, ci siamo anche noi
messi a parlare di vaccini.
E'
una faccenda intricata, in cui si mescolano vari fattori, ben più
consistenti e persistenti forse della stessa diatriba su far
vaccinare o meno i propri figli.
Ci
è venuto da pensare che essa sia il sintomo di una crisi
dell'universalismo, crisi che sta toccando la sanità quanto la
democrazia o i diritti: molte persone hanno la sensazione netta che
ormai i valori universalistici siano in mano ai ricchi e quindi siano
difesi e difendibili solo da loro, mentre i poveri possano trovare
forza solo nei particolarismi e nella parzialità dei bisogni e delle
scelte.
Immersi
nell'ossessione securitaria, se lo Stato non rassicura, ognuno si fa
la sicurezza da sé, per sé e per i propri cari.
Ci
si arma e ci si protegge anche contro chi si prende cura di noi, o
dice di farlo.
Più
ci si sente impotenti sul sistema e rispetto ai 'poteri forti', più
si cerca di avere potere sul piccolo, sul nostro microcosmo privato,
sui nostri territori (Nimby), sulle nostre cerchie ristrette o
perlomeno sul nostro corpo singolo o su ciò che abbiamo creato e che
sentiamo perciò nostro, in primo luogo i figli, per chi li ha fatti.
Che
così si esprima proprio il vecchio e nuovo proletariato, che -senza
poter e voler più aspirare ad una coscienza di classe- affida la
propria protesta alla sua unica ricchezza, la prole appunto.
A
questi fattori si uniscono anche le forti contraddizioni interne allo
stesso mondo della medicina e ai paradossi esiziali della stessa
Nemesi medica, come la chiamava Illich.
I
conflitti irrisolti tra medici ed esperti, il rapporto catastrofico
tra persone, tecnologie ed apparati ospedalieri, la disumanità delle
relazioni sanitarie, le lotte di potere interne alle lobbies che
gravitano dentro e intorno alla cosiddetta 'salute'.
La
fiducia non può che essere bassa in una situazione simile, e molte
persone comprensibilmente fanno fatica ad affidarsi ciecamente a quel
che dice l'Oms o anche il singolo pediatra.
In
una situazione diffusa di paura e scetticismo, tra due alee -quella
degli effetti collaterali di un vaccino o quella di prendersi il
morbillo- in molti non vedono perchè preferire la prima alla
seconda.
Tutto
questo ha una sua ragionevolezza, purtroppo, oggi.
Non
ha senso, in un contesto tale, procedere per ulteriori obblighi e
sanzioni.
Questo
accrescerà l'obbedienza coatta di molti, ma anche il loro
risentimento e la loro sfiducia verso il potere e verso le
istituzioni.
Ma
il potere e le istituzioni, tutte intrise di cultura militare e
oligarchica, non sanno e non sapranno fare niente di meglio o di
diverso.
giovedì 13 luglio 2017
a moltissimi piace caldo
Ultimi impegni in facoltà, ma settimana piena, tra riunioni, esami e tesi.
Il caldo è tale che, unito alla paura e all'ignoranza, rende i laureandi ancora più incapaci del solito, anche solo di balbettare qualcosa di decente e di sensato.
Una vera penitenza, per loro e per noi.
In tutta risposta, si è deliberato di abolire la discussione delle triennali: viene così ad essere eliminata una delle poche possibilità di conversazione pubblica dei giovani d'oggi, per quanto ormai ridotta solo ad uno sketch televisivo da veline.
Ma la proclamazione (collettiva) resta: un'americanata ad uso dei fans e dei fotografi.
La sfilata di moda, tanto, c'era già, compresa di trombette e stelle filanti e finti allori.
Stiamo collaborando allo sfascio di quel che resta della dignità delle istituzioni, anche nelle forme.
La sostanza è andata perduta da tempo.
Meglio così, in fondo.
Meglio il palese ridicolo, la spocchia svuotata, lo sputtanamento ad oltranza anche dell'ipocrita e retorico sembiante.
Lo stesso vale per la politica: il Parlamento non svolge ormai più alcuna funzione legislativa, se non di ratifica.
Le richieste di fiducia sono giornaliere, le discussioni sono pro-forma, nessuno ascolta, neppure chi parla.
Sempre che ci sia qualcuno in aula; le maggiori presenze si hanno quando c'è da litigare o da inscenare manifestazioni finte, in cui si assiste al match da ridolini tra onorevoli e messi delle Camerette che si appendono alle giacche per strappare striscioni o salvadanai.
Le manifestazioni che avvengono fuori di lì, poi, sono ormai puri sketches elettorali, sindacali.
Il populismo e la demagogia regnano sovrani, a parti contrapposte, ma non in questo.
Anche qui: meglio che il nulla appaia in tutto il suo splendore.
Non si potrà più dire di poterci credere comunque, a meno che non si voglia apparire proprio dei fessi.
Eppure, la baracca resta in piedi.
E spezza, rompe tutto il resto.
L'aggregazione umana disgrega la natura e il mondo delle relazioni, produce degradazione degli stessi uomini e donne, ma va avanti, di catastrofe in catastrofe, in un adattamento -e in un silenzio indifferente e rassegnato- che non avevamo mai conosciuto in precedenza.
Intere regioni di ghiaccio si staccano al polo, e noi proseguiamo a parlare di accorgimenti energetici per risparmiare il consumo di una lampadina.
Intere popolazioni vengono da noi sterminate, affamate, costrette alla fuga e noi -quegli stessi noi- stiamo a discutere di mille disperati in più o in meno sul nostro territorio e se li vogliamo o non li vogliamo, e come li vogliamo etc etc...
Bombardiamo e radiamo al suolo città intere e ci piace pensare di averle liberate e che la guerra, finalmente, è vinta.
Siamo pazzi, ormai, semplicemente.
Siamo dei poveri drogati di noi stessi, e senza cure.
Il caldo è tale che, unito alla paura e all'ignoranza, rende i laureandi ancora più incapaci del solito, anche solo di balbettare qualcosa di decente e di sensato.
Una vera penitenza, per loro e per noi.
In tutta risposta, si è deliberato di abolire la discussione delle triennali: viene così ad essere eliminata una delle poche possibilità di conversazione pubblica dei giovani d'oggi, per quanto ormai ridotta solo ad uno sketch televisivo da veline.
Ma la proclamazione (collettiva) resta: un'americanata ad uso dei fans e dei fotografi.
La sfilata di moda, tanto, c'era già, compresa di trombette e stelle filanti e finti allori.
Stiamo collaborando allo sfascio di quel che resta della dignità delle istituzioni, anche nelle forme.
La sostanza è andata perduta da tempo.
Meglio così, in fondo.
Meglio il palese ridicolo, la spocchia svuotata, lo sputtanamento ad oltranza anche dell'ipocrita e retorico sembiante.
Lo stesso vale per la politica: il Parlamento non svolge ormai più alcuna funzione legislativa, se non di ratifica.
Le richieste di fiducia sono giornaliere, le discussioni sono pro-forma, nessuno ascolta, neppure chi parla.
Sempre che ci sia qualcuno in aula; le maggiori presenze si hanno quando c'è da litigare o da inscenare manifestazioni finte, in cui si assiste al match da ridolini tra onorevoli e messi delle Camerette che si appendono alle giacche per strappare striscioni o salvadanai.
Le manifestazioni che avvengono fuori di lì, poi, sono ormai puri sketches elettorali, sindacali.
Il populismo e la demagogia regnano sovrani, a parti contrapposte, ma non in questo.
Anche qui: meglio che il nulla appaia in tutto il suo splendore.
Non si potrà più dire di poterci credere comunque, a meno che non si voglia apparire proprio dei fessi.
Eppure, la baracca resta in piedi.
E spezza, rompe tutto il resto.
L'aggregazione umana disgrega la natura e il mondo delle relazioni, produce degradazione degli stessi uomini e donne, ma va avanti, di catastrofe in catastrofe, in un adattamento -e in un silenzio indifferente e rassegnato- che non avevamo mai conosciuto in precedenza.
Intere regioni di ghiaccio si staccano al polo, e noi proseguiamo a parlare di accorgimenti energetici per risparmiare il consumo di una lampadina.
Intere popolazioni vengono da noi sterminate, affamate, costrette alla fuga e noi -quegli stessi noi- stiamo a discutere di mille disperati in più o in meno sul nostro territorio e se li vogliamo o non li vogliamo, e come li vogliamo etc etc...
Bombardiamo e radiamo al suolo città intere e ci piace pensare di averle liberate e che la guerra, finalmente, è vinta.
Siamo pazzi, ormai, semplicemente.
Siamo dei poveri drogati di noi stessi, e senza cure.
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