Giunti stamane sotto il cielo delle Azzorre, finalmente terso e caldo, dopo alcuni giorni piovosetti alquanto in quel di Lisboa antigua.
La capitale resta struggente, commovente, decadente.
Accogliente e sensuale, al punto giusto, sempre un pò montanara pur essendo sul mare.
Piedi a pezzi, tanti chilometri su e giù, tra Castelo e Belem, tra Alfama e Pombal.
Metropoli che non conosce la pianura, se non per poco.
Marta è un pò impaurita, talvolta, ma coraggiosa.
Il patto atlantico, per ora, regge.
Domani andremo a cercare balene e delfini a largo.
Intorno a noi, solo e solo oceano, a 1400 miglia dall'Europa e a 3600 dall'America.
Su un'isoletta di 80 km per 30.
Il tutto dà una certa sensazione, diciamo, a pensarci...
SATURNALIA Feste popolari in Roma antica, in onore di Saturno, nelle quali si scambiavano auguri e doni e, soprattutto, era concesso agli schiavi di prendere temporaneamente il posto dei padroni
lunedì 12 ottobre 2015
giovedì 8 ottobre 2015
angolo della fortuna
Nelle sue considerazioni sul
destino, Niccolò Machiavelli attribuiva alla 'fortuna' più di metà
del potere di controllo sulla vita umana, e alle capacità dell'uomo,
alla sua 'virtù', la restante metà scarsa. Immaginava la sorte come
una dea volubile e incostante, o anche come un fiume che potrebbe
straripare in qualsiasi momento...
Machiavelli spiega che solo le
'virtù di necessità' -cioè le capacità espresse nei casi di
emergenza- sono in grado di contrastare il destino...
Tra le varie metafore relative al
destino rintracciabili nelle sue opere, quella del fiume dalle
imprevedibili esondazioni, contenuta nel venticinquesimo capitolo del
Principe, sembra particolarmente ricca di significato. Forse perchè
l'amarezza di quella metafora deriva dal grande fallimento che lui
stesso aveva sperimentato.
'Ed assomiglio quella ad un fiume
rovinoso, che quando ei si adira, allaga i piani, rovina gli arbori e
gli edifici, lieva da questa parte terreno, ponendolo a quell'altra:
ciascuno gli fugge davanti, ognuno cede al suo furore, senza potervi
ostare'.
Machiavelli che, con Leonardo da
Vinci, aveva accettato la sfida di progettare il rinnovamento dei canali di scorrimento per prevenire gli straripamenti dell'Arno, e
aveva fallito, così aveva descritto in versi la dea della fortuna:
Come un torrente rapido, che al
tutto
superbo è fatto, ogni cosa fracassa
dovunque aggiugne il suo corso per
tutto;
e questa parte accresce, e quella
abbassa,
varia le ripe, varia il letto, il
fondo,
e fa tremar la terra, donde passa;
così Fortuna col suo furibondo
impeto molte volte or qui, or quivi
va tramutando le cose del Mondo.
Devo aver esitato un attimo ma poi, pensando che avrei dovuto, in un modo o nell'altro, portarlo in camera, avevo posato le mani sul corpo nudo del vecchio. La sua pelle, ancora umida del bagno, era più morbida di quanto mi aspettassi, elastica, nonostante la magrezza del corpo, e per niente grassa. Ricordava quasi quella di un ragazzo. Aveva gli occhi aperti e un lieve sorriso sulle labbra, ma aveva perso la parola e non aveva più né la forza né la volontà di muoversi. Ed ecco che il suo corpo sembrava pesare il doppio del suo peso reale e, che tentassi di mettermelo in spalla o di prenderlo in braccio, i suoi arti rimanevano del tutto inerti, abbandonati verso il basso. Avevo tentato di sollevarlo mettendogli le braccia sotto le ascelle, come nel morozashi del sumo, ma ero rimasto in quella posizione e non sapevo più cosa fare.
E' quello che si definisce 'essere
all'angolo' ?
(da Hiraide Takashi, Il gatto venuto
dal cielo, 2001)
martedì 6 ottobre 2015
andar giù
In Costa Azzurra, visto che pioveva tanto tanto, hanno pensato bene di scendere ancora più giù, nei garage e nei sotterranei, per salvare le auto. Sono morti.
In Siria e in Iraq, visto che non si era risolto niente con la guerra, si pensa bene di fare un altro po' di guerra, che risolverà tutto finalmente. Almeno per quelli che non sono ancora morti. Moriranno di certo.
Scenderanno negli abissi della nostra pace. E noi con loro.
Provo a non soffocare, a respirare, ma c'è qualcosa che insiste e mi porta giù, in apnea.
Quel che desidero di più, in questa vita, non c'è.
Fra qualche giorno, cercherò respiro sull'Atlantico.
Anticiclone delle Azzorre, prendimi tu...!
In Siria e in Iraq, visto che non si era risolto niente con la guerra, si pensa bene di fare un altro po' di guerra, che risolverà tutto finalmente. Almeno per quelli che non sono ancora morti. Moriranno di certo.
Scenderanno negli abissi della nostra pace. E noi con loro.
Provo a non soffocare, a respirare, ma c'è qualcosa che insiste e mi porta giù, in apnea.
Quel che desidero di più, in questa vita, non c'è.
Fra qualche giorno, cercherò respiro sull'Atlantico.
Anticiclone delle Azzorre, prendimi tu...!
sabato 3 ottobre 2015
taccuini neri
'Che stupidi a lasciare
la luce accesa in salotto, poco fa', mi ha detto.
Ero stupito che ci
desse così tanto peso. Ma ora, dopo tutti questi anni,capisco meglio
la tristezza improvvisa che aveva incupito il suo sguardo. Anch'io
provo una strana sensazione se penso alle lampade che abbiamo
dimenticato accese nei luoghi in cui non siamo mai tornati...
Sfilai dalla tasca il
taccuino nero, e oggi rileggo gli appunti che avevo preso quella sera
con una calligrafia rapida, mentre camminavamo verso rue Jussieu...E'
più forte di me, in quel periodo ero sensibile come oggi alle
persone e alle cose che sono sul punto di sparire.
La sua voce si faceva
sempre più distante. E nel momento in cui scrivo queste righe, la
voce è debole come quelle che ti giungono dalla radio, a notte
fonda, disturbate dalle interferenze...Mi pare che all'epoca li
vedessi tutti come se fossero dietro il vetro di un acquario, e il
vetro ci separasse, me e loro. Così, nei sogni, osservi gli altri
vivere le incertezze del presente mentre tu conosci già il futuro.
'Non capisco come
faccia un ragazzo come lei a frequentare certa gente...'
Ho alzato le spalle.
'Sa, gli ho detto, io
non frequento nessuno. La maggior parte delle persone mi è
indifferente. A parte Restif de La Bretonne, Tristan Corbière,
Jeanne Duval e pochi altri'.
Quando restavo in quel
quartiere ad aspettarla, le serate erano lunghe, ma mi sembrava
normale. Compativo quelli che dovevano segnarsi sull'agenda molti
appuntamenti, alcuni addirittura con due mesi d'anticipo. Per loro
tutto era fissato, e non avrebbero atteso mai nessuno.
Un tragitto in auto, di
notte, a fari spenti, e per quanto tu stessi con la fronte
appiccicata al finestrino, non avevi nessun punto di riferimento. E
chissà poi se davvero ti chiedevi quale fosse la meta del viaggio ?
Vent'anni dopo percorri la stessa strada, di giorno, e finalmente
vedi tutti i particolari del paesaggio. Ma a che scopo ? E' troppo
tardi, non c'è più nessuno.
Poco fa mi trovavo in
una libreria di rue de l'Odèon.
Faceva già buio. Sugli
scaffali dei libri di seconda mano avevo scovato un romanzo con la
rilegatura rosso sporco intitolato: Finis le reves, basta con i
sogni...
Le mie ricerche erano
risultate vane e dopo un po' di tempo avevo finito per abbandonarle.
Non mi facevo più molte illusioni. Un giorno o l'altro tutto questo
sarebbe caduto nell'oblio.
Mi ha portato sul
lungofume, verso l'Ile Saint-Louis...
Una sensazione di
leggerezza e di vacanza.
Vacanza: condizione di
ciò che è vacante, disponibile.
Il bosco, i viali
deserti, la massa scura dei palazzi, una finestra illuminata che ti
dà la sensazione di aver dimenticato di spegnere la luce in un'altra
vita, oppure che qualcuno ti stia ancora aspettando...Tu devi essere
nascosta in quei quartieri. Sotto che nome ? Prima o poi troverò la
via. Ma, ogni giorno, il tempo stringe e, ogni giorno, mi dico che
sarà per un'altra volta.
(Patrick Modiano,
L'erba delle notti, 2012)
Da
tempo volevo leggere Modiano, ma ci sono arrivato, tra un taccuino e
l'altro, invitato da un altro libro appena letto, in cui il
protagonista incontra Modiano ai giardini del Luxembourg e gli chiede
di una donna: La donna dal taccuino rosso di Antoine Laurain.
Ma di
questo, scriverò un'altra volta, la prossima...
reci - divi
Il criminale è una
persona con istinti predatori che non ha il capitale sufficiente per
fondare una società. (H. Scott)
Il
ragazzo che ha imbracciato tre pistole e un mitra ed è andato a
sterminare un professore ed i suoi compagni. C'era una volta, ancora
una volta, in America...
Si
parla di follia. Di esibizionismo e voglia di far parlare di sé,
almeno così.
Si
confonde la causa con l'effetto.
Si
fanno appelli e preghierine per i morti e per la pace.
Palliativi,
melensaggini da facebook.
Obama
lancia i suoi proclami illuministi per far cessare, limitare il
mercato delle armi, ben sapendo che la sua economia nazionale non
vivrebbe un giorno senza produrle a casse.
La
cultura degli statunitensi vive di violenza, sin dalle sue origini.
Le
armi stanno dentro la loro testa, non solo nelle loro case (310
milioni di armi leggere, domestiche, già pronte per una bella guerra
civile fuori controllo!)
E
andiamo verso lì, anche noi.
I
geni-eri recidivi che hanno restaurato il ponte-tappo ad Olbia.
80.000
euro ben spesi.
Cosa
vogliamo dirgli ancora ?
Eppure
il problema, anche lì, non è a ponte. E' a monte.
Quei
quartieri abusivi e condonati (dalle leggi, ma non dalla natura),
prima o poi, andranno rasi al suolo e sgomberati, o saranno comunque
abbandonati da cittadini stanchi di sorbirsi un'alluvione all'anno.
Dovranno trovare altre soluzioni, quando la situazione si rivelerà
per quel che è: senza altra via d'uscita.
I
grillini sbraitano davanti all'ennesimo golpe procedurale in aula
(ora l'hanno chiamato 'canguro', perchè permette di saltare gli
emendamenti e i voti segreti).
Stanca
ripetizione di inutili mantra d'opposizione.
Recidivi
i soliti noti (chi sta al governo, che si prende pezzi di
schieramenti votati altrove), a ruoli invertiti; recidivi i soliti
ignoti che provano ad opporsi al tran tran delle istituzioni
postdemocratiche, con pagliacciate varie tra gli scranni.
Lontananza
totale e somiglianza totale, rispetto al cosiddetto 'popolo'.
Quegli
stessi che li votano (recidivi), e poi se li dimenticano...
In
Siria, si va all'attacco ancora una volta, a bombardare condomini e
villaggi.
Intanto,
l'Isis se ne sta ben nascosta sotto terra.
E
cresce l'odio della gente verso di noi, ben più forte che verso di
loro.
Errare
humanum est, perseverare...etiam!
Apprendimento:
zero.
venerdì 2 ottobre 2015
il generale haig
Dopo
aver letto Gli umani ho pensato che valesse la pena di conoscere
meglio Matt Haig.
Il mio
spacciatore mi ha recuperato tre suoi libri precedenti, e due li ho
letti nei giorni scorsi.
Sì, è
uno scrittore che merita.
Nel sogno stavo
giocando a calcio sulla collina e giocavo contro l'intera squadra ed
ero bravissimo come quando andavo alle elementari ma il campo
diveniva sempre più ripido come una collina e ogni volta che
calciavo la palla tornava indietro nella mia rete o nell'angolo e
perdevo 20 a zero. Papà faceva l'arbitro e io cercavo di dirgli che
il campo era sempre più ripido come una collina ma lui mi diceva Chi
non sa giocare dà la colpa al terreno di gioco Philip. Chi non sa
giocare dà la colpa al terreno di gioco...
Cercai di comportarmi
in maniera normale così presi il mio libro sui Romani in Britannia
di Graham Fortune ma riuscii a leggerne soltanto una frase. La frase
era ' Per i soldati romani il Vallo di Adriano non era soltanto un
mezzo per difendersi contro le tribù caledoni: rappresentava anche
la linea di separazione tra il mondo conosciuto fatto di ordine e
civiltà, e quello sconosciuto del caos e delle barbarie.'
Non sapevo cosa
significasse il termine barbarie. Suonava come qualcosa che avesse a
che fare con il taglio dei capelli ma c'era qualcosa che non mi
convinceva. L'illustrazione nel libro mostrava i popoli delle tribù
con i lunghi capelli tutti spettinati mentre i Romani portavano i
capelli corti o gli elmetti e quindi forse le barbarie avevano
davvero a che vedere con il taglio dei capelli.
Quando nacque Nerone un
astrologo predisse: 'Sarà Imperatore e ucciderà sua Madre'.
Nerone diventò
Imperatore e uccise sua Mamma.
Non cosa predisse
l'ASTROLOGO quando sono nato io ma mi sembra una cosa pazzesca che
tutto ciò che succede possa essere già scritto nelle stelle e non
si possa cambiare...Neanche Mamma che legge sempre l'oroscopo nelle
sue riviste e una volta diceva Sarà una bella settimana. C'è
scritto qui. Lo ripeteva tutte le settimane e lo disse anche la
settimana in cui Papà morì nell'incidente e quindi le stelle devono
avere qualche segreto che non rivelano alle riviste.
E i segreti sul mio
futuro sono già scritti nel cielo e io non posso cambiarli non posso
cambiare niente neanche queste parole e questo punto.
(da Il club dei padri
estinti, 2006)
Ricordai una cosa che
mi aveva detto una volta Henry.
'L'umorismo è un
meccanismo di difesa per gli umani, e di solito indica che hanno
qualcosa da nascondere'.
Viaggio dappertutto,
stava raccontando Simon...E dovunque vado, è sempre la stessa cosa,
lo stesso giochetto.
Ma ti piace ?
Diavolo se mi piace.
Naturalmente sì. Un maledetto mucchio di soldi facili, te lo dico
io. Mi presento, gli faccio fare qualche esercizio sull'approccio
creativo, butto lì qualche discorso sconclusionato sul pensare fuori
dagli schemi ed è fatta. Missione compiuta.
Esercizi sull'approccio
creativo ?
Sì, sai no. Pensare a
dieci usi diversi per una sedia oltre che per sedercisi sopra. Quel
genere di stronzate lì....Sono tutte cazzate, ma sono le cazzate
giuste, questo è sicuro. Che io spari alla grande, ecco di cos'hanno
bisogno. Se dici delle cose sensate, se racconti alla gente come
stanno veramente le cose, se mi limitassi semplicemente a dirgli che
stiamo seduti su una bomba a orologeria, bè, allora non avrei la
minima possibilità di avere successo.
Giusto.
Così, quello che
faccio è recitare ciò che vogliono sentire, fornendo loro uno
schema dentro il quale possono continuare a fare esattamente quello
che hanno fatto fino a quel momento, ma con parole nuove. Costruire
con l'immaginazione. Pensiero positivo. Branding quadridimensionale.
Ci si buttano sopra.
Ma tu credi a quello
che dici, no ?
Simon guardò Adam con
un'espressione curiosa, come un cane che si imbatta in una nuova
razza.
Adesso capisco che c'è
una differenza fondamentale tra noi e gli umani, ed è una differenza
che evidenzia perchè essi abbiano bisogno del nostro aiuto. La
differenza è che i cani imparano a reprimere i loro istinti, per gli
umani non c'è speranza.
Credono che la scienza
e la tecnologia e la cultura li elevino su un piano differente
rispetto al resto del mondo animale. Ritengono che tutto quel loro
apparato contribuisca a proteggerli contro i loro impulsi naturali.
Credono, quando si coprono con i vestiti i corpi senza pelo, quando
si dipingono le facce con il trucco e quando si lavano via e si
cancellano il loro odore naturale, di essere in grado di sopprimere i
bisogni primordiali anche se in realtà questi guidano ogni loro
singola azione...
In quanto specie, nel
tentativo di allontanarsi dal loro mondo natirale ripetono in
continuazione gli stessi errori. Nonostante sperimentino una cosa,
non imparano mai la lezione. Per esempio, non sono in grado di
scendere a patti con la morte, per quanto l'abbiano dovuta affrontare
innumerevoli volte. Lo stesso capita con il sesso. Più gli umani
cercano di razionalizzare i loro desideri, più diventano vittime di
se stessi...
Era così anche per
Adam. Per quanto era in grado di percepire, aveva trascorso la sua
intera vita in uno stato di resistenza permanente. I desideri e gli
impulsi che sentiva erano chiaramente distruttivi e avrebbero potuto
danneggiare la Famiglia, e lui non riusciva a capire perchè
desiderava fare qualcosa che avrebbe potuto ferire coloro che amava.
Così resisteva.
E continuò a resistere
finchè i desideri crebbero al punto da portare con sé la propria
giustificazione.
Emily osservò Adam con
un'espressione perplessa.
Disastri ?
Credo di sì. Quando
guardo le stelle, penso all'urto che le ha generate....
Le stelle, certo, sono
bellissime e tutto quanto, ma in fondo non sono altro che detriti,
detriti che in alcuni casi non esistono neanche più. Così, quando
alzo gli occhi al cielo e ci penso, ecco quel che vedo. La scena di
un incidente. Disastri....Tutto -la terra, tu, io, i cani, questo
parco, le stelle, l'intero universo- tutto ha avuto inizio da una
gigantesca collisione tra due forze fisiche. Quindi l'universo non è
nato dal niente, ma da cose, mondi, che già esistevano. Noi siamo
soltanto, insomma, delle conseguenze. Parte di questo stesso
disastro.
Mi voltai e vidi una
ragazza. Era piuttosto attraente, immagino, almeno secondo gli
standard degli umani. (E come vi ho già detto, è questa l'unica
cosa che a loro importa, l'aspetto fisico. E' stupido, lo so, e
assolutamente fuorviante. Ma è così che stanno le cose).
Tradire il Patto, è
come tradire se stessi.
Naturalmente, era
questo l'argomento decisivo.
Allontanati dal
percorso tracciato, e perderai la possibilità di guadagnarti
l'Eterna Ricompensa....
L'intero impianto
cominciava a sembrarmi mal concepito, arrogante addirittura....
Intendo dire, chi ero
io per affermare che le filosofie e i sistemi di pensiero che
tenevano unite le altre razze erano sbagliate, e che soltanto noi
eravamo nel giusto ? Perchè catalogavamo automaticamente come
barbara e primitiva la visione del mondo di un Rottweiler, o troppo
superficiale quella dei Barboncini ?
(da Il Patto dei
Labrador, 2004)
con gli occhi del ciclone
Ieri
pomeriggio è scattato l'allarme rosso, l'allerta generale.
Ci
hanno sgomberato dalla facoltà, non ho neppure potuto fare il solito
ricevimento studenti.
Alle
15, tassativamente, dovevamo uscire.
Non si
trattava di un'esercitazione, o di una simulazione.
L'hanno
chiamato ciclone, stavolta.
Lo
stiamo vivendo veramente.
File
di auto per le strade, tutte che tornano a proteggersi dentro casa.
Come
sfollati, agiati e sicuri dentro i loro gusci, ma con un senso di
angoscia.
Io
sfreccio in bici, a Terrapieno, sulla strada e tra i buchi nei quali
sono caduto più di un anno fa.
Diluvio
notturno, fulmini come punizioni divine dal cielo, tuoni come rombi
di guerra.
Stracci
sotto le portefinestra, occhi al soffitto del bagno, orecchie che non
prendono sonno.
Penso
a chi sta per strada, che ha trovato rifugio nei cespugli, sotto i
portici delle banche.
Penso
ai poveri, a chi non ha casa, a chi si bagna insieme ai cani.
Penso
a me, a questa ennesima notte solitaria, al buio fuori, al suono del
vento e del mare in tempesta.
Il
sentimento del sublime non mi assiste.
Mi
sveglio -e mi alzo- tardi.
Fuori
piove ancora, non posso neppure andare al giardinetto o a fare la
spesa, non ha senso agitarsi.
Cagliari
è stata colpita, ma non troppo.
Ovviamente,
Capoterra e Olbia sono di nuovo a galleggiare nell'acqua.
Ovviamente,
poco o niente è stato fatto dalle alluvioni del recente passato.
Piccole,
sopportabili catastrofi quotidiane, in fondo.
Tutto
passa, siamo in buone mani.
Appare
in tv la faccia del capo della Protezione civile sarda: sarà anche
bravo, ma si chiama Nudda.
Siamo
in emergenza, dice, ma ha uno sguardo lento, un parlare calmo,
rassicurante.
Come
sotto anestesia: ci stiamo adattando anche a questo, ci stiamo
abituando a vivere così.
Non ci
si lamenta neppure quasi più. Non si chiede neppure più niente.
Si
vive solo in attesa che passi, in attesa che si dimentichi, in attesa
che torni...
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