Berlu ha avuto un attacco al cuore dopo i risultati e i tradimenti elettorali.
Dovrà farsi operare all'aorta, e rinunciare finalmente all'attività politica.
Qualcosa del genere, ma al cervello, era accaduto a Bersani quando Renzi era salito al potere al suo posto.
Insomma, il corpo parla e soffre, e schianta.
Attendiamo buone notizie su quello di Renzi, dopo il referendum di ottobre.
La nostra civiltà e il nostro sistema politico funzionano solo così: si aspetta sol lo schianto, come il ferroviere anarchico della Locomotiva.
Non cambieremo, se il corpo (sive natura) non ci constringerà a farlo, per forza, malamente.
Se non schiatteremo.
Non c'è più riforma o correttivo che tenga.
Soltanto una bruttissima botta ci libererà di noi.
Che venga presto.
Amen.
SATURNALIA Feste popolari in Roma antica, in onore di Saturno, nelle quali si scambiavano auguri e doni e, soprattutto, era concesso agli schiavi di prendere temporaneamente il posto dei padroni
venerdì 10 giugno 2016
dalla metropoliz
tornato ieri notte dal lungo viaggio a roma...
tante cose ancora. molto bella la visita a metropoliz, sulla prenestina profonda, insieme a leo e stè.
museo dell'altro e dell'altrove, in un ex stabilimento della fiorucci occupato da tante famiglie rom...
dei ragazzetti rom al metropoliz ci hanno chiesto sfacciati se ci baciavamo davanti a loro perchè 'volevano vedere l'amore...'. Li abbiamo accontentati.

con vivi, tutto bene direi...
qui è a helsinki, che si pappa i lamponi....
e qui si dondola insieme, su e giù su e giù...


tante cose ancora. molto bella la visita a metropoliz, sulla prenestina profonda, insieme a leo e stè.
museo dell'altro e dell'altrove, in un ex stabilimento della fiorucci occupato da tante famiglie rom...
dei ragazzetti rom al metropoliz ci hanno chiesto sfacciati se ci baciavamo davanti a loro perchè 'volevano vedere l'amore...'. Li abbiamo accontentati.

con vivi, tutto bene direi...
qui è a helsinki, che si pappa i lamponi....
e qui si dondola insieme, su e giù su e giù...


sabato 4 giugno 2016
va
Gli
agretti bollono sul mini angolo cottura della minicasa sulla
Camilluccia che Remo ci ha dato, e guai a chi ce la tocca!
Un
bel nido per noi, in questa Roma calda, popolatissima, incasinata e
rumorosa, in apparente e distrattissima attesa delle elezioni.
Con
Vivi abbiamo già fatto tante cose in questi pochi giorni: abbiamo
visto la bellissima mostra fotografica di Berengo Gardin, insieme a
Cristina, abbiamo incontrato Renato Curcio e famiglia a cena a Casal
Bernocchi (luogo, per la verità, abbastanza surreale), siamo andati
a trovare gli occupanti della sede ex INPDAP in via Santa Croce di
Gerusalemme; ieri Leo ci ha invitato a vedere Non essere cattivo a
Trastevere (film niente male, soprattutto se visto qui).
Tante
ore anche per noi due, da soli, soprattutto nelle lente e lunghe
mattine sul letto di casa, o a mangiucchiare qualcosa di buono, in
una colazione che è anche pranzo.
Il
gioco continua, ed è bello, ci piace.
Giornate
solari, che guardano avanti.
Fare
il morto uscirà entro l'estate.
Pensiamo
già al viaggio verso i paesi normanni e bretoni.
Insomma,
si va...
domenica 29 maggio 2016
cani che stravedono
Nelle relazioni di famiglia
l'ingannatore è il primo infelice. Non c'è più sicurezza per lui:
sempre ingiusto, ha sempre paura. (Stendhal)
Se un uomo ricco è veramente ricco
e ci tiene alla gloria, potrà fare una mossa che lo innalza al di
sopra di tante meschine controversie. Questa mossa consiste in una
generosa concessione con cui il ricco permette permette a quell'altro
(rimasto un povero normale Gonghi scarso di gloria) di servirsi di un
suo campo o del suo bestiame (del campo o del bestiame sottratti dal
ricco Fonghi al povero Gonghi scarso di gloria), dietro pagamento
annuale di un certo numero di noci di trepeu, o con altra moneta
contante, tipo dollari o sterline. Tante volte poi succede che per
avere quella beneficenza, il tipo scarso di gloria deve dare via
tutto quel che ha in casa, cucchiai, forchette, mobili, vecchie
bottiglie, profumi, anelli, turaccioli, vestiti, o impegnare quei
ritratti a olio molto richiesti. Molti neo-ricchi vivono così senza
far niente, vendendo le noci di trepeu agli importatori delle città
dell'interno, e sono tenuti in altissimo rispetto dai miseri
beneficati, nonché dalla popolazione tutta.
Questa viene chiamata dai più
istruiti neo-ricchi 'la via della ragione nel comodo universale
dell'uomo responsabile', secondo la formula usata da un loro santo
predicatore, il santo Pete Ponghi, di cui restano molti detti
economici.
E tra i neo-ricchi si fa a gara a
compiere atti di generosa concessione ai meno gloriati, atti che
innalzano l'uomo al di sopra delle bestie e forse un giorno lo
eleveranno anche al di sopra della morte e della putrefazione della
carne, secondo il santo Ponghi (protettore degli affaristi).
Con i suoi maneggi, il ricco o
aspirante ricco manifesta indubbiamente una grave forma di demenza: è
la demenza di voler possedere davvero qualcosa, qualcosa che sia
proprio suo e di nessun altro. I Gamuna fanno sempre finta di non
accorgersene...un personaggio del genere viene trattato da tutti con
gravità e condiscendenza in considerazione della sua malattia
mentale: sì, ma in un modo così prudente che lui crede d'esser
trattato davvero con rispetto. E infatti sembra che lo trattino con
rispetto, e forse ognuno lo tratta con rispetto, ma pensando alla
demenza del ricco che ha sempre la smania di metterti sotto i
piedi...
Ma è anche vero che mostrando al
ricco tanto rispetto si stimola il suo delirio, e si fa sì che lui
accampi sempre più pretese, e continui le sue angherie, fino a
quando la malattia lo trasformerà in un povero bagolone senile.
Gli anziani gamuna dicono
che...ognuno si dà da fare perchè vuole essere glorificato: e
lavora, vende, compra, ruba, si agita, suda, imbroglia per ottenere
una glorificazione familiare, o tra gli amici del bar, o sotto il
portico dei commerci...
Dunque gli anziani, quando
incontrano un giovane che cerca di essere glorificato, non sono avari
di lodi, anzi gliene cantano tante che lui si sbalordisce, poi si
esalta, poi trema tutto, poi comincia a insospettirsi, poi a fiutare
che la gloria è una minestra di parole, e infine ad accorgersi che è
sempre una minestra riscaldata. Questo è uno scherzo spesso
rappresentato sotto il portico dei commerci, e serve a far capire che
la gloria è solo una pazzia delle parole. Infatti gli anziani
chiamano le glorificazioni ed ogni sicumera per innalzare o
schiacciare qualcuno: 'racconti del cane che stravede' (anti kani
bilolok)...
Nell'età avanzata le ossa si
rimpiccioliscono, la cane diventa più fragile, il sangue circola
meno, e tutto il corpo diventa meno soggetto alle attrattive esterne.
Solo allora 'i racconti del cane che stravede' cominciano ad apparire
ridicoli, e molti vecchi pensandoci se la ridono tra sé...
Ecco la rivelazione portata dal
vento del deserto, quando qualcuno è pronto a sentirla nei
ventricoli del cuore; ed ecco perchè molti anziani a un certo punto
cominciano a evitare le lodi, dimenticarsi la gloria, perdere ogni
ricchezza. Diventano apatici, fanno sempre degli sbagli, sono
guardati come dei rimbecilliti, proclamano loro stessi d'esser dei
buoni a nulla.
Perchè vogliono avvicinarsi alla
morte come un'ombra che scompare da un muro senza lasciare traccia, e
si sentono più pacificati così...
Molti adulti gamuna a partire da una
certa età cominciano a pregare l'Essere del Largo Riposo, affinchè
li faccia giungere in fretta all'abbandono delle tentazioni di
gloria...Ma per chi ha trascorso la vita sotto il portico dei
commerci, o per quelli che si sono dati al mestiere di raccontatori
sperando di ricevere molti applausi, quel cambiamento è una cosa
ardua e praticamente impensabile come la morte.
Sulla piazza centrale c'è un vasto
portico dove gli abitanti più anziani e più ricchi si radunano. Lì
si può notare spesso che qualcuno cerca di sbarazzarsi del proprio
patrimonio, o della fama di bravo commerciante raggiunta nel corso
della vita. Finge di sbagliarsi, si lascia ingannare, risponde a
sproposito, disperdendo nella confusione e nello stordimento tutta la
sua gloria, in modo da ridurre i risultati del lavoro di anni e anni
alla sostanza cosiddetta del 'tempo perso'.
Attorno a quel portico, donne con
vestiti variopinti vendono tale essenza in piccole ampolle...si
suppone che l'essenza del 'tempo perso' (considerata una pozione
magica), possa rinfrescare il cervello e il sangue, rallentare i
battiti del cuore, distendere la pelle del volto contratta dal
nervosismo e orientare il naso verso un buonissimo affare.
Gli affari migliori ispirati da tale
essenza sono quelli che trasformano un ricco e stimato cittadino in
una completa nullità, nel giro di pochi minuti.
Astafali racconta che al tramonto si
vedono certi vecchi andare in giro facendo capriole nel fango,
insozzati di sterco, con addosso pelli di pecora ed emettendo belati
pietosi. Altri con ridicole corna di vacca vanno esibendo in pubblico
i loro pietosi genitali, ridacchiando come se fossero la cosa più
ridicola al mondo. Sono anziani che fanno gli esercizi del
cambiamento, già sulla via della santità; e dopo mesi dedicati a
simili esercizi, sollevano una smorfia asciutta negli astanti: segno
di un destino inverso e ormai irrimediabile. Quello è il segnale che
nessuna loro glorificazione sarà più possibile e che tutta la loro
vita si è finalmente risolta in un puro spreco di tempo secondo il
volere dell'Essere del Largo Respiro.
Solo a questo punto l'uomo potrà
avere la certezza che la propria vita sia stata soltanto un bagliore
d'iridescenza, uno spettacolo a vuoto come tanti altri, tutto
brulicante di sensazioni, ma effimero come un'ombra su un muro o come
il riverbero dei raggi del sole su una duna di sabbia.
Il raggiungimento di tale certezza
ispira canzoni molto melodiose, che si sentono levarsi a notte tarda
dai margini della brughiera. Quelle canzoni, con parole bellissime ma
incomprensibili, sono cantate in modo che ascoltandole non si sa mai
se ridere o se commuoversi.
Lo sguardo serale di certi anziani
vestiti di stracci esprime la stessa particolare incertezza, ed è un
segno sicuro di santità.
(G. Celati, Fata Morgana, 2005)
Quando vedo tutta quella povera gente sui barconi, tutti i poveri del mondo...
europei americani
Un
governo libero è un governo che non fa del male ai cittadini, ma che
al contrario dà loro la sicurezza e la tranquillità. Ma ci corre
ancora molto alla felicità, bisogna che l'uomo se la crei lui
stesso, perchè sarebbe un'anima ben grossolana quella che si
considerasse perfettamente felice godendo della sicurezza e della
tranquillità.
In
Europa confondiamo le cose; abituati come siamo a dei governi che ci
fanno del male, ci sembra che esserne liberati sarebbe il culmine
della felicità...L'esempio dell'America ci mostra proprio il
contrario. Lì il governo disimpegna bene i suoi doveri e non fa del
male a nessuno... Noi europei vediamo che siccome l'infelicità che
viene dai governi manca agli americani, essi sembrano mancare a se
stessi. Si direbbe che la sorgente della sensibilità si inaridisca
in loro.
Essi
sono giusti, sono ragionevoli, ma non sono felici...
Tutta
l'attenzione sembra rivolta agli arrangiamenti ragionevoli della
vita, e a prevenire tutti gli inconvenienti: arrivati alfine al
momento di raccogliere il frutto di tante cure e di sì lungo spirito
d'ordine, non si trova più un resto di vita per godere.
Si
direbbe che i figli di Penn non abbiano mai letto questo verso che
sembra la loro storia:
Et
propter vitam, vivendi perdere causas.
(E a
causa della vita perdere le ragioni per vivere, Giovenale, Satire,
VIII).
I
giovani dei due sessi, allorchè è giunto l'inverno, corrono insieme
in slitta sulla neve di giorno e di notte, fanno corse di quindici o
venti miglia molto allegramente e senza alcuno per sorvegliarli; e
non ne derivano mai inconvenienti. C'è la gaiezza fisica della
giovinezza che passa presto col calore del sangue e che è finita a
venticinque anni: non vedo le passioni che fanno godere.
C'è
tanta abitudine alla ragionevolezza negli Stati Uniti, che la
cristallizzazione dell'amore è stata da ciò resa impossibile.
Ammiro
quella felicità e non la invidio; è come la felicità degli esseri
di una specie diversa e inferiore. Mi aspetto molto meglio dalla
Florida o dall'America meridionale...
(Stendhal,
Dell'amore, 1822)
sabato 28 maggio 2016
inascoltabili
Qualche sera il cellulare ha smesso di funzionare: sentivo chi mi parlava, ma lui non sentiva me.
Ho provato con varie persone, e niente di niente.
Ho iniziato a comunicare e ad avvertire solo con sms, ma mi sono reso conto che la mia vita era cambiata in un attimo.
Ho anche inserito l'auricolare, pensando fosse una questione di microfono o di altoparlante, ma nisba.
Sono andato a telefonare da un arabo sotto casa, le persone mi rispondono, ma continuano a non sentirmi, neanche da lì!
Incomincio a pensare al peggio: sono io che non esisto, sono l'unico a sentire la mia voce, gli altri non mi sentono più!
Esco dalla cabina in ansia, chiedo al dolce ragazzo arabo, o indiano forse, che mi guarda sorridente: almeno lui mi sente.
Mi porta dentro la cabina e mi spiega che non basta fare il numero e attendere; quando l'altro risponde io devo calcare un tastino bianco perchè anche lui mi senta.
Respiro.
Riprovo, e funziona. Sono di nuovo connesso, umano tra gli umani, cellulare tra i cellulari.
Ho pensato a tutti gli inascoltati veri di questa terra, li ho sentiti più vicini, e mi sono sentito uno stupido.
Ho ascoltato tante cose in questi mesi di lezione da parte dei miei cari studenti.
E tantissime ne sto ascoltando in questi lunghi giorni di esami.
Ci si raccontano molte storie, ne abbiamo bisogno.
Storie di quel che accaduto a lezione, ma non solo: anche nella loro e nostra vita.
Sono stanco ora, ma è stato forte ascoltarci.
Molte storie che i miei colleghi non ascoltano, che non stanno qui dentro, tra le mura dell'Università.
Ma che sono la carne di questi ragazzi che dovrebbero fare gli educatori e gli insegnanti, e che sono inascoltati, e che sono poco allenati ad ascoltare.
E che non credono neppure più che qualcuno li ascolterà, e per questo -spesso- hanno anche smesso di parlare.
E soprattutto di parlare veramente di se stessi.
Di potersi affidare a qualcuno, di potersi fidare di qualcuno, anche solo per un'ora, per un attimo.
In questi giorni, in alcune circostanze, con alcune persone, tra persone finalmente, ci siamo riusciti.
Ho provato con varie persone, e niente di niente.
Ho iniziato a comunicare e ad avvertire solo con sms, ma mi sono reso conto che la mia vita era cambiata in un attimo.
Ho anche inserito l'auricolare, pensando fosse una questione di microfono o di altoparlante, ma nisba.
Sono andato a telefonare da un arabo sotto casa, le persone mi rispondono, ma continuano a non sentirmi, neanche da lì!
Incomincio a pensare al peggio: sono io che non esisto, sono l'unico a sentire la mia voce, gli altri non mi sentono più!
Esco dalla cabina in ansia, chiedo al dolce ragazzo arabo, o indiano forse, che mi guarda sorridente: almeno lui mi sente.
Mi porta dentro la cabina e mi spiega che non basta fare il numero e attendere; quando l'altro risponde io devo calcare un tastino bianco perchè anche lui mi senta.
Respiro.
Riprovo, e funziona. Sono di nuovo connesso, umano tra gli umani, cellulare tra i cellulari.
Ho pensato a tutti gli inascoltati veri di questa terra, li ho sentiti più vicini, e mi sono sentito uno stupido.
Ho ascoltato tante cose in questi mesi di lezione da parte dei miei cari studenti.
E tantissime ne sto ascoltando in questi lunghi giorni di esami.
Ci si raccontano molte storie, ne abbiamo bisogno.
Storie di quel che accaduto a lezione, ma non solo: anche nella loro e nostra vita.
Sono stanco ora, ma è stato forte ascoltarci.
Molte storie che i miei colleghi non ascoltano, che non stanno qui dentro, tra le mura dell'Università.
Ma che sono la carne di questi ragazzi che dovrebbero fare gli educatori e gli insegnanti, e che sono inascoltati, e che sono poco allenati ad ascoltare.
E che non credono neppure più che qualcuno li ascolterà, e per questo -spesso- hanno anche smesso di parlare.
E soprattutto di parlare veramente di se stessi.
Di potersi affidare a qualcuno, di potersi fidare di qualcuno, anche solo per un'ora, per un attimo.
In questi giorni, in alcune circostanze, con alcune persone, tra persone finalmente, ci siamo riusciti.
martedì 24 maggio 2016
destrimani
Come
già accaduto in Francia alle amministrative di qualche mese fa,
l'estrema destra è stata sconfitta in Austria al ballottaggio da
un'accozzaglia elettorale che ha visto votare insieme i centristi
(destri e sinistri) di tutto il paese.
Da
notare che però ha votato poco più del 70% degli aventi diritto e
che il 'verde' Van der Bellen ha vinto, si fa per dire, col 50.3 %
dei voti contro il 49.7.
Muro
contro muro, insomma, società divisa in due, per ora in parità
sostanziale.
Ma
è un'onda destinata a crescere di anno in anno.
Le
guerre civili avanzano nel cuore dei nostri stessi stati.
Il
benessere ha generato uno spostamento da sinistra (e della sinistra)
al centro (anni 90), l'inizio della crisi ha portato dal centro a
destra (primo decennio del 2000), la catastrofe ci porta da destra
all'estrema destra (ora e tra poco).
Se
si vive dentro una cultura di destra (profitto, schiavismo e
precarietà, sicurezza, individualismo, ignoranza), non si può
pensare che si vada a votare altrove.
Questi
valori d'altronde sono condivisi, nella vita reale, anche da molti
che proseguono a votare centrosinistra, ad es. Hollande o Renzi.
Lo
stesso processo sta avvenendo in Grecia (chi potrà votare Tsipras e
non astenersi o votare Alba Dorata alle prossime elezioni, se vorrà
difendersi dall'UE ?), in Francia (il lepenismo finirà per vincere
contro gli esangui sarko-socialisti), in Gran Bretagna (se anche non
ci ci sarà la Brexit, Cameron è già scavalcato a destra nel suo
stesso partito).
Discorso
leggermente diverso in Spagna e in Italia, dove Podemos e
Cinquestelle sono riusciti per ora ad imbarcare molto scontento e a
deviarlo verso canali 'democraticamente' gestibili, seppur non
tradizionali. Ma anche qui non durerà a lungo: la destra si
ricompatterà a breve, e non più al centro, come è riuscito a fare
per decenni Berlusconi, ma verso Salvini e Meloni.
Last
but not least, quel che sta accadendo negli Stati Uniti.
I
candidati 'moderati' repubblicani sono stati spazzati via dal ciclone
Trump.
Avevo
sempre pensato sinora che questo avrebbe favorito l'elezione della
Clinton.
Ma
incomincio a dubitarne.
Forse
alla fine la terribile signora ce la farà: prenderà la nomination,
battendo Sanders sul filo, e sarà eletta, battendo Trump, sul filo.
Ma
anche gli Stati Uniti vanno irrimediabilmente verso l'estrema destra:
Obama ha avuto varie chances per fare altro, forse ci ha anche
provato, ma sostanzialmente ha fallito.
Se
Trump dovesse vincere negli USA e l'Europa dovesse spostarsi ancor
più verso destra alle prossime elezioni, ci troveremmo in pieno
tecnofascismo anche nella forma, e non più solo nella sostanza (come
di fatto siamo già).
Il
tecnofascismo al potere, attraverso 'libere elezioni': vi ricorda
qualcosa ?
NB: il fatto che abbia ripreso a scrivere di politica, non significa che non sia più distratto dall'amore...
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