Sentirsi tra buoni demoni era la felicità per i greci.
Al giardinetto, tra gli spruzzi dell'acqua sulle aiuole.
Non riescono a rabbuiarmi neppure il traffico intenso e la ridicola manifestazione dei sindacati al porto.
Potrei, vorrei stare qui così per ore, per sempre.
So che non è vero, ma mi viene da dirlo.
Ho fatto la doccia, mi sento pulito e profumato.
C'è il sole e un leggero, piacevolissimo vento dal mare.
Il barbone solitario è sempre qui, nella panchina a fianco, come ogni mattina.
Una sfinge, espertissima di noia e curiosità per il vuoto.
Non ci sono mail nuove e non ho impegni di lavoro.
Le lezioni stanno per finire, già pensiamo alle vacanze estive.
Andremo in Normandia e Bretagna, uno dei luoghi d'Europa che ancora -speriamo- preservino qualche differenza dall'omologazione montante.
A vedere la guida, dovrebbe essere bello andarci e avere tempo per godersi campagne e falesie, pescatori e montanari sassoni.
Positivo d'umore, ma angustiato da qualche dolore fisico: i postumi della frattura all'omero si fanno sentire.
Si è creato un 'becco' osseo aggiuntivo che mi infiamma nervi e tendini.
Pare che dovrò limarlo con ultrasuoni.
Tra lunedì e mercoledì, ecografia ed ortopedico.
Niente di grave, ma fa male.
Meno male che i demoni stanno bene...
Li guardo tranquillo, alcuni dormicchiano, altri sembrano ammansiti, forse prendono tempo ed energie per future minacce.
Ma, al momento, non mordono.
SATURNALIA Feste popolari in Roma antica, in onore di Saturno, nelle quali si scambiavano auguri e doni e, soprattutto, era concesso agli schiavi di prendere temporaneamente il posto dei padroni
venerdì 20 maggio 2016
mercoledì 18 maggio 2016
euforismi
Contrariamente
all'opinione comune, l'esperienza è per lo più immaginazione (Ruth
Benedict)
'Martin
non ha avuto un incidente, si è ucciso.'
'Perchè?'
'Era
innamorato di una ragazza che non lo voleva. Si è presentato a casa
sua con una poesia d'amore e lei non l'ha voluta leggere, così è
andato sotto la statua di Anteros a Piccadilly Circus e si è
sparato. Ce l'ho io, la poesia. Non è delle sue migliori, ma le
macchie di sangue la nobilitano.
'Quanti
anni avevi ?'
'Diciotto'.
'Credevo
che quello di Piccadilly fosse Eros'.
'Lo
credono in molti, ma è il gemello, il vendicatore degli amori non
corrisposti. Mio fratello è stato poetico sino alla fine'.
Quando
con Fen ci ricordiamo della nave stiamo bene insieme. E' sempre così
con gli uomini, che la cosa che ti lega è il primo scoppio
dell'amore o del sesso ? Bisogna sempre tornare alle prime settimane,
quando bastava il suo modo di camminare in una stanza per farmi
venire voglia di spogliarmi ? Con Helen è stato molto diverso; il
desiderio arrivava da qualche altra parte, almeno per me. Da qualche
luogo più profondo ? Non lo so. So che può tenermi sveglia tutta la
notte, ed è come se qualcuno mi tagliasse via lo stomaco da quanto è
grande il dolore di averla perduta. E provo rabbia per aver dovuto
scegliere, perchè Fen ed Helen hanno voluto che scegliessi, mi
volevano in esclusiva, mentre io non volevo esserlo. Mi è piaciuta
quella poesia di Amy Lowell quando l'ho letta per la prima volta:
diceva che il suo innamorato era come il vino rosso, all'inizio, e
poi è diventato il pane. Ma non è così, per me. I miei amori
rimangono il vino, ma io divento troppo in fretta il pane, per
loro...
'Lei
era il pane, per te ?'.
Scosse
la testa, lentamente. 'Per me le persone sono sempre il vino, mai il
pane'.
'Forse
è per questo che non vuoi possederle'.
'Muore
Giulietta. E sapete cos'hanno fatto i Kirakira ? Si sono messi a
ridere. Non finivano più di sghignazzare. L?hanno trovata la storia
più comica mai sentita.'...
'Credo
che abbiano riso per l'ironia della sorte'.
'E'
curioso che per loro l'ironia non sia mai tragica, ma solo comica'.
'Però
hanno il lutto'.
'Provano
dolore, un dolore grande, ma non tragico'.
'E'
vero. Sanno che i loro antenati hanno dei progetti su di loro, e che
non possono sbagliare. La tragedia, invece, si basa sul senso di un
terribile errore, no ?'
Mi
piaceva il rumore delle nostre due macchine da scrivere: era come
essere in un complesso che suonava uno strano tipo di musica. Sentivo
di far parte di qualcosa, e che il lavoro era importante.
E
poi la sua macchina da scrivere tacque e lei mi guardò.
'Non
smettere -dissi-. Il rumore della tua macchina da scrivere mi fa
ragionare meglio'.
Quella
notte non dormimmo. Ci spostammo sulla mia stuoia e parlammo e
rimanemmo stretti l'uno all'altra. I Tam -mi disse- credono che
l'amore cresca nella pancia e quando hanno il cuore spezzato vanno in
giro stringendosi il ventre.
'Sei
nella mia pancia', è la loro dichiarazione d'amore più intima.
(Lily
King, Euforia, 2014)
lunedì 16 maggio 2016
confesso che ho vissuto
Scrissi sulla lavagna una delle mie
citazioni di Adorno preferite:
'La più alta forma di moralità è
sentirsi estranei in casa propria'.
Giornata della memoria, con Vivi, a
Carbonia, mia terra natale.
Non ci tornavo da molti anni.
Per me, che penso sempre di non avere
radici, è strano sentire quanto mi sento legato a quelle colline
piccole, alle cave di trachite, a quelle pietre rosse delle case
fasciste e della chiesa al centro, a quei piccoli chioschi dei gelati
e dei giornalini, alle solite vie percorse per anni per andare a
scuola o tornare a casa.
E le scalette semplici e strette, corte
e sottili della casa d'infanzia in via Marche 24, che ora ha un nuovo
nome, ed in cui riconosco solo un cognome tra quelli che ricordavo.
E la crisi ulteriore, dopo quella degli
anni 50, fatta di serrande abbassate, lavori sempre in corso,
pratiche inevase e palazzi incompiuti.
E le invenzioni fatue della post
modernità, le mega stazioni di puro cemento nel nulla, arte brutta e
brutale e le periferie desolate di capannoni dismessi, outlet di
provincia, cinesi in affitto, ponti di plastica sospesi tra quartieri
simil-albanesi rifatti.
E l'orribile vita nel lager-miniera, ad
abbruttirsi di lavoro e ceneri nere, di silicosi e discese negli
inferi in gabbia.
Camminare tra i profumi della città
giardino, degli ex orti di città, dei resti di una tanto vagheggiata
autarchia.
Rivedere scuole elementari e medie
rinnovate e sempre così uguali ad allora, i luoghi in cui mi sono
ferito, ho imparato a sentire il dolore e la noia, ho iniziato a
parlare e a correre, ad andare in bici senza rotelle, a inventarmi e
a stare con qualcuno.
Il Monte Rosmarino, piccolo e verde, dove ho curato la pertosse.
E il Campo prigionieri verso cui andavamo a fare scampagnate, di fronte a casa, verso la cava rossa.
Il Monte Rosmarino, piccolo e verde, dove ho curato la pertosse.
E il Campo prigionieri verso cui andavamo a fare scampagnate, di fronte a casa, verso la cava rossa.
Ripensare alla mia famiglia, a quella
che sembrava tale, negli anni in cui la scena era ancora in corso, in
cui anche loro erano vivi, e provavamo a stare sul palco, pur senza
crederci mai del tutto, insicuri di ogni vincolo.
E gli incontri con il passato, con
allievi di corsi ora al lavoro, con ricordi di case e strade, con
immagini e romanzi di formazione.
L'incontro con Don Rosso, che non
vedevo da quarant'anni, Ha fatto il gruista a Portovesme sino al
2000, di notte. E di giorno, ha sempre fatto il prete, nella sua
piccola parrocchia di via Piolanas, dal 1972, ed ora ne ha 76:
circondato dai quadri di Febe, tra cui anche uno che sembra proprio
di mia sorella, dalle sue perpetue che perpetuamente puliscono casa e
chiesa, dai suoi milioni di libri e riviste, d pizze e di video. I
tempi del cineforum al buio nella stanzetta o delle comunioni col
pane spezzato e il calice comune sono lontani, ma dentro di me sono
rinvenuti vicinissimi e profondi, sereni e lancinanti.
Mi ha commosso parlare con lui,
ritrovarmi ragazzino, e ritrovarlo sempre così tranquillo e insieme
provocatore, come allora. Ho capito dove e come, tra l'altro, ho
imparato ad essere me.
'Ma che senso ha l'amore in un mondo
come il nostro ?', domandò una voce dal fondo della stanza.
'E quale sarebbe secondo voi il tipo
di mondo adatto all'amore ?', replicai.
Nyazi alzò a mano di scatto: 'Ora
non abbiamo tempo per l'amore', disse. 'Almeno per quell'amore. Ci
siamo votati a un altro tipo d'amore, più alto, più sacro.'.
Zarrin si voltò e disse,
sarcastica: 'E per quale altro motivo si combatte una
rivoluzione?'...
Rispecchiarmi in tutto questo, e
rispecchiarlo con e per V., mi ha smosso come non potevo prevedere e
come non era mai accaduto: ho pianto spesso, e gli intrichi di questo
tutto che è la mia vita, si sono riaperti e ritorti ancora, come
ferite, cicatrici e squarci di quel che avanza, come novella Gradiva,
e gradita, e pericolosa e impaurente.
Invecchio, piango di più, mi sciolgo.
Il mio cuore si impappina, ora.
Ed anche le parole languono,
languiscono, si fanno più dolci e più amare, si troncano
all'improvviso, ammutoliscono e gioiscono, muoiono.
Come la scuoletta di Serbariu, ormai
distrutta, senza tetto, disabitata da tutti fuorchè da me e dai miei
ricordi.
Stremato e pieno di grazia, riprendo a
vivere, senza sapere troppo, senza aver trovato soluzione a nulla,
ripieno di una storia che non ricordo più, che non ho più bisogno
di sforzarmi di ricordare, perchè ora - lo so- sono me, se questa
parola può significare ancora qualcosa.
'Un romanzo non è un'allegoria',
dissi verso la fine della lezione. 'E' l'esperienza sensoriale di un
altro mondo. Se non entrate in quel mondo, se non trattenete il
respiro insieme ai personaggi, se non vi lasciate coinvolgere nel
loro destino, non arriverete mai al cuore del libro. E' così che si
legge un romanzo, come se fosse qualcosa da inalare, da tenere nei
polmoni. Dunque, cominciate a respirare. Ricordate solo questo. E'
tutto: potete andare'.
Le citazioni sono da Azar Nafisi, Leggere Lolita a Teheran, 2003)
aria di regime
Chi viveva nella Repubblica islamica
dell'Iran era in grado di capire al volo il risvolto tragico e al
contempo assurdo di quel tipo di crudeltà. Era la stessa che
subivamo ogni giorno, e anche noi, per sopravvivere dovevamo
prenderci gioco della nostra infelicità. Sapevamo persino
riconoscere d'istinto la volgarità, posilost, in noi stessi prima
che negli altri. Per questo l'arte e la letteratura diventavano così
importanti: non erano un lusso, ma una necessità. Nabokov ha colto
in pieno che cosa significhi vivere in una società totalitaria, in
un mondo fittizio e pieno di false promesse, in cui si è
completamente soli e non si è più in gradi di distinguere tra
salvatori e carnefici.
Quando aveva ripreso la parola era
stato per dire che a suo modesto avviso un solo film di Stanlio e
Ollio valeva più di tutti i loro opuscoli rivoluzionari messi
assieme, opere di Marx ed Engels incluse. Quel che loro chiamavano
passione non lo era veramente, e non era nemmeno follia: era
un'emozione grezza, indegna della vera letteratura. Aggiunse che se
avessero modificato i piani di studi si sarebbe rifiutato di
insegnare. Restò fedele a quelle parole e non torno più...Mi
dissero che adesso viveva come un recluso nel suo appartamento, dove
ammetteva soltanto una cerchia ristretta di amici e discepoli. 'Lei
la vorrebbe conoscere di sicuro, professoressa', disse una ragazza
con allegria. Io non ne ero altrettanto certa.
'I sogni', dissi rivolta a Nyazi,
'sono ideali perfetti, compiuti in se stessi. Come si può
sovrapporli a una realtà imperfetta, incompleta, in perenne
mutamento ?'...
Quando lasciai l'aula, quel giorno,
non dissi niente di ciò che io stessa allora intuivo appena, e cioè
che il nostro destino era sempre più simile a quello di Gatsby. Lui
aveva cercato di realizzare il suo sogno facendo rivivere il passato,
e alla fine si era reso conto che il passato era morto e sepolto, il
presente soltanto una finzione, e che non c'era futuro.
Un mattino, all'improvviso e senza
che nessuno se lo aspettasse, scoppiò la guerra...tornavamo in
macchina a Teheran da una gita sul mar Caspio, quando sentimmo alla
radio la notizia dell'attacco iracheno. L'annunciatore lesse il
comunicato in tono piatto, come avrebbe fatto con una nascita o una
morte, e noi lo accettammo come qualcosa di irrevocabile, che a poco
a poco si sarebbe imposto su tutto il resto, insinuandosi fino nelle
pieghe più nascoste della nostra vita. In fondo è così che si
manifestano gli eventi repentini e devastanti, no ? Una mattina ti
svegli e scopri che, per via di forze che agiscono al di sopra del
tuo controllo, la tua vita non sarà mai più la stessa...
'Certo, per avere ragione ce l'hai.
Il regime si è insinuato così bene in ogni angolo della nostra vita
che non riusciamo più a pensare ad altro. Ci sembra che sia
onnipotente...
Lascia che ti ricordi del signor
Bellow, la tua ultima fiamma...,la frase sua che citavi sempre:
'questi prima ti ammazzavano, e poi ti costringevano a meditare sui
loro crimini...
La Russia aveva tentato di isolarsi
dal travaglio della coscienza moderna. Si era sigillata. All'interno
del paese sigillato, Stalin spargeva la vecchia morte. In Occidente,
il travaglio è quello di una morte nuova. Non ci sono parole per ciò
che accade all'anima nel mondo libero...Il nostro sepolto
discernimento la sa più lunga. I nostri remoti centri di coscienza
vedono tutto e lottano contro la chiara lucidità della veglia. La
lucidità della veglia ci costringerebbe ad affrontare la nuova
morte, il particolare travaglio del nostro lato del mondo. Aprire
davvero la coscienza a ciò che avviene realmente sarebbe un
purgatorio' .
(Azar Nafisi, Leggere Lolita a
Teheran, 2004)
martedì 10 maggio 2016
pensieri a pensione
Sembra
incredibile, ma si inizia a parlare di ricostruzione della carriera,
di ricongiungimenti onerosi e non, di pensionamento.
Sono
già così vecchio ? Magari fosse...!
Ora
vi spiego.
Il
Sig. Liberato mi chiama ogni tanto dall'INPS, negli ultimi mesi, per
farmi firmare pezzettini di lavoro fatti nel tempo, ormai trenta o
vent'anni fa.
Abbiamo
ormai un rapporto quasi confidenziale, ci sentiamo spesso
informalmente per mail o per cellulare.
Ma,
l'altro giorno, gli ho scritto 'caro' e non, come al solito,
'gentile' e lui mi ha invitato ad usare toni più consoni al suo
ruolo e al nostro rapporto.
Nel
2006, poco dopo il concorso per ricercatore, avevo chiesto il
riscatto degli anni di laurea.
Allora,
mi dissero che avrei dovuto spendere non più di 2-3000 euro per
anno.
Mi
sembrava tanto, ma accettai.
Dieci
(dieci!) anni dopo si sono svegliati dal lungo sonno e mi hanno
comunicato che la cosa si può fare, ma per complessivi 27.000 euro!
Mi
spiegano che la cifra è aumentata negli anni, come se i dieci anni
li avessi fatti passare io...
E
che, comunque, secondo loro, vista la miseria delle pensioni
contributive, mi conviene farlo.
Un
bel ricatto, non c'è che dire.
E'
chiaro che quattro anni in più mi farebbero comodo, ma dovrei dare
loro ora di certo un bel po' di soldi (600 euro al mese per quattro
anni), per un'eventuale aumento di pensione chissà tra quanto e per
quanto tempo (e se morissi prima ? E se non ci fosse più l'INPS ? E
se morissi presto ? E se domani...e sottilineo se...?)
Insomma,
ieri, alla fine ho rinunciato.
I
27000 euro me li tengo, me li godo, me li conservo, me li investo,
non lo so.
Ma
non glieli do.
Ma
come ci si può fidare di un ente che ci mette dieci anni a
risponderti o di uno Stato che ti chiede tutti questi soldi per
ridarteli indietro chissà quando ?
Insomma,
pensiamo a vivere, pensiamo ad altro...
Ho
mandato il contratto per Fare il morto a Sensibili alle foglie.
Mi
piace ora che sia andata così.
Che
la salma sia finita in buone mani. E che possa uscire dalla tomba già
entro l'estate.
Mi
trovo in sintonia con loro, i Sensibili, con quello che pensano,
cercano, pubblicano.
E
magari vi verranno in mente anche altre cose da fare insieme.
A
Novembre, ad esempio, al festival internazionale dell'arte irritata,
a Bilbao. Vedremo.
Le
lezioni procedono, i giochi sono sempre quelli, ma cambiano nel tempo
e a seconda delle cornici e dei gruppi che li giocano, come sempre.
Abbiamo
superato il giro di boa e finiremo entro il mese.
Si
creano affetti, sale la voglia di trovarsi al parco, di incontrarsi,
di parlare, di stare sotto il magnifico albero del corallo, dai
grandi, carnosi fiori arancio.
A
giugno cercherò di andare una settimana alle terme.
Collo
e spalla (quella fratturata due anni fa) continuano a far male.
Avrei
bisogno anche di inalazioni profonde e continuate.
Insomma,
mi metto a fare il pensionato, in congedo anticipato.
Per
il resto sto bene, l'amore è un miracolo, e fa miracoli.
Non
mi stupisco più, ormai.
E
resto stupito, sempre.
mercoledì 4 maggio 2016
oranivola
il passaggio a orani, qualche giorno fa, è stato commovente...
nivola è ancora vivo, forte, presente....
martedì 3 maggio 2016
rose su rose
I nostri piedi tra le rose di Sant'Efisio, avvolti dalla ramadura...
Giorni felici, direbbe il bardo.
Dopo la guarigione dalla peste, altro miracolo del santo ?
Non so se lui c'entri, ma me la godo così.
Anche Fare il morto avanza.
Renato Curcio mi ha scritto e il libro gli piace!
Lo pubblicherò a breve con Sensibili alle Foglie, di cui diverrò anch'io foglia, foglio, figlio...
Ne sarò felice e onorato.
Vi farò sapere.
Per ora, non molto altro.
Il vento e il sole mi avvolgono, ma sto all'ombra prediletta dei grandi ficus.
Un saluto dall'amato giardinetto.
PS: Intanto, sotto altri ficus, si accalcano davanti alla stazione decine di neri e nere, in attesa di non si sa che cosa. Degrado e sorrisi, speranze e disperazione si mescolano...
Giorni felici, direbbe il bardo.
Dopo la guarigione dalla peste, altro miracolo del santo ?
Non so se lui c'entri, ma me la godo così.
Anche Fare il morto avanza.
Renato Curcio mi ha scritto e il libro gli piace!
Lo pubblicherò a breve con Sensibili alle Foglie, di cui diverrò anch'io foglia, foglio, figlio...
Ne sarò felice e onorato.
Vi farò sapere.
Per ora, non molto altro.
Il vento e il sole mi avvolgono, ma sto all'ombra prediletta dei grandi ficus.
Un saluto dall'amato giardinetto.
PS: Intanto, sotto altri ficus, si accalcano davanti alla stazione decine di neri e nere, in attesa di non si sa che cosa. Degrado e sorrisi, speranze e disperazione si mescolano...
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